L’incomprensibile Padre Nostro

Autore:
Kaminskij, Rossana
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Su Il Foglio dell'8 novembre 05, Giuliano Zincone, nel recensire un saggio di Luigi Accattoli, "Il Padre Nostro e il desiderio di essere figli" (Ed. Dehoniane), si pone una domanda interessante: "Perché mai un credente dovrebbe studiare per credere?
Questa domanda m'accompagna come una valigia di perplessità, mentre osservo (sempre più da vicino) il rifiorire di un cattolicesimo diffuso. Penso alla preghiera più popolare, il "Padre nostro", che per me è diventata misteriosissima [...] Se è vero (ed è verissimo) che il "Padre nostro" è la preghiera fondamentale, è anche vero che chi non la comprende non comprende l'essenza del cristianesimo. Io, purtroppo, appartengo a questo ultimo gregge, forse perché non siedo nell'empireo dei pensatori e nemmeno abito nella comunità dei puri di cuore che (beati loro) non sono tenuti a porsi alcun problema. Io, come tanti, sto nel mezzo: cerco di capire, ma non ci riesco. [...] Mai un testo così breve, così sacro e universale è apparso altrettanto misterioso a chi non possiede un cuore semplice, né un cervello vicino al cielo". Da qualche centinaio d'anni ci sono condizioni ostili - esistenzialmente, culturalmente - alla fede. Oseremmo dire che viviamo in una congiuntura storica che rinsecchisce "l'organo della fede", un'epoca che tenta di allevare "polli senza ali". Più che studiare per credere, servirebbe frequentare persone che credono, per incontrare la fede in Cristo. Non ci si educa alla fede da soli, perlopiù, appunto, ecco perchè vivere con-e-nella Chiesa. Gesù ha parlato con tutti: bambini, pescatori, prostitute, esattori delle tasse, sacerdoti, soldati. La sua preghiera l'ha consegnata ai semplici. E' pur vero che la fede parte da un incontro per grazia, dalla semplicità del cuore, e che certamente possa felicemente permanervi, anche se il cristiano, dal momento in cui viene battezzato, incomincia un'avventura umana ed educativa che dura tutta la vita. Pur essendo una tradizione culturale e storica di duemila anni, essa richiede esperienza e consapevolezza umana al presente, ora e adesso, trattandosi non solamente di una eredità passata, quanto contribuire alla stessa vita della Chiesa. E' impressionante come il cristianesimo abbia coinvolto - e coinvolga - le persone più diverse fra loro - dal poeta al pittore, da filosofo allo scienziato, dalle mamme alle nonne - le quali hanno compiuto opere secondo la fede in base ai propri talenti.