Televisione: il Papa fa ai genitori delle richieste concrete

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CulturaCattolica.it © 04.02.04
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Il passo più stimolante e interessante del messaggio del Papa per la 38° giornata mondiale delle comunicazioni sociali, mi sembra quello in cui il Santo Padre si rivolge direttamente alle famiglie. Ai genitori Giovanni Paolo II fa delle richieste molto precise, che colpiscono proprio per la loro concretezza.
Le riassumo: formare continuamente i propri figli, anche i più piccoli, ad un uso critico e moderato dei mezzi di comunicazione
; spiegare in modo particolare il fine dei messaggi televisivi, che spesso è in contrasto con l'interesse vero di un bambino e con le verità morali, in modo da scongiurare l'accettazione e l'imitazione acritica di quei messaggi.

Regolamentare in famiglia l'uso del mezzo televisivo; rendere l'intrattenimento (questo mi sembra molto importante) un'esperienza familiare, creando delle alternative ai mezzi di comunicazione, per lasciare spazio ad altre attività; cercare il collegamento con altre famiglie, per discutere e porsi in modo critico di fronte al mezzo televisivo.

Il Papa pone dunque un particolarissimo accento sulla vita in famiglia e chiama alla responsabilità tutti i genitori, troppo spesso succubi della TV e passivi dinanzi alla sua invadenza. Giovanni Paolo II ci richiama a non essere pigri e a recuperare una creatività che è possibile e necessaria.
Per esperienza personale, so che il bambino chiede la televisione quando si annoia.
Il Papa ci invita a non accendere la televisione, ma ad accendere l'attenzione verso quel bambino, facendo uno sforzo di dedizione e d'autentico amore (che richiede sempre un sacrificio) e mettendo in campo tutta la nostra capacità creativa per costruirgli un'alternativa.
E' facile rispondere con il teleschermo alla noia del bambino. E' più difficile, ma molto più bello e costruttivo, inventare per lui qualcosa di speciale (quando è ancora piccolo, tutto è speciale per lui, basta veramente poco).

Occorre non cedere alla comodità del telecomando. Siamo noi stessi che possiamo creare i giusti anticorpi in nostro figlio.
E' ugualmente importante il richiamo ad un dialogo con il bambino circa la mistificazione televisiva.
I programmi rivolti ai bambini sono continuamente Interrotti da una pubblicità mirata, che inocula falsi bisogni e falsi modelli (avete mai visto lo spot delle bambole Braz?).
La presenza di un adulto tesa a demistificare, a giudicare, a mettere in evidenza l'assurdità di quel che si vede e si sente diventa fondamentale e il Papa fa bene a sottolinearlo.

Infine il richiamo a "mettersi insieme" tra genitori. Perché occorre aiutarsi ad andare sempre in profondità di fronte al piccolo schermo, a giudicarlo. Lavoro da fare quanto mai attuale e pressante, poiché quel che più mi sembra di notare oggi è proprio l'incapacità di emettere un giudizio critico, libero dalle passioni, dalle "simpatie" o dalle "antipatie" che la televisione sa provocare.

Oggi anche gli adulti, spesso senza rendersene conto, accettano tutto perché accolgono la televisione solo per le emozioni che dà. E con superficialità estrema assicurano il loro gradimento (che fa crescere gli indici d'ascolto) a programmi non solo poveri di contenuto, ma spesso immorali.
Occorre riacquistare coraggio e determinazione per dire di no a chi tradisce la nostra fiducia. Ma questo si può fare solo a partire da un giudizio. Il Papa ci ha messo in guardia: davanti alla TV non possiamo stare più tranquilli.