16 settembre 2004: Venezuela: una democrazia avvelenata

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Caracas, 15 Settembre 2004

È notizia di primo piano, che conferma, ulteriormente, il carattere totalitario del regime venezuelano, ben diverso dall'immagine che si proietta all'estero.

Oggi, uno dei deputati più fedeli al leader rivoluzionario, ha presentato una proposta di cambiamento dell'attuale Costituzione; proposta, in cui, risaltano due elementi fondamentali.
Il primo: è quello di riformare la durata del periodo presidenziale, portandolo, dagli attuali sei anni, agli otto suggeriti. Il secondo: di permettere, al Presidente in carica, la possibilità di rielezione costante e ripetitiva. Entrambe le proposte sono volte, evidentemente, per cementare Hugo Chavez, al potere, per un numero di anni, difficilmente prevedibile, permettendo così, all'ex militare ribelle, di ricoprire eternamente la presidenza, in apparente totale libertà democratica, in quanto legalmente sancito da una, riadattata, Costituzione.

É questa una democrazia? Ci chiediamo, a questo punto. Oppure, al contrario, è una parodia di quella che fu una Nazione libera, indipendente, e sovrana? La proposta del deputato è solo una vergognosa genuflessione a Hugo Chavez, per poter ottenere, la tanto attesa promozione, a Presidente della Corte Suprema, o è una realtà che, purtroppo, si sta disegnando all'orizzonte? Dal 1998, data in cui la rivoluzione giunse al potere, l'attuale regime bolivariano, ha avvelenato, progressivamente, tutte le infrastrutture dello Stato, soggiogando e corrompendo, nella forma più scandalosa e ripugnante, quelle che dovrebbero essere le vere garanzie della democrazia.

Un potere giudiziario, totalmente sottoposto all'esecutivo, una Suprema Corte che, puntualmente, ricalca quanto afferma il Presidente, nel suo programma show domenicale. Un potere elettorale, piegato e imbavagliato, che si limita ad affermare ciò che il partito ordina. Una forza armata che, lungi dall'essere al servizio dello Stato, è stata vergognosamente trasformata in Guardia di Pretoriani. Una Nazione impoverita nello spirito che, dopo anni di lotta, dolorosamente, sta cercando una strada...

La famosa rivoluzione bolivariana è, in realtà, un veleno che, iniettato lentamente, sta paralizzando, progressivamente, tutte le forze, logorando nervi e muscoli, parte vitale, per sostenere e guidare un Governo, giusto e leale, verso il suo popolo. La morte, lenta e dolorosa, di una Nazione che, il 15 Agosto, ha lanciato al mondo un ultimo grido di agonia. Nessuno se ne è accorto. Tutti erano troppo occupati. Il mondo era occupato a esaminare le quantità di petrolio prodotto, e i relativi prezzi. Parola d'ordine. Tutto stabile. Tutto bene. E i venezuelani? Be'... quelli, suvvia, aspetteranno ancora un po'.

Nessuno si è accorto che è morta una democrazia, assassinata da un veleno lento, ma implacabile, che ha putrefatto lo Stato, trasformandolo in un parassita di se stesso, e del petrolio, dal quale dipende. Che importa, se i due milioni di voti che hanno assicurato la vittoria al regime, sono, in realtà, voti rubati alla fame, alla disperazione. Che importa, se i votanti sono frutto della prostituzione di un popolo, di una Nazione. Che importa, se cinque anni di disoccupazione, cinque anni di miseria, cinque anni di elemosine, chieste alle porte del partito, hanno prostituito un popolo nobile, e noi con loro.

Prostituirsi significa non solo vendere il proprio corpo, bensì vendere la propria dignità, l'amore, la fede, per entrare a far parte di coloro che, per sussistere, devono spogliare l'anima, mostrare la vergogna e l'abiezione, in cambio del pane che regalano nelle famose missioni rivoluzionarie. Il veleno ha fatto il suo effetto. Oramai, il corpo corrotto, in decomposizione, si avvicina alla condizione in cui verrà trasformato, secondo l'indegna proposta del deputato chavista, in un mostruoso Stato Totalitario, dove la giustizia e la libertà, saranno puramente un dolce e vecchio ricordo.

Addio Venezuela, una volta, la bella regina del sud America, e oggi, sulle soglie del lebbrosario. Addio Venezuela!

Maria Luz FdC
(SALVIAMO VENEZUELA)