10 settembre 2004: Provato: Chavez non è più il presidente del Venezuela - Tutti i funzionari pubblici, civili e militari, che gli ubbidiscono, concorrono in grave delitto

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Caracas, 8 Settembre 2004

"Si sono date le condizioni per impugnare questo processo"

Tulio Álvarez, che capeggia il team per la ricerca di evidenti prove, sulle irregolarità, nel Referendum Revocatorio, ha indicato che si è prodotta una frode qualitativa, continuata, selettiva e massiccia, nel procedimento manuale e nel procedimento automatizzato, per cui, si sono date le condizioni per impugnare il processo.
"Abbiamo scoperto perfettamente qual è stato il meccanismo utilizzato nel procedimento manuale", ha riferito. Ha poi spiegato che il processo è iniziato con la formazione del registro elettorale permanente, e del registro civile. "Non si sa quanti siamo e dove siamo". Secondo i dati, molte regioni, adesso "hanno più votanti che abitanti". Questo, in realtà, è accaduto in circa 100 cittadine venezuelane.
Inoltre, prosegue: il registro non mantiene una proporzione, tra la quantità dei votanti e la popolazione totale di venezuelani, che, sempre, si era mantenuta intorno al 48%, sin dal 1958. "Siamo passati da 48 punti di proporzione, a 53 punti". Questo fatto, porta a concludere che ci sono "cinque milioni di venezuelani che non sappiamo dove sono, e non li conosciamo nemmeno".
Ha inoltre precisato che in Venezuela si è prodotta una mobilitazione di popolazione inesistente per votare manualmente, pari a circa 300 mila persone. "Si sono iscritte 1.800.000 persone al REP, (Registro Elettorale Permanente), in un periodo in cui il registro non poteva essere modificato. Prima di un processo, si chiude il REP, con un certo anticipo, ma questo non si è verificato per il Revocatorio".
Per lo studio, sono stati confrontati i dati del CNE, del Comando Maisanta, con il centro di emissione di carte d'identità, sito presso la sede INCE. La strategia, ha spiegato, è partita con l'emissione di carte d'identità. Sono stati scoperti 222 mila casi di persone che appaiono con la stessa faccia, stessa impronta digitale, però con nome diverso. Ha ribadito che un grande numero di stranieri ha votato, adoperando carte di identità venezuelane. Partendo da una frode nel REP, ha concluso Alvarez, il processo Revocatorio risulterebbe nullo. "Se c'è frode nel registro, c'è frode nelle elezioni. Non occorre provare nient'altro", ha detto con enfasi.
Ha poi chiarito, che per quanto riguarda il processo automatizzato, si è finora trovato una manipolazione collettiva del 28% dei voti, cosa che "compromette i funzionari del CNE e della ditta preposta per l'automazione. Allo stesso modo, hanno trovato delle "bidirezionali della comunicazione". D'accordo con i dati che hanno ottenuto dalla Cantv (Compañía Anónima Teléfonos Venezuela,), c'è stato un traffico, da e verso le macchine, prima di stampare i tagliandi di votazione.
Si è inoltre verificato "una maschera di intervento sulla comunicazione. In determinate ore, si è concentrato il traffico per ricevere informazioni, inviarle e manipolarle". Trasmissioni, ha aggiunto, "fuori dall'orario permesso, dalle 7 di mattina", quando era stato stabilito che "la macchinetta non si sarebbe collegata sino alla chiusura del processo". Conclude, sostenendo che il sistema utilizzato "è stato disegnato con l'intenzione di provocare e produrre frode".

Raccomandazioni

Hanno fatto una serie di raccomandazioni ai rappresentanti dell'opposizione che, unite alla relazione, sono state consegnate, durante la presentazione, al Governatore dello Stato Miranda, Enrique Mendoza. La prima raccomandazione, va al rappresentante legale del Coordinamento Democratico: "si sono date le condizioni per impugnare questo processo". Contemporaneamente, hanno raccomandato di impugnare il Registro Elettorale; obiettare sul sistema automatico del consorzio SBC; chiedere la realizzazione di un auditing, del sistema nazionale per l'emissione di carte di identità, da parte degli organismi internazionali; la partecipazione condizionata nei futuri processi e, in ultimo, chiedere l'applicazione della legge contro la corruzione americana, "che regola diverse ditte che sono intervenute in questo processo, e sono domiciliate negli Stati Uniti". La relazione definitiva sarà resa nota fra 30 giorni. I gruppi di lavoro per l'elaborazione della relazione preliminare sono stati divisi in 14 aree tematiche.
Alvarez, ha specificato, che l'idea della presentazione serve per trasmettere un messaggio chiaro di "come dobbiamo comportarci con questo problema, che va oltre un conflitto elettorale. Ha a che fare con la putrefazione del sistema politico venezuelano, la perversità del sistema elettorale venezuelano". Dalla prima settimana di indagini, si sono trovati "indizi statistici per opinare, con alto grado di certezza, che sono state prodotte irregolarità che hanno modificato l'intenzione del voto, di un gruppo significativo di elettori", ma, conclude, "ora, l'importante è capire che l'aggressione alla quale siamo stati oggetto, ossia quelli che hanno votato per il No e per il Sì, perché si può ancora ripetere".

Globovisión/MGC

Tradotto: Leonella Olivieri