Il sale della terra

Un nostro amico, Egisto Mercati, ha messo su Facebook questa lettera aperta ai Vescovi. Ne condividiamo con voi lo spirito e la facciamo nostra.
Autore:
Mercati, Egisto
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Eminentissimi e Reverendissimi Vescovi della Chiesa italiana,
non ho alcun titolo o ruolo per rivolgermi apertamente a voi se non il Battesimo ricevuto il 27 dicembre 1949. Da quel momento sono diventato figlio di Dio e fratello vostro, ed è da fratello che mi rivolgo a voi.
Mi domando, con Mt 5,14-16, se la fiaccola è ancora sotto il moggio o se è destinata ad essere luce del mondo. In un momento così buio della nostra storia noi, cari fratelli, abbiamo un compito che l’amore di Dio, tramite Gesù Cristo, ci ha consegnato. Come nei primissimi secoli, ci è chiesto di essere torce che ardono e si struggono per Cristo, per la vita, per il destino di ogni uomo, vicino o lontano che sia e che sembra precipitare ogni giorno di più nell’oscuro gorgo del nulla. Che amarezza, che dolore se ognuno di noi non risponde a quanto la realtà così cupa dell’oggi ci chiede, dicendo: “Eccomi!”

Non ho alcun titolo per dire e dirvi questo. Ma se tutto tace, se il silenzio diventa assordante incredulità, rischiamo di essere complici di questo genocidio morale e spirituale che ottunde e vìola la coscienza di molti, la mia e la vostra.
Il disfacimento del popolo cristiano non è un fenomeno sociologico che prescinde da chi è guida e pastore. Guida possiamo esserlo anche noi laici, battendoci fino al sangue e ottenendo, se Dio vorrà, la Grazia del martirio, ma i Pastori siete voi, cari fratelli. A cosa si è ridotto oggi il cristianesimo? Ad un anonimato collettivo di gente magari buona, devota, ma succube di un tritacarne potente fatto di mass media, politica al di sotto di ogni mediocrità, paura di essere additati; gente rinunciataria e imbelle di fronte al neopaganesimo egemone.

I nostri fratelli del Medio Oriente sotto le mannaie della furia islamista hanno pagato un prezzo altissimo con il loro sangue, quello dei loro padri, delle loro spose e dei loro figli. E noi abbiamo taciuto, comodi sulle nostre poltrone, a guardare la TV che consuma le tragedie umane come quelle di 3 poveri gatti finiti sotto le ruote di un camion. “Voi siete il sale della terra, ma se il sale diventa scipito, con che cosa gli si renderà il sapore? A null’altro serve se non a essere buttato a terra e ad essere calpestato dagli uomini” (Mt 5,13-14). La ritrovata coscienza di ciò che siamo, il coraggio di essere fino in fondo uomini veri, nella Misericordia e nell’audacia, può essere, nelle vostre autorevoli parole, richiamo paterno e deciso che il popolo cristiano e non solo da molto tempo attende. Preghiamo e speriamo perché il nostro e il vostro pensiero siano soprattutto il pensiero di Cristo.

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