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Europa: sviluppo economico e prospettive future
Autore:
Salina, Giorgio
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Giovedì 30 novembre scorso, il Parlamento europeo ha varato, in seconda lettura, il settimo Programma quadro per il finanziamento della ricerca nell’Unione.
Se da un lato si deve rilevare il positivo sforzo di incrementare la ricerca in Europa nonostante le indubbie difficoltà di bilancio che interessano anche l’Unione, dall’altro dobbiamo prendere atto che la sperata correzione di rotta per il finanziamento della ricerca sugli embrioni non c’è stato.

È vero che l’Europa sta attraversando un periodo non certo particolarmente florido; ricordiamo tutti le difficoltà di formulazione del budget preventivo al termine della Presidenza inglese. Difficoltà che hanno fatto sfiorare un serio rischio di contrasto istituzionale tra Parlamento europeo e Consiglio europeo, con la Commissione esecutiva relegata in un ruolo passivo, nonostante la “voce grossa” (giustamente) del suo Presidente, il portoghese Barroso. In quell’occasione è stato chiaro a tutti che le difficoltà sono ingigantite da privilegi concessi in passato ad alcuni Paesi, in particolare Francia ed Inghilterra, ed ai quali nessuno intende rinunciare, anche a costo di mortificare le legittime attese, alimentate da promesse, dei Paesi entrati a far parte dell’Unione di recente. È comprensibile, almeno in parte, che all’atto della definizione delle ripartizioni economiche nessuno voglia rinunciare ai finanziamenti o alle agevolazioni di cui gode, ma è grave che nessuno accetti neppure un serio confronto su un aggiustamento graduale a medio termine. Anche su questo aspetto l’Europa non va molto lontano. A Lisbona, nel 2000 era stato previsto che per assicurare una possibilità di sviluppo occorreva ricerca e innovazione tecnologica; il fabbisogno per la ricerca era stato stimato in almeno il 3% del PIL. Sei anni dopo siamo ancora a poco più di un terzo!
Recentemente il Commissario Frattini in un articolo apparso su “Liberation” ha dichiarato che in Europa manca la reale volontà di integrazione tra i diversi Paesi, e manca perché si è voluto dimenticare ciò che da duemila anni, nelle alterne vicende della storia, ha costituito il tessuto connettivo dell’Europa: le comuni radici giudaiche cristiane. Mentre si cerca di far ripartire processo per un trattato costituzionale, come si vede, il lavoro da fare è davvero molto e necessita della partecipazione attiva, rispettosa ma anche rispettata, di tutte le matrici culturali della grande tradizione europea. Se ciò non sarà avremo il ripiegamento su di una modesta zona di “libero scambio” con il triste ridimensionamento degli ideali dei Padri fondatori: Schumann, Adenauer e De Gasperi, e non solamente, sia consentito dirlo, dell’intellettuale ed uomo politico Spinelli, del quale soltanto si è ricordato il nostro Presidente della Repubblica all’inizio del suo mandato. L’Europa “complesso di valori territoriali, politici, sociali, religiosi” si può e si deve fare per i popoli europei e per il mondo, ma l’Europa o sarà cristiana, o non sarà (Giovanni Paolo II°) oggi constatiamo la fondatezza di questa profezia. Il nome Europa per indicare il nostro continente, nell’era moderna, è stato usato per la prima volta da Papa Nicolò V° nel 1453, come ha ricordato in una recente conferenza S. E. il Card. Tauran.

Per chi abbia a cuore la dignità dell’essere umano, è purtroppo triste constatare che anche l’esame in seconda lettura del già citato Programma quadro non abbia per nulla migliorato la stesura approvata a luglio, o almeno attenuato la gravità. Il giorno successivo, il primo dicembre, il Corriere della sera titolava:
Ricerca sugli embrioni, l’Europa dice sì.
Gruppo di Deputati dell’UdC, Margherita, An e Forza Italia sconfitti. Il Centrosinistra: “Confermata la linea Prodi”

I deputati sconfitti sono Carlo Casini, Patrizia Toia, Roberta Angelilli e Mario Mauro quali primi firmatari di alcuni emendamenti che tendevano a porre comunque qualche freno alla distruzione indiscriminata, ipocritamente non finanziata nei Paesi dove non è consentita (è la fase del processo che costa poco o nulla) mentre è finanziata la ricerca sulle cellule embrionali. Molti altri Deputati hanno votato con loro, sia italiani che stranieri, citiamo a titolo di esempio tra gli altri Tafani, Braghetto, Ribero e Castro (portoghese), Liese (tedesco), ecc.
Ma ciò che vorrei evidenziare è: «Il Centrosinistra: Confermata la linea Prodi». Infatti non risulta alcuna azione di nessun tipo per porre rimedio alla frana innescata dal Ministro Mussi, quando ha tolto la firma dell’Italia alla pregiudiziale etica, vanificando la “minoranza di blocco” che aveva fino ad allora arginato la distruzione. Due amare constatazioni:
Verdi, Ecologisti e quanto altro invocano ad ogni piè sospinto il principio di precauzione, vale a dire: non è certo che una determinata azione nuoccia all’ambiente, ma per precauzione non facciamola. L’embrione potrebbe essere una persona, un essere umano, alcuni ne sono ragionevolmente certi, ma uccidiamolo ugualmente. Questa è ipocrisia bella e buona!
Purtroppo quando in luglio abbiamo avuto una cordiale polemica, ma pur sempre una franca polemica, con i nostri amici Deputati italiani Binetti, Bobba e Baio Dossi, avevamo ragione; vorremmo non fosse così, ma avevamo ragione. Avevamo affermato che innescato un processo come questo, in Europa sarebbe stato impossibile fermarlo o limitarlo, come di fatto è avvenuto. Occorreva mantenere ferma la posizione da subito; tentare da subito di far rientrare l’iniziativa Mussi, e ripristinare la minoranza di blocco con Germania, Polonia, Slovacchia, Lituania, Lussemburgo e Malta, non tentare invece mediazioni e compromessi, di là della loro ammissibilità e liceità, perché inutili, come purtroppo è stato. Credo però anche che non si possa e non si debba tacere la soddisfatta affermazione del Centrosinistra: confermata la linea Prodi! Ma come, Prodi in occasione di un “questions time” alla Camera, ad una interpellanza dell’on. Volontà, ha risposto pressoché testualmente “sono contrario e mi batterò sempre per la difesa dell’embrione e per impedirne la distruzione.” Ma allora denunci l’assurdità dell’affermazione dei suoi alleati e ne dimostri l’infondatezza. Quando Buttiglione è stato rifiutato quale Commissario perché cattolico, Prodi dichiarò che anche Lui è cattolico, ma nessuno ha mai avuto nulla da ridire. Non gli sorge qualche dubbio? Non tocca noi giudicare chi è cattolico e chi no; se Lui lo afferma lo sarà senz’altro. In politica però occorre che si riscontri non tanto, ma anche con le parole, e soprattutto con i fatti.