5 Maggio 2004: Testimonianza Quanti dovranno morire per spianare il cammino alla rivoluzione

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Caracas, 5 Maggio 2004

Ieri, all'ospedale di Maracaibo, nel padiglione dei grandi ustionati, è deceduto il soldato recluta, Ciro Pedreañez, bruciato vivo nella cella di castigo della caserma di Forte Mara, sita nella città di Maracaibo, Stato Zulia, Venezuela.
Il giovane soldato, insieme a altri otto compagni, era stato castigato e rinchiuso nella cella di castigo della caserma per essersi presentato in ritardo all'appello. Durante la notte del 10 Aprile, secondo testimonianza rilasciata dallo stesso Pedreañez poche ore prima del suo decesso, qualcuno ha introdotto un tubo attraverso le sbarre della finestrella e ha lanciato all'interno della cella fiammate di tale intensità che i materassini sui quali dormivano i militari si sono incendiati immediatamente, provocando la morte quasi immediata del soldato Bustamente, deceduto poche ore dopo all'ospedale Militare di Caracas. Gravissime le ustioni dello stesso Pedreañez e bruciature di minor gravità agli altri compagni di cella. Tutte le indagini svolte dalle autorità civili e militari sono state solo superficiali ed evasive. Anche lo stesso Chavez, durante uno dei suoi interminabili discorsi, l'11 Aprile 2004, poche ore dopo l'accaduto, affermava che si era trattato di un piccolo incendio senza ripercussioni, ignorando che dopo poche ore sarebbe morto il primo soldato. Con il passare dei giorni le cose si sono complicate e sono aumentate le voci di un incendio colposo, causato probabilmente da un militare dello stesso Forte Mara come vendetta, in quanto che i prigionieri si erano dichiarati più volte contrari alla presenza di militari cubani nel Forte Mara. Però la prova definitiva era attesa da dichiarazioni dello stesso Pedreañez, giunte proprio la settimana scorsa quando, liberato dal respiratore artificiale, ha potuto finalmente dichiarare sia alla famiglia come al suo avvocato, la versione dell'accaduto.
A volte la veriàá uccide. A poche ore dalla dichiarazione, la recluta Pedreañez, in franco recupero clinico, è morto improvvisamente per attacco cardiaco, come è stato dichiarato nel suo atto di morte. Oggi si è praticata l'autopsia, i cui risultati saranno resi pubblici nelle prossime ore. Si anticipano comunque segni evidenti di emorragia cerebrale e polmonare fra le cause più probabili del decesso.
Nonostante l'intensità dello scandalo e i forti dubbi della popolazione sull'origine dell'incendio nella cella, stasera Hugo Chavez ha proferito uno dei suoi discorsi in appoggio alle Forze Armate e come premio per la fedeltà dimostrata da queste, ha deciso di regalare all'Esercito un intero palazzo dove precedentemente funzionavano gli uffici amministrativi della petroliera statale PDVSA, per così poter migliorare la situazione della Scuola Cadetti. Comprare la fedeltà dei militari in un momento politico particolarmente complesso per il neo dittatore Hugo Chavez?
"Rivoluzione o morte" è il lo slogan di Fidel Castro, "Morire per la rivoluzione" è quello di Hugo Chavez. Cambia il panorama geografico, ma quello ideologico è identico.

Maria Luz Fdc
SALVIAMO VENEZUELA