Non sperimentate sugli animali fatelo sugli embrioni

Fonte:
CulturaCattolica.it
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«Un famoso ginecologo romano “coltiva” gli spermatozoi umani su tessuti ricavati dai testicoli dei topi e s’è vantato d’aver fatto nascere tre bambini, due a Roma e uno in Sardegna, grazie a questo metodo folle. Stanno costruendo l’homunculus che i discepoli di Paracelso volevano creare sul finire del 1500 alla corte di Rodolfo II d’Asburgo, l’imperatore-alchimista il cui nome è legato alla leggenda del Golem, la creatura senza spirito, l’automa. Persino il diessino Gianni Vattimo, filosofo progressista, s’è sentito in dovere di lanciare l’allarme: “C’è il rischio che degli embrioni si faccia commercio, che si operino manipolazioni illimitate, tali da creare mostri, individui adibiti a deposito di organi per trapianti, schiavi. Potrà apparire scandaloso ma non lo è poi tanto: dell’embrione come tale non ci importa niente”» (da un’intervista di Stefano Lorenzetto al professor Francesco Agnoli, docente di storia a Trento, studioso di filosofia della scienza, fondatore del circolo culturale Il Castello).

La notizia: finalmente l’Italia ha recepito la direttiva comunitaria in materia di sperimentazione animale per i cosmetici.
Vuol dire che non si potranno più utilizzare gli animali per sperimentare i cosmetici.
Questo è soltanto un capitolo della lunga battaglia antivivisezionista contemporanea, che si fonda sul dato di fatto che sperimentare sugli animali è inutile per l’essere umano. La direttiva entrerà totalmente in vigore nel 2013.

Ci commuoviamo per i cuccioli di foca brutalmente assassinati, per i topi di laboratorio su cui si sperimenta, abbiamo protetto gli elefanti in via d’estinzione e ora in alcune zone dell’Africa sono costretti ad abbatterli, altrimenti sono gli elefanti che abbattono gli alberi pregiudicando la sopravvivenza di quelle speci animali che di quegli alberi si cibano o sugli alberi fanno il nido.
Animo nobile quest’uomo moderno, capace di intenerirsi per un topo e incapace di provare lo stesso sentimento per un embrione sacrificato in nome della “razza sana”, del progresso scientifico, dell’egoismo umano.
Quando l’uomo dimentica da dove viene smarrisce anche la meta e vaga senza sapere dove sta andando.