25 giugno 2004: Corrente leggera e fedelissimi - Lotta al coltello nel governo Chavista

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Caracas, 25 Giugno 2004

Mentre il gruppo dei partiti democratici, che compongono l'opposizione, si prepara ad affrontare la sfida elettorale lanciata al governo rivoluzionario di Hugo Chavez, lotta iniziata in ragione della svolta rivoluzionaria castrista, data dallo stesso Chavez al suo governo, i gerarchi del regime, cercano di accomodarsi fra le due correnti che lo compongono.
Non è una novità, infatti, che il movimento castro-bolivariano sia, in realtà, ben lungi dall'essere un gruppo compatto, esistono due correnti dominanti che conformano il chavismo: la prima, denominata leggera, è composta da tutti coloro che accettano le idee del leader bolivariano, senza per altro esporsi troppo a eventuali rappresaglie di un eventuale periodo post rivoluzionario. Tale gruppo è realmente numeroso e, anche se camaleontico, ogni tanto, appaiono delle dichiarazioni, volte ad appoggiare un processo di pace e di distensione, quali segnali di avvicinamento ai partiti tradizionalmente democratici. L'altra, composta dai fedelissimi, rappresenta la linea dura e intransigente, sulla quale riposa tutta la fiducia di Hugo Chavez.
In termini numerici la linea leggera è, senza dubbio, la più numerosa dentro le file del partito ed è, giustamente, quella che il movimento rivoluzionario sta appartando, in favore di una politica più radicale, atta a riavviare il discorso verso le masse terribilmente impoverite, alle quali, è relativamente facile, vendere una visione talebanica dello Stato modello castrista, senza nessuna concessione alle classi medie o privilegiate.
Per giungere alla data fissata per il Referendum Revocatorio, del 15 Agosto, e, soprattutto, avere possibilità di successo, il regime rivoluzionario, ha disperatamente bisogno dell'appoggio delle fasce più umili della popolazione e, proprio verso quest'appoggio, si basa l'attuale politica economica.
Offrire pane e violenza, è un discorso efficace e sempre effettivo, soprattutto, quando è diretto a persone nella stragrande maggioranza prive di preparazione, tanto culturale come di addestramento professionale, cosa che le rende estremamente fragili e sensibili all'odio classista. Giustamente, oggi, nel centro della città sono stati invasi due edifici vuoti, nei quali erano previsti lavori di restauro.
Gli occupanti, in entrambi i casi, sono armati: sono iniziate le trattative, da parte delle forze dell'ordine, per giungere ad accordi e rendere così possibile lo sgombero degli immobili.
È notizia di corridoio che, nei prossimi giorni, sarà rimosso il vice presidente J. V. Rangel, di scarso appoggio popolare, per essere sostituito dall'attuale presidente della Petroliera Statale PDVSA, Alí Rodriguez Araque. Tale cambio, potrebbe significare un premio, a chi permise a Chavez, di dirottare ben 2.000 milioni di petroldollari, per dirigerli alla sua campagna politica o, semplicemente, rinforzare l'ala talebana della rivoluzione.
Mentre la situazione politica si avvicina al climax, il Consiglio Nazionale Elettorale, emette oggi un comunicato, nel quale limita fortemente la sorveglianza internazionale, sul prossimo processo revocatorio: praticamente imbavagliando gli eventuali osservatori.
Chavez, come sempre, promette pace, però, prepara la guerra e, questa, non sarà, sicuramente, la più pulita.

Maria Luz FdC
(SALVIAMO VENEZUELA)