L’on. Monica Frassoni: tra bene e male

Impossibile che una persona intelligente come Lei...!
Autore:
Salina, Giorgio
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Milano 21 dic. 06 - Questa mattina sull’aereo di ritorno da Bruxelles ero vicino di posto della Signora Frassoni; persona cortese e simpatica; abbiamo scambiato qualche battuta. Un singolare caso fortuito, perché avevo in animo di scrivere di Lei. Doveroso e corretto non usare brani della conversazione con una Sua conoscente, che ho sentito mio malgrado durante il volo, quindi citerò suoi interventi pubblici al Parlamento, dove nel bene e nel male è stata una dei protagonisti della settimana.
Deputata europea, l’on. Monica Frassoni, Copresidente Gruppo Verde/Alleanza libera europea, e Membro della Commissione Giuridica e della Delegazione per le relazioni con il Mercosur (Mercato comune latino – americano), ha guidato la delegazione degli Osservatori dell’UE alle elezioni presidenziali in Venezuela il 3 dicembre scorso.

Cominciamo dal bene: martedì ha riferito alla Commissione Affari esteri della missione in Venezuela in modo documentato ed obiettivo, molto più di altri suoi colleghi. Dando atto della vittoria del Presidente in carica, Hugo Rafael Chávez Frías, ha accennato a qualche irregolarità ed ha confermato che probabilmente il reale divario tra Chávez ed il suo oppositore, Manuel Rosales, Governatore dello Stato occidetale “de Zulia”, è inferiore a quello dichiarato. Gli altri deputati intervenuti, tra i quali Manuel Medina Ortega, Achille Occhetto e Erik Meijer hanno profuso lodi incondizionate alla democraticità, al rispetto delle minoranze ed alla annunciata concertazione con il concorrente sconfitto, che Chavez, dal passato turbolento e “chiacchierato”, non merita per nulla, anzi!

Ma veniamo al meno bene, o più francamente al male: lunedì 18 dicembre era prevista una «mini–plenaria» di un paio d’ore per il saluto alla Presidenza finlandese dell’Unione che cesserà il 31 dicembre e cederà il posto a quella tedesca. Era presente il Primo Ministro Matti Taneli Vanhanen, ed al termine del suo breve discorso e di quello del Presidente della Commissione José Manuel Barroso, il protocollo prevedeva l’intervento dei Leaders dei Gruppi parlamentari, il primo dei quali è stato Hans-Gert Poettering, Presidente del Gruppo del Partito popolare europeo e dei Democratici europei, il quale, al termine del suo intervento, ha annunciato che dopo sette anni quello era il suo ultimo intervento al Parlamento in quel ruolo. (Sarà candidato alla successione di Josep Borrell Fontelles come Presidente del Parlamento europeo.) Tutti gli altri Presidenti di Gruppi, Martin Schulz socialista, Graham Watson liberale, e così via, dopo le parole rivolte alla Presidenza finlandese, esprimevano un saluto a Poettering sottolineando con accenti diversi la sua onestà intellettuale e la sua lealtà: arrivato il turno di Monica Frassoni si è rivolta al cattolico Poettering dicendo che quanto al nuovo incarico (nessuno ne aveva fatto cenno) bisognerà vedere, ed inoltre che dovrebbe cancellare vicinanze ad una religione, nocive al Parlamento e all’Europa. Impossibile che una persona intelligente come Lei pensi cose a dir poco così assurde.
A parte altre considerazioni, il preconcetto ideologico fa dimenticare che la condanna di una cultura è la premessa per la soppressione della libertà: «combatterò sempre ciò che dici, ma mi batterò sempre perché tu lo possa dire.» Altro che “cancellare”! È questo pilastro della convivenza democratica che viene abbattuto; inconsciamente? Lo spero.
Non è possibile che proprio in ambito europeo dove viene proclamata la ricchezza della diversità delle culture, si tenti di cancellarne una, di cancellare cioè un modo di concepire l’uomo e la società, solo perché non lo si condivide. Ma allora la tanto conclamata “Carta dei diritti fondamentali” a che cosa serve? Perché ci ha lavorato per quasi due anni una Convenzione? Perché riconosce solennemente la libertà di pensiero e di religione, garantendone la libera manifestazione? A nessun’altra impostazione di pensiero, socialista, liberale, scientista, razionalista, positivista, e chi più ne ha più ne metta, si chiede di essere cancellata, si dice che va eliminata dall’ambito sociale e politico; neppure all’impostazione ecologista catastrofista!
Si fa strada il sospetto che si voglia abbattere una delle ultime posizioni morali autorevoli che difendono la dignità umana, la vita, la famiglia, la libertà. Consciamente? Voglio sperare di no.
Se invece questo rivelasse il tentativo di sradicare la tradizione giudaico cristiana dall’Europa, ci si rende conto di quanti capolavori della letteratura occorrerebbe gettare al macero, quanti musei dovrebbero chiudere, che cifre astronomiche occorrerebbe stanziare per demolire tutte le Chiese e le Cattedrali, quelle che da tutto il mondo vengono ad ammirare?
Siamo seri, non sprechiamo tempo in schermaglie fuori luogo: noi siamo così come siamo, compresa la Signora Frassoni, perché c’è stata la filosofia greca, la storia giudaica, il cristianesimo, l’impero romano, il monachesimo che ha riunificato il continente, l’islam, perché ci sono state la riforma e la controriforma, perché c’è stato l’illuminismo e Karl Marx. Cercare di eliminare una di queste tradizioni, quella che più ha fatto dell’occidente cristiano ciò che è, equivale ad azzoppare il futuro, che così non potrà fare molta strada!
Nessuno chiede alla signora Frassoni di condividere la visione cristiana del mondo se la risposta della sua libertà responsabilmente la porta ad altro, ne risponderà Lei, nessuno Le chiede di non contrastarla nel merito, ma di considerare che ha diritto di patria al pari di tutte le altre culture, questo sì. Sì perché è in gioco la capacità di reale accoglienza della casa comune, nella quale ognuno pratica la sua libera scelta vivendola personalmente e socialmente. Ma è impossibile che una persona intelligente come Lei pensi seriamente queste cose! Allora perché mai le dice? Per quale “strano” modo di intendere la politica? Molto sinceramente mi auguro che non sia per compiacere discutibili compagni di viaggio! Libera di sceglierli, ma sempre discutibili restano.
Preferisco concludere come ci siamo salutati ieri all’arrivo: «Tanti auguri. Altrettanto a Lei. Arrivederci.»