Ricomincia la scuola

«Genus humanum arte et ratione vivit» (cfr. S.Thomae «In Aristotelis "Post. Analyt."», 1). Queste parole di uno dei più grandi geni del cristianesimo, che fu nello stesso tempo un continuatore fecondo del pensiero antico, portano al di là del cerchio e del significato contemporaneo della cultura occidentale sia mediterranea che atlantica. Esse hanno un significato che si applica all'insieme dell'umanità in cui si incontrano le diverse tradizioni che costituiscono la sua eredità spirituale e le diverse epoche della sua cultura. Il significato essenziale della cultura consiste, secondo queste parole di san Tommaso d'Aquino, nel fatto che essa è una caratteristica della vita umana come tale. L'uomo vive di una vita veramente umana grazie alla cultura.

Giovanni Paolo II all'UNESCO
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Se devo essere sincero, non ho mai provato fastidio ad andare a scuola, e questo almeno per tre motivi:

1. Innanzitutto per la curiosità di sapere. È sempre stato (e lo è tuttora) affascinante incontrare il cammino umano della ricerca della verità, e i maestri che ho avuto (e ne ringrazio davvero il Signore) mi hanno sempre comunicato un entusiasmo contagioso, avendoli sempre sentiti, anche quando c’erano contrasti, amici nel cammino.

2. Il rapporto con i miei compagni è stato sempre occasione di confronto, spesso di amicizia, a volte di scontro, ma sempre qualcosa di insostituibile. È sempre stato bello vivere l’amicizia nelle aule scolastiche, e spesso questo andava oltre, nella vita quotidiana.

3. Certo, a volte con gli insegnanti (penso alle scuole superiori) c’erano contrasti sul senso della vita e sui giudizi a proposito della Chiesa: e mi è sempre piaciuto «lottare» per dare le ragioni di quello che credevo. A scuola mi ripetevo spesso quel versetto del salmo che dice: «Mi fai più saggio di coloro che mi vogliono insegnare» [Sal 119 (118), 98s] e questo mi dava coraggio e franchezza. Vivere ogni giorno di scuola come una sfida mi è sempre stata l’occasione per vivere le ore di lezione con un certo entusiasmo.

Oggi tanti maestri augurano ai giovani che la ripresa di quest’anno scolastico sia l’occasione per una sconfitta della paura e della estraneità. Riporto con convinzione alcuni loro auguri perché questo inizio sia fruttuoso, superando le dolorose chiusure cui la pandemia ci ha costretto.