9 settembre 2004: Segni di instabilità in Venezuela

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Caracas, 7 Settembre 2004

Sono passate tre settimane, da quando il CNE ha notificato i risultati del Referendum Revocatorio, secondo i quali il Presidente è stato ratificato, ma il Governo non ha potuto convincere la popolazione, che è, invece, sempre più convinta di avere, lei sì, vinto le elezioni, e senza frode, tanto che sta cominciando ad affrontare i primi segni di instabilità, causati, soprattutto, da quella percezione, generale e morale della popolazione che, dal 15 agosto, si sente, di fatto, oppressa, e vede schiacciata la propria volontà. I segni più indicativi - rari per un Governo che dice di contare su un 59%, di appoggio popolare -, sono stati scoperti e registrati dal GRAT, fra cui le proteste alle porte di Miraflores, e la sospensione del programma, Aló Presidente, di domenica scorsa.

I militari attivi, dell'auto denominato Gruppo Rivoluzionario di Appoggio Tecnico, (GRAT), sono stati tempestivamente licenziati, senza che si conosca a quale profondità si sia spinto quel gruppo all'interno delle Forze Armate Nazionali, né se esistono logge nel suo seno, dimostrando così che il controllo militare non è, in realtà, assoluto come si voleva far credere. Quel gruppo di agenti, della squadra di sicurezza del Presidente, è stato cacciato con la forza da Miraflores, lo scorso 25 agosto, dopo aver formulato una serie di denunce di corruzione nell'entourage presidenziale.

Lunedì, alle porte del Palazzo, si è anche constatata una bufera: quattro proteste simultanee, che hanno visto protagonisti un gruppo di disoccupati del Zulia; penalizzati di El Valle; pensionati di Bolivar; e, infine, abbandonati di varie regioni del Paese. Hanno bloccato la Avenida Urdaneta, esigendo una immediata risposta alle loro richieste, soprattutto, denunciando apertamente i soprusi e maltrattamenti che, secondo loro, propizia la Guardia di Onore Presidenziale. È stato necessario l'impiego di uno smisurato spiegamento di sicurezza per sedare le agitazioni.

Il programma Aló Presidente, a partire da domenica scorsa, verrà finalmente sospeso. Nonostante che il Governo abbia fatto tutto il possibile, per ravvedere la sospensione dello stesso per cause tecniche. Però, la versione che l'impedimento del nomale svolgimento del programma, si è resa necessaria, dall'assordante chiasso di un "cacerolazo" - suono di casseruole in segno di protesta -, ha fatto il giro di tutto il Venezuela.

La più che giusta libertà di Henrique Capriles Radonski, potrebbe essere un segnale della tranquillità del Governo, ma la verità è che, dietro questa liberazione, in prigione, rimangono oltre un centinaio di venezuelani, tutti incarcerati per motivi politici, sottomessi a misure cautelari, imputati e sotto indagine, fra questi: militari attivi o in congedo, poliziotti e dirigenti politici.

È molto difficile mantenere la stabilità, e il controllo, senza legittimità. E la legittimità non la dà, né il CNE, né il Governo. Denunce di frode a parte, la legittimità la danno i voti, e senza la convinzione che non sia stata commessa una frode, la legittimità, automaticamente, si perde.

Fonte: Veneconomía

Tradotto: Leonella Olivieri