Autodenuncia

Pubblichiamo questo bellissimo articolo di Antonio\Berlicche. Una volta speravamo che il motto «Una risata vi seppellirà» avesse qualche probabilità di essere vero. Speriamo ancora!!!
Autore:
Antonio\Berlicche
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Va bene, compagni, lo ammetto. Mi autodenuncio. Non so se sono già sulle liste in mano ai giudici, in fin dei conti non ho mai avuto incarichi di rilievo nella mia organizzazione criminale, ma è senz'altro possibile. Una minima visibilità pubblica ce l'ho, infima, da bollettino parrocchiale, ma è chiaro che sono socialmente pericoloso e corro il rischio di reiterare il reato. Non c'è bisogno di tenere o mantenere il mio telefono sotto controllo - d'altra parte non lo uso quasi mai, e quando capita grugnisco solo - vi dirò tutto quanto volete ascoltare.
Sì, è vero. Faccio parte di Comunione e Liberazione da trent'anni. Confermo ogni accusa. 
Davvero ci si aiuta uno con l'altro. Davvero lo si fa senza ritorno economico, fatto inaudito e gravissimo. Io, personalmente, ho intervistato per diverso tempo persone in cerca di lavoro - dai neolaureati all'immigrato di colore - per conto della Compagnia delle Opere, con il ridicolo pretesto di aiutarli a trovare opportunità di occupazione ma con il probabile nascosto intento di guadagnarmi un futuro voto di scambio per qualche mafioso. Senza dubbio un identico fine guidava tutti i miei amici che davano il loro tempo per assistere bambini o famiglie disagiate, o anziani soli, in un malcelato disegno di malaffare. Quello che desta i sospetti, in prima battuta, è proprio che tutto ciò viene fatto gratuitamente, almeno in apparenza. Poiché appare assurdo, si può stare certi che dietro si nasconde una evasione fiscale di proporzioni mostruose, una rete di pagamenti in nero che contribuisce alla bancarotta dell'Italia. E gli appartenenti a Comunione e Liberazione, alla Compagnia delle Opere non potevano non sapere.
Quindi appare senz'altro motivato e auspicabile l'eventuale sequestro preventivo delle oltre 34000 aziende associate alla CdO, costituenti ovviamente una rete di collusione nascosta dietro una facciata apparentemente rispettabile.
Motivato, ho detto: tanto più in quanto celato dietro una facciata di ipocrisia. E' noto che i ciellini si riuniscono spesso, a volte anche tutte le settimane, per complottare nuovi misfatti mentre dicono di cercare la verità. L'ho fatto anch'io, e sebbene mi sfugga come la ricerca della bellezza e della giustizia, di Cristo insomma, impegnandosi nel reale possa tradursi in qualcosa di opposto. 
Se così viene detto così sarà. In effetti i sospetti di mangiare carne umana, di adorare teste d'asino in orge perverse, infanticidio e incesto accompagnano da troppo tempo i cristiani per essere solo voci. I loro capi a suo tempo sono stati tutti giudicati colpevoli e condannati, alcuni anche a morte. Qualcosa devono avere fatto, incendiare Roma o truccare appalti. E' giunto il tempo di fermare questi corruttori della gioventù. Alcuni sono stati persino visti pregare.

Gli amici giornalisti che tanti anni fa li accusarono di essere pagati dalla CIA lo avranno anche fatto senza prove ma come impeto morale ci avevano visto giusto, e la reazione popolare di allora con le sedi bruciate e gli appartenenti malmenati è comprensibile e scusabile. Se tali comportamenti oggi non sono da auspicare è solo perché alla fine inefficaci.
Molto più semplice usare lo stesso sistema che da lungo tempo - ricordiamo i gloriosi precedenti della stampa sovietica - e praticamente identico linguaggio tanti buoni frutti hanno dato in passato. Come per i gesuiti ai tempi dell'unità di Italia, se si abbattono i più forti, motivati ed organizzati difensori poi le restanti cricche, più piccole e deboli, non saranno un problema.

Sì, signori magistrati, pubblico pagante e benpensanti, mi professo colpevole, sono e sono stato cristiano e ciellino. E recidivo, perché di qui non mi muoverei mai. In quale altro posto trovo parole che mi spiegano così la vita?