TV di tutto di più

Fonte:
CulturaCattolica.it © 04.02.04
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Oramai tutto si gioca in TV.
Alla ruota della fortuna, una giovane sposa ha pensato bene di usare la telecamera per dare al marito la notizia dell'arrivo di un bebè.
Non sto a chiedermi, visto che la trasmissione è registrata, se il futuro padre era stato informato o no dell'avvenimento, trovo in ogni caso che ci sono avvenimenti che hanno diritto ad un pudore "non televisivo".

Nei contenitori domenicali, che hanno occupato il posto delle feste casalinghe, degli incontri pomeridiani nei saloni degli oratori, o al circolo dell'arci, si fanno giochi, meglio attrezzati, che sono gli stessi che si facevano nelle domeniche passate in oratorio di non così lontana memoria, solo che il "popolo televisivo", guarda e non partecipa, non condivide il gioco e l'allegria, assiste dalla poltrona di casa alla vita di altri che scorre sullo schermo.

Si guardano signorine in costume da bagno, nonostante sia dicembre, che ammiccano alle telecamere, signore e signori fuori peso forma, vestiti con l'abito delle grandi occasioni, che saltellano su un pallone di gomma per arrivare al microfono e dire il titolo di una canzone.
Per due minuti di notorietà, si sopporta di tutto, l'ironia sorniona del presentatore, le amnesie dovute all'emozione, ciò che conta è "io appaio quindi esisto".

Quello che mi chiedo è se in queste "trasmissioni contenitore", dove si danno ricette per il panettone, curiosità gastronomiche, consigli per la salute, si possano trattare di temi delicati e complessi, con la leggerezza con cui si domanda al vip di turno quale sarà il suo prossimo film.

Perché ci sono temi che per la loro complessità e delicatezza, giacché vanno a toccare un tema importante come la vita umana, hanno il diritto di essere inseriti in un contesto più consono.

Mi si obietterà che parlarne, in trasmissioni pomeridiane di largo ascolto, facilita la comunicazione del tema ad un maggior numero di persone: può essere, ma si finisce con il banalizzare talmente l'argomento che saranno in tanti ad averne sentito parlare, ma rimarranno pochi a conoscerne il significato.

Parlare di fecondazione assistita, tra un siparietto e l'altro, tra un balletto e un gioco credo sia la banalizzazione dell'argomento e un tale argomento non ne ha proprio bisogno.