Il mondo sappia come hanno trattato #Alfie

Se la giustizia non viene ristabilita, allora il nostro popolo morirà per putrefazione interna. Oggi devo dire: se tra i popoli non viene rispettato il diritto, allora non verrà mai la pace e la giustizia tra i popoli

Autore:
Andrea Mondinelli
Fonte:
CulturaCattolica.it
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La Chiesa ha fatto memoria il 22 marzo del Beato Clemente Augusto von Galen. Memoria del vescovo di Münster, che si oppose sempre tanto al liberalismo, quanto al nazismo, quanto infine al comunismo; parole da meditare, tanto per i legislatori e i magistrati, quanto e soprattutto per i sacerdoti e i vescovi.
Leggiamo bene quanto disse il Beato von Galen:

“Hai tu, o io, il diritto alla vita soltanto finché noi siamo produttivi, finché siamo ritenuti produttivi da altri? Se si ammette il principio, ora applicato, che l’uomo improduttivo possa essere ucciso, allora guai a tutti noi, quando saremo vecchi e decrepiti. Se si possono uccidere esseri improduttivi, allora guai agli invalidi, che nel processo produttivo hanno impegnato le loro forze, le loro ossa sane, le hanno sacrificate e perdute. Guai ai nostri soldati, che tornano in patria gravemente mutilati, invalidi. Nessuno è più sicuro della propria vita.”... “Sotto il nazismo dissi pubblicamente, e lo dissi anche riguardo a Hitler nel ’39, quando nessuna potenza intervenne allora per ostacolare le sue mire espansionistiche: la giustizia è il fondamento dello Stato. Se la giustizia non viene ristabilita, allora il nostro popolo morirà per putrefazione interna. Oggi devo dire: se tra i popoli non viene rispettato il diritto, allora non verrà mai la pace e la giustizia tra i popoli”.


Dopo avere bene meditato, leggiamo la cronaca odierna: “La denuncia: «Il mondo sappia come hanno trattato Alfie»“ (QUI):

Sempre Chairmaine Quilter, continua spiegando che Alder Hey «non è un ospedale di eccellenza come dite, la vostra struttura può apparire buona, ma la vostra politica e il vostro personale sono disgustosi: sono entrata nella stanza del bambino con il permesso di sua madre, l’ho visto sdraiato (quando nella sua condizione non dovrebbe esserlo). L’ho mosso e nessuna delle infermiere è venuta a chiedermi chi fossi e cosa stavo facendo, nessuno mi ha chiesto cosa ci facevo lì o se avevo il permesso...Nessuno mi ha chiesto nulla per oltre venti minuti mentre ero lì senza sua madre (lei sapeva che ero lì, ma loro no). Loro (le infermiere, ndr) stavano lì alla scrivania a giocare con il cellulare, a guardare Facebook e a parlare delle loro vacanze, le ho sentite e ho registrato la conversazione».
Ma se l’accusa di Chairmaine Quilter fosse vera, le responsabilità dell’ospedale sarebbero ancora più pesanti: «Voi - continua la donna - siete colpevoli di molte negligenze e state cercando di ripulirvi la faccia… non potete ammazzare un bambino solo per salvare la vostra faccia. Voi avete fatto qualcosa a quel bambino e sapete che se fosse ricoverato altrove, in un ospedale di fama mondiale, scoprirebbero quello che gli avete fatto. Voi lo sapete!».


La denuncia di un medico cileno è terribilmente vera:

In Cile, spiega, «un paese meno sviluppato… nessuno permetterebbe che un bambino sia ventilato con un tubo per mesi, la tracheostomia è il miglior interesse del paziente… qui i bambini cronici ventilati vanno a casa dove vivono vite felici, con le loro famiglie e le cure di cui hanno bisogno, che siano sani o no, che si muovano o meno, che siano cerebrolesi o no. Qui avere una malattia cronica o degenerativa non significa la pena di morte».
Per questo, ha concluso Chairmaine Quilter, quello che sta avvenendo in Gran Bretagna «è un olocausto… siamo solo all’inizio. Il mondo sta cominciando a svegliarsi. Charlie Gard, quel bel bambino, mi ha svegliata. Il piccolo Isaiah, mi ha svegliata…Gente dovete opporvi, l’unica chance di Alfie è l’opinione pubblica. Tutto questo deve fermarsi».


Il confronto tra la saldezza della fede e della morale del Beato Clemente Augusto von Galen con i Paglia odierni è terribilmente impietoso.

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia

Andrea Mondinelli