Più papisti del Papa

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Ho partecipato a una trasmissione televisiva dove si affrontava il tema dei cambiamenti nella società: e, stando qui a San Marino, la problematica più urgente è stata quella della depenalizzazione dell’aborto e del riconoscimento dei cosiddetti matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero.
Metterò il link al programma dopo che sarà stato trasmesso (Si tratta comunque di «Indaco», alla Televisione di San Marino, condotto dal bravo Sergio Barducci). Ma non posso non notare questo paradosso: coloro che difendevano la posizione della Chiesa si sono rigorosamente rifatti ad argomenti di ragione. Coloro che esprimevano una posizione difforme dalla concezione cattolica sembravano i paladini di Papa Francesco e della chiesa attuale. Salvo poi rimanere senza parole quando è stata citata questa frase di Papa Francesco, che riporto per completezza integralmente:

«Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva.
Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti - riferendosi a progetti concreti di educazione - si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”».