3 maggio 2004: Articolo con introduzione con richieste al Governo Italiano

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Cari amici,

Vi allego un articolo della ex presidente del Comites di Maracaibo, che già da oltre un anno aveva rivolto un appello all'Italia, formulando delle proposte ben precise.
Anche FAIV, Fondo Aiuto agli Italiani In Venezuela, in più occasioni, rivolgendosi a parlamentari, conoscenti e non, a mezzi di comunicazione in generale e a istituzioni pubbliche diverse, ha fatto richieste molto simili.
FAIV, associazione onlus, creata appena a ottobre 2003, pur essendo giovanissima e ancora molto piccola, ha superato la soglia dei 100 assistiti - chiarendo che per ogni persona assistita, dietro vi è un'intera famiglia indigente - che con fondi raccolti tra privati e l'aiuto elargito direttamente da alcuni Comuni, a cui vengono presentati i casi disperati dei loro concittadini, ha apportato, se non una soluzione, almeno un grande sollievo.
Nessuno può percepire veramente la nostra realtà così complicata e confusa, se non si vive in Venezuela almeno per un certo periodo. Purtroppo sono molti gli italiani qui residenti, che si sono visti travolti da questa drammatica situazione socio - economica, a causa della politica del Presidente Chávez. Ma nessuno dovrebbe permettersi di fare recriminazioni, critiche e tantomeno voltare le spalle a chi, comunque è ITALIANO per diritto di nascita.
Bastano alcune, ma puntuali e mirate decisioni a livello di Governo, per apportare soluzioni durature e permettere ai nostri connazionali una vita meno straziante.
Distinti saluti

Leonella Olivieri
Dirigente sede di Caracas
Fondo Aiuto agli Italiani in Venezuela

Venezuela, Fedora Di Marco: Presentata già un anno fa una proposta di intervento.

MARACAIBO\\aise\\ - Dopo aver più volte richiamato l'attenzione verso la condizione in cui versano i nostri connazionali in Venezuela, il consigliere del CGIE e Presidente uscente del Comites di Maracaibo Fedora Di Marco ha ringraziato il Ministro degli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, per aver disposto con un provvedimento d'urgenza l'invio di medicinali in Venezuela, la cui pressante necessità era stata dalla stessa Di Marco reiterata anche in sede di Commissione Continentale del CGIE, a Caracas.
Intanto, alla luce dell'attivazione dell'Unità di coordinamento delle Regioni per i primi interventi a favore degli italiani del Venezuela, Fedora Di Marco ricorda che, il 23 marzo del 2003, aveva già reiterato una "Proposta di Interventi a Favore del Venezuela", presentata in qualità di Consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all'estero, congiuntamente al Comites di Maracaibo da lei presieduto, proposta che era poi stata approvata a maggio dello stesso anno e, sollecitata dall'allora Ambasciatore d'Italia Benedetti, era stata da questi trasmessa al Ministero degli Affari Esteri.
Gli italiani in Venezuela sono circa 2 milioni di persone, quasi il 10% della popolazione e, come tutto il Paese, si sottolinea nella proposta, sono stati "colpiti dalla crisi economica che ne ha paralizzato le attività produttive, ha fomentato nuove sacche di povertà e sospinto le preesistenti a tali livelli di invivibilità che se ne sollecita per esse un aumento dei contributi". Ed ecco gli interventi proposti per affrontare la complessa congiutura data dalla crisi economica e sociale in Venezuela:
1) accesso alla quota privilegiata per l'ingresso in Italia di lavoratori provenienti dal Venezuela;
2) ammissione del Venezuela tra i Paesi beneficiari della cooperazione allo sviluppo e destinazione di fondi per l'acquisto di apparecchiature sanitarie e medicinali, soprattutto antibiotici di ampio spettro di azione, da destinanarsi al sistema sanitario pubblico e agli anzianati italiani;
3) istituzione di un centro di spedizione di materiale sanitario destinato ai connazionali indigenti;
4) concessione di crediti di aiuto per l'acquisto di beni e servizi finalizzati al sistema sanitario pubblico venezolano;
5) impulso ai programmi di carattere sociale sussidiati dal DGCS;
6) monitoraggio a cura dell'ICE, d'intesa con l'Ambasciata d'Italia, della situazione economica generale e delle esigenze delle imprese italiane;
7) riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza;
8) applicazione della normativa dell'autocertificazione.
9) "È una richiesta - fa notare, in quest'ultimo caso, Fedora Di Marco - che impone l'alto costo umano ed economico che gli italiani sono costretti a pagare per la apposizione delle postille su tutti gli atti da registrare allo stato civile in Italia. Per tale legalizzazione i connazionali sono costretti a recarsi a Caracas presso i ministeri di Grazia e Giustizia e degli Esteri almeno 5 volte. Tenuto conto che ogni viaggio ha un costo di circa 250 dollari e la legalizzazione ne costerebbe in totale 1250 molti italiani, non regolarizzeranno la loro posizione anagrafica nè la attualizzeranno".

(aise)