L’accesso all’aborto non è “servizio essenziale”

Riportiamo questa Lettera di John Barsa, della Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (Amministrazione Trump) ad António Guterres, Segretario Generale dell'ONU
«le Nazioni Unite non dovrebbero usare questa crisi [la pandemia dovuta al Covid-19] come un’opportunità per promuovere l’accesso all’aborto come “servizio essenziale”. Sfortunatamente, il Piano Globale di Risposta Umanitaria dell’ONU fa proprio questo, ponendo cinicamente la fornitura di “servizi di salute sessuale e riproduttiva” allo stesso livello di importanza della precarietà alimentare, dell’assistenza sanitaria essenziale, della malnutrizione, del ricovero e dei servizi igienico-sanitari»
Fonte:
USAID - CulturaCattolica.it
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Gentile Sig. Segretario Generale,

La ringrazio per i suoi continui sforzi nel promuovere gli scopi e i principi delle Nazioni Unite, tra cui la pari sovranità di tutti gli Stati Membri che la Carta delle Nazioni Unite ha stabilito decenni fa.

Quali maggiori finanziatori dell’assistenza sanitaria e umanitaria globale, gli Stati Uniti hanno sempre guidato il mondo in periodi di conflitti, disordini e incertezze. L’attuale pandemia di COVID-19 non è diversa. Finora, dei 650 milioni di dollari stanziati coi finanziamenti supplementari dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale per combattere la pandemia a livello globale, abbiamo destinato 45 milioni di dollari alle agenzie delle Nazioni Unite. Questa è solo una parte del sostegno finanziario complessivo dell’USAID per le attività delle Nazioni Unite, che nell’anno fiscale 2019 ha registrato oltre 3,5 miliardi di dollari in fondi erogati.

Mentre le Nazioni Unite e gli Stati membri di tutto il mondo lavorano per affrontare la pandemia di COVID-19, esorto lei, il suo staff, i programmi e le agenzie specializzate e tecniche delle Nazioni Unite a rimanere concentrati sugli interventi salvavita. La fornitura di assistenza sanitaria essenziale è la priorità in tutto il mondo in questo periodo. Inoltre, gravi carenze alimentari potrebbero rappresentare un secondo impatto mortale della pandemia in molti paesi. Il Piano Globale di Risposta Umanitaria delle Nazioni Unite (PGRU) e il suo sforzo coordinato da 6,71 miliardi di dollari devono rimanere concentrati sull’affrontare i bisogni più urgenti e concreti che derivano dalla pandemia.

Pertanto, le Nazioni Unite non dovrebbero usare questa crisi come un’opportunità per promuovere l’accesso all’aborto come “servizio essenziale”. Sfortunatamente, il Piano Globale di Risposta Umanitaria dell’ONU fa proprio questo, ponendo cinicamente la fornitura di “servizi di salute sessuale e riproduttiva” allo stesso livello di importanza della precarietà alimentare, dell’assistenza sanitaria essenziale, della malnutrizione, del ricovero e dei servizi igienico-sanitari. La cosa più eclatante è che il PGRU invita a una diffusa distribuzione di medicinali e dispositivi abortivi e alla promozione dell’aborto nei contesti locali.

Sotto la guida del presidente Donald J. Trump, gli Stati Uniti hanno chiarito che “non ci stancheremo mai di difendere la vita innocente”. Il presidente Trump ha dichiarato nel suo discorso alla 74a Assemblea Generale delle Nazioni Unite che l’ONU semplicemente “non fa un buon affare attaccando la sovranità delle nazioni che desiderano proteggere la vita innocente”. In effetti, le Nazioni Unite non dovrebbero intimidire o costringere gli Stati Membri che si impegnano nel difendere la vita. Usare la pandemia COVID-19 come giustificazione per spingere i governi a cambiare le loro leggi è un affronto all’autonomia di ogni società nel determinare le proprie politiche nazionali in materia di assistenza sanitaria. Gli Stati Uniti si schierano con le nazioni che si sono impegnate a proteggere i nascituri.

Per raggiungere l’unità globale verso questo obiettivo, è essenziale che la risposta dell’ONU alla pandemia eviti di creare controversie. Pertanto, le chiedo di rimuovere i riferimenti alla “salute sessuale e riproduttiva” e i suoi derivati dal PGRU e di escludere la fornitura di aborto come componente essenziale delle priorità delle Nazioni Unite per rispondere alla pandemia di COVID-19.

Gli Stati membri sono profondamente divisi sull’uso del termine “salute sessuale e riproduttiva” e dei suoi derivati, ed è tra le questioni più polarizzanti sollevate nei negoziati delle Nazioni Unite. Il Piano Globale di Risposta Umanitaria, e le attività delle agenzie e degli organi delle Nazioni Unite, dovrebbero usare un linguaggio chiaro e intraprendere azioni chiare per rispondere ai bisogni reali delle persone vulnerabili in tutto il mondo, senza promuovere l’aborto. Non è il momento di aggiungere discordie non necessarie nella risposta al COVID-19.

La ringrazio per l’attenzione su questo argomento. Gli Stati Uniti rimangono impegnati a lavorare con lei per preservare la vita umana e sconfiggere la pandemia di COVID-19. Le auguro buona salute e sicurezza in questi giorni difficili.

Sinceramente suo,

John Barsa

Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale
Amministrazione Trump

QUI IL TESTO ORIGINALE