Non c’è più Cristianesimo a costo zero

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Due notizie di questi giorni: in una frazione di Trento, a Ravina, pare che il parroco abbia dato il permesso di registrare un video con una canzone che dire volgare è poco. Forse anche blasfema. A Roma «In vista della nomina del nuovo Direttore della Divisione di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Camillo di Roma, Lisa Canitano, ginecologa e presidente dell’associazione pro aborto “Vita di donna”, ha lanciato una petizione indirizzata al Presidente della Regione Zingaretti – ripresa da tutti i maggiori quotidiani – per chiedere formalmente che la carica in questione non venga affidata ad un primario obiettore di coscienza e per giunta cattolico.
Queste le dichiarazioni della Dott.ssa Canitano: “A scanso d’equivoci abbiamo deciso di chiarirlo sin da subito: la nomina di un primario confessionale sarebbe inaccettabile”. (…) Non permettiamo che il più grande Ospedale pubblico della nostra regione venga umiliato dalla nomina di un primario proveniente da un ospedale privato della Chiesa...”».

Che cosa è in gioco? L’uomo, la sua libertà, la sua dignità, il suo diritto ad essere rispettato, la reale uguaglianza dei cittadini, tutti, senza eccezione… E a chi tocca il compito di difendere i diritti così palesemente violati?

E qui mi sono accorto che è in gioco la nozione e l’esperienza del fedele laico, del cristiano, cioè, che vive la sua fede nel mondo. E mi sono domandato: «Ma dove sono questi laici?» che Giovanni Paolo II chiamava cristifideles laici? Quando ascolto o leggo quanto l’avv. Gianfranco Amato (e con lui tutti i Giuristi per la vita) fa nelle varie città d’Italia mi chiedo che cosa accadrebbe se tutti, dico tutti, i laici cristiani prendessero sul serio il loro compito e la loro vocazione. Forse non saremmo più in balia di cantanti blasfemi e politici corruttori dei costumi e della libertà.

In questo ci conforta quanto san Giovanni Paolo II ha scritto: “Il mondo diventa l’ambito e il mezzo della vocazione cristiana dei fedeli laici… Il Concilio può allora indicare il senso proprio e peculiare della vocazione divina rivolta ai fedeli laici. Non sono chiamati ad abbandonare la posizione ch’essi hanno nel mondo. Il Battesimo non li toglie affatto dal mondo, come rileva l’apostolo Paolo: «Ciascuno, fratelli, rimanga davanti a Dio in quella condizione in cui era quando è stato chiamato» (1 Cor 7, 24); ma affida loro una vocazione che riguarda proprio la situazione intramondana: i fedeli laici, infatti, «sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo mediante l’esercizio della loro funzione propria e sotto la guida dello spirito evangelico, e in questo modo a rendere visibile Cristo agli altri, principalmente con la testimonianza della loro vita e con il fulgore della fede, della speranza e della carità». Così l’essere e l’agire nel mondo sono per i fedeli laici una realtà non solo antropologica e sociologica, ma anche e specificamente teologica ed ecclesiale. Nella loro situazione intramondana, infatti, Dio manifesta il suo disegno e comunica la particolare vocazione di «cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio»… La condizione ecclesiale dei fedeli laici viene radicalmente definita dalla loro novità cristiana e caratterizzata dalla loro indole secolare”.

Certo, per vivere così bisogna rendersi conto che non ci può essere più «un cristianesimo a costo zero»

P.S.: Ma il Vescovo di Trento farà qualcosa?