28 dicembre 2004 Venezuela territorio di povertà cruda e ricchezza insultante

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Caracas, 28 Dicembre 2003

Venezuela, un immenso territorio nel quale convivono oggi la povertà più cruda e la ricchezza insultante, l'impunità assoluta e l’ingiustizia più sfacciata, la vita comoda e dissipata di coloro che sotto una camicia o un basco rosso si riempiono le tasche mentre la nazione ferita a morte affonda nel mare della mediocrità e della stupidità.
Chi non la conosce o solo ricorda vagamente le notizie che arrivavano con i nostri emigranti sicuramente immagina un misto di spiagge e petrolio, di banane e macchine americane o come qualcuno li aveva catalogati, indios caduti per caso dalla palma da cocco su una Cadillac. Una specie di bengodi dove chiunque poteva realizzare i sogni più assurdi, il muratore a ingegnere, lo zappatore a latifondista, l'operaio a imprenditore. Forse e solo per alcuni il destino è stato benevolo e hanno potuto in parte giungere alla meta, però la maggior parte di coloro che sognarono un paradiso hanno trovato solo un penoso purgatorio.
Dopo circa 30 anni di benessere durante il quale la nazione si arricchiva ad un ritmo accelerato sono iniziati i problemi economici e con essi la tragedia dell'incapacità politica. Un lungo cammino che ha portato alla soglia del 1998 a una svolta dettata forse dalla speranza di incontrare in un nuovo e giovane leader una soluzione. L'assoluta incompetenza sia del leader rivoluzionario Hugo Chavez come del gruppo che lo ha accompagnato in questi cinque anni di governo ha provocato un collasso quasi totale della struttura economica, politica e sociale del paese portandolo a livelli solo visti in Haiti, El Salvador e Bolivia.
I dati attuali sono raccapriccianti se consideriamo che il Venezuela è attualmente uno dei paesi più ricchi del mondo in materia prima. Solo dal 1999 a oggi la caduta del potere di acquisto del venezuelano è sceso di un 26 %, mentre il costo della vita è, solo in questo ultimo anno, fuori di ogni pessima statistica, la gente non può sfamarsi, e ogni giorno oltre 500 mila persone, quasi un esercito, lo trascorre senza mangiare o nutrendosi di quello che riesce a rubare o a trovare nella spazzatura.
Fonti ufficiali secondo le statistiche di questi ultimi mesi dichiarano che 1.5 milioni di persone non guadagnano il minimo sufficiente per potersi alimentare, il 55% della popolazione vive in luoghi o costruzioni antigieniche e in gruppi familiari di 7 a 9 persone accavallate in piccole abitazioni assolutamente inadeguate. Di questo gruppo esiste un 20% che vive o meglio sopravvive condividendo l’unica stanza fra 10 o più persone.
Evidentemente il male imperante è la disoccupazione che ha raggiunto con questo regime picchi del 22% e che adesso si aggira intorno al 19% dovuto ai lavori stagionali dicembrini. Disgraziatamente il fenomeno aumenta nelle classi meno abbienti dove può raggiungere valori del 35 % spezzando così ogni speranza dell'umile a una vita migliore.
In effetti le attività che raggruppano la maggior quantità di lavoratori non specializzati sono l’agricoltura e la costruzione entrambe in una crisi totale per mancanza di investitori sia locali che stranieri. Le opere pubbliche sono praticamente paralizzate al tempo che il regime dopo quasi un anno di ferreo controllo valutario ha raggiunto un livello di riserve attualmente in 21 mila milioni di dollari, il più alto registrato nella storia della nazione.
Il colonnello ex cospiratore e imprigionato per tentativo di colpo di stato nell'anno 1992 attuale presidente della repubblica Hugo Chavez ha in poche parole blindato il suo potere rivoluzionario creando una base monetaria che gli permette comperare a suo piacere qualunque cosa e spezzare un eventuale ripetersi dello sciopero generale che nel mese di Dicembre del 2002 la popolazione tentò nella ricerca disperata di liberarsi da un regime che ogni giorno è più lontano dalla realtà politica ed economica della nazione.
Molte parole e alcuni dati, però a noi italiani, già preoccupati per i nostri problemi, cosa può interessare un paese come il Venezuela?
Dei 24 milioni di cittadini venezuelani ben due milioni sono italiani o di origine italiana, quasi un 8% della popolazione sono connazionali i quali condividono nella stessa proporzione la fame, la disoccupazione, la povertà e infine la disperazione.
Aiutiamoli.

Maria Luz FdC
Sal
viamo Venezuela