#Inés: Un altro omicidio di Stato perpetrato in Francia

Ma quando ascolteremo l'invito di s. Giovanni Paolo II ad «alzarci in piedi»?

Ecco il testo del Papa
Autore:
Andrea Mondinelli
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Ci alzeremo in piedi

Un altro omicidio di Stato perpetrato in Francia ai danni della giovane Ines e pure contro la volontà dei suoi genitori. Ne danno notizia sia la Nuova Bussola quotidiana, sia Avvenire.
Mentre l’articolo della Nuova Bussola quotidiana spiega bene cosa è successo e prende una posizione netta contro l’efferato omicidio, quello di Avvenire è un inno asettico al politicamente corretto, in cui emerge una sorta di neutralità di posizione:

Un mese dopo il ricovero, i medici avevano chiesto l’applicazione della legge sul fine vita del 2016 (Claeys-Leonetti), di fronte ad una «possibilità di miglioramento quasi nulla» e considerando la situazione come un caso di «ostinazione non ragionevole» delle cure, ovvero di accanimento terapeutico. Nel quadro dei successivi ricorsi giudiziari presentati dai genitori, una perizia medica condotta lo scorso novembre aveva escluso la possibilità di un recupero di una vita relazionale.
Ma in una Francia che riflette collettivamente sulla questione del fine vita, in vista dell’imminente revisione obbligatoria della legislazione bioetica, il caso di Inès interroga ancora una volta l’opinione pubblica, ponendo la questione specifica dei limiti del potere ospedaliero nel caso di minorenni i cui genitori non vogliono chiudere le porte alla speranza.
[…] Vincent respira autonomamente, ma viene alimentato e idratato da un sondino. È anche questo un «accanimento terapeutico»? Il caso spacca il Paese.


Tutto qui? Nient’altro da dire per Avvenire? Solo che questi casi spaccano il Paese? Di ben altro tenore l’articolo di Luisella Scrosati sulla NBQ:
Inés, 14 anni, in coma dal 22 giugno 2017 è morta giovedì scorso, anzi è stata uccisa, dopo che martedì, in ottemperanza alla legge Claeys-Leonetti (2016) sul fine vita, i medici hanno deciso di cessare di ventilare, nutrire e di idratare la giovane. Contrari i genitori, ma poco importa il loro parere. Di fronte ad un minore, sono i medici, “riuniti in procedura collegiale” - tengono a precisare - a poter decidere. Il consesso scientifico non ammette replica.
E così hanno sentenziato, nel loro delirio di onnipotenza, che “le possibilità di miglioramento sono quasi nulle” e che lo stato vegetativo persistente in cui si trova Inés “non le permetterà mai più di avere la minima relazione con i suoi familiari”. La politica ha rinunciato alla sua vocazione ed ha consegnato nelle mani della scienza, degli esperti, dei periti il potere di trasformare possibilità di miglioramento quasi nulle in totalmente nulle; abbiamo concesso loro il potere di prevedere il futuro in modo infallibile e di decidere che cosa sia una relazione.
[…] Sembra di rivedere la vicenda di Alfie, quasi fin nei minimi particolari. La madre ha raccontato che erano presenti otto agenti, quattro per tenere lei e quattro per il padre…



Solo una piccola chiosa finale. La Scrosati dice che abbiamo lasciato agli esperti la decisione su cosa significhi la parola vita e relazione. In realtà, è successo ben di peggio: abbiamo tolto la sovranità a Nostro Signore Gesù Cristo per affidarla apparentemente al popolo, facilmente manovrabile e manovrato da tutti i poteri che si oppongono a Cristo.
A capo di questi poteri vi è colui che è menzognero e omicida fin dal principio ed i risultati, dolorosamente, si vedono! Vale la pena riflettere sulle parole del Vangelo di Giovanni cap. 8, 42-47 per comprendere il motivo per cui abbiano acconsentito all’uccisione di Ines prima il tribunale amministrativo, poi alla Corte d’appello e il Consiglio di Stato ed infine la Corte europea dei diritti dell’uomo:

Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio».


San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia

Andrea Mondinelli