12 ottobre 2004: Di nuovo dal Venezuela. Paese delle meraviglie

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Caracas, 11 Ottobre 2004

Un nuovo pallone aerostatico è stato lanciato dal poligono spaziale inaugurato, ben sei anni fa, dall’attuale presidente, e leader del partito rivoluzionario, Hugo Chavez. Domenica scorsa, durante il suo consueto programma show: “Aló presidente”, l’ineffabile conduttore delle sorti della Nazione, ha annunziato al mondo, una frase lapidaria, immediatamente raccolta dalle agenzie giornalistiche internazionali. “Finalmente il petrolio è nostro”, affermava, con gesto teatralmente patriottico: “Da oggi ho deciso che la Nazione aumenterà, dall’1% al 16.5%, le tasse alle ditte straniere che estraggono il nostro petrolio”. Un grido di gioia, e un lungo applauso degli assistenti, pochi e pagati, alla così profonda, e nazionalista dichiarazione.

Un nuovo e gigantesco globo aerostatico, lanciato dal prestigiatore. Tutti coloro che sono informati sulle leggi, e contratti di perforazione ed estrazione, sanno a menadito che il famoso balzello dell’1%, era giunto ai limiti della scadenza, e che nei prossimi due o tre mesi si sarebbe, automaticamente incrementato, al famoso 16.5%, come già previsto nel contratto firmato anni fa. Probabilmente, né il popolo né i giornalisti stranieri, sono a conoscenza di quanto era stato accordato in precedenza, però Chavez, è riuscito, ancora una volta, a coprire con il panno del mago la verità scottante. Ma qual è questa verità, e cosa vuole ora nascondere, il presidente?

Secondo le ultime statistiche, pubblicate dalle fonti ufficiali, nel Venezuela ricco di petrolio, durante il primo semestre dell’anno in corso, il 60.1% della popolazione, è da ritenersi povera, ovvero, non può soddisfare le sue necessità fondamentali, mentre un 23.5%, è da considerasi in povertà assoluta, cioè, letteralmente, non può soddisfare neppure le necessità alimentari, o per meglio dire, garantire la propria sopravvivenza.
Si può apprezzare nei diagrammi statistici, come dal 1999, anno nel quale Chavez si è instaurato alla Presidenza della Repubblica, la percentuale della povertà, sia relativa che assoluta, abbia avuto una rilevante cresciuta, causando strage nelle famiglie venezuelane.

È interessante notare che, parallelamente, la curva del prezzo del petrolio è, invece, cresciuta in forma esponenziale, passando da un prezzo medio del barile di greggio da US $ 20.21, nell’anno 2001, sino a $ 32.83, nel primo semestre del 2004. Oggi, il prezzo del barile venezuelano, è di 43.17 US $. Tuttavia il regime, costruito sul modello castrista, vuole nascondere, sotto il manto del prestigiatore, la triste realtà: quella di un Paese ricchissimo, che lo diventerà ogni giorno di più, se continuano gli spropositati aumenti del petrolio, ma che, però, è pieno di poveri, i quali, apparentemente, si moltiplicano come i conigli. Probabilmente, l’unica magia, della famosa rivoluzione castro - bolivariana, consiste nel moltiplicare i poveri, così come si moltiplicano i votanti. Ma i mezzi, i miliardi di dollari dove sono? Forse nelle tasche dei corrotti, o magari dei gerarchi?

Forse una delle cose che voleva nascondere Hugo Chavez, è l’assoluta indifferenza, con cui i cittadini hanno accolto l’idea delle nuove elezioni amministrative, per le quali si prevede un assenteismo pressoché totale. Il CNE, oramai considerato come braccio elettorale del regime chavista, ha annunciato ripetutamente le norme delle elezioni automatizzate Smartmatic, e con il Registro Elettorale piagato di irregolarità, dove figurano oltre 2.2 milioni di nuovi votanti, senza fissa dimora, e sicuramente, senza fissa nazionalità. Un nuovo broglio, una nuova truffa? Questo è il sentimento che maggiormente risalta nel cittadino, il quale teme di essere, una volta di più, ingannato sulla realtà e onestà delle votazioni.

Nonostante tutto, le agenzia informative internazionali risaltano: “Chavez annunzia le nuove tasse di estrazione”. Il globo continua il suo viaggio nello spazio delle notizie.

Maria Luz FdC
(SALVIAMO VENEZUELA)