La buona televisione è possibile, ci vuole coraggio

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CulturaCattolica.it © 5.11.02
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Si parla tanto di bellezza, ma alla bellezza ci si educa.
E la televisione potrebbe essere un mezzo per educare a vedere il bello. Ci vuole coraggio per non temere l'auditel e sfidarlo.
La buon televisione è possibile. Ci sono perle rare da cogliere facendo zapping.
Ma ci sono, e questo ci conforta.
Parlo ad esempio del programma "L'albero azzurro" in onda su rai due alle 8,55.
Purtroppo viene trasmesso quando i bambini a cui si rivolge sono tutti a scuola.

E' un programma che non ha lo scopo di incollare i piccoli davanti allo schermo, con una merendina in mano.

L'albero azzurro mette in moto la fantasia, insegna filastrocche dimenticate, accende la curiosità di sapere come si fa, risponde ai perché dei bambini curiosi.

Mette voglia di fare, di interagire, imparare, incollare, costruire, cantare, fare smorfie e colorare.

Attiva la curiosità, spiegando in parole povere, cose grandi.
Che cosa vede un bimbo miope? Ed uno presbite? Ed uno astigmatico? Perché gli occhiali per un bambino sono "un amico" e non un problema?

Insomma, è la prova che fare bene la televisione si può.

Si potrebbe anche usare la televisione per insegnare ad ascoltare la musica o le poesie, insegnare a scrivere le emozioni, a dipingere gli stati d'animo. Si potrebbe usare la televisione per insegnare ai bambini (e agli adulti) a guardare un dipinto, a scoprire le curiosità che si celano dietro ai monumenti che ci sono in ogni città.

Si parla tanto di bellezza, ma alla bellezza ci si educa.
E la televisione una volta tanto, potrebbe essere un mezzo per educare a vedere il bello. Ci vuole coraggio per non temere l'auditel e sfidarlo.