A San Marino: sul Pianello lo sciopero e l’Eucaristia

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Parlando con amici ci siamo accorti di una «strana» coincidenza: il Pianello verrà coinvolto da due eventi a loro modo significativi: lo sciopero generale del 30 maggio e il Corpus Domini il giorno dopo.
Che cosa mai possono avere in comune questi due avvenimenti, una laica rivendicazione dei diritti dei cittadini e una celebrazione religiosa, che tra l’altro poi sembra svolgersi in Repubblica e in Vaticano, e forse in pochissimi altri luoghi (sappiamo che la festa liturgica è stata trasportata alla domenica seguente)?
Ho appena rivisto il film «Karol», che narra la vita di Giovanni Paolo II fino alla sua elezione come Papa e mi ha colpito il momento in cui, a Natale, Karol Wojtyla, Arcivescovo di Cracovia, festeggia, la notte di Natale, il cuore della fede cristiana, l’Incarnazione di Gesù, a Nowa Huta, nella città costruita dai politici comunisti per indicare l’assenza di Dio dalla vita comune degli uomini. Lì il futuro Papa ricorda al popolo radunato che l’avvenimento del Signore, e quindi la fede, può riscattare l’uomo dalla sua solitudine e, attraverso l’esperienza dell’amore, contribuire alla edificazione di una città umana nel rispetto di ogni uomo e nella esperienza autentica della verità e della libertà.
Chissà se anche la concomitanza qui a San Marino, l’«antica terra della libertà», che ha come fondatore (e non solo come patrono) un santo, della ricorrenza civile e della festa religiosa può essere di auspicio di una nuova alleanza tra gli uomini che, nel riconoscimento di quanto il cristianesimo ha portato all’uomo di ogni tempo, saprà dare inizio a un’epoca migliore per la convivenza civile e il cammino educativo in particolare dei giovani.
Certo si potrà lasciare tutto nella insignificanza della casualità, ma forse si potrà leggere tutto ciò come la possibilità di un nuovo inizio, di cui tutti sentiamo in qualche modo l’esigenza.
Già l’antico poeta filosofo declamava: «Se non spera non raggiungerà l’insperabile, che rimarrebbe inattingibile ed inarrivabile».