Excalibur - avanti tutta

Le apparizioni mariane a Medjugorie, i no global a Firenze, le guerre dimenticate.
Questo ed altro nella prima puntata di Excalibur.

Fonte:
CulturaCattolica.it ©
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Antonio Socci 43 anni editorialista de Il Giornale, vicedirettore di Raidue, ha esordito questa sera come conduttore televisivo con il programma Excalibur.

Aveva promesso: "porterò in tv lo stupore per la realtà".

Una dichiarazione di intenti che era tutto un programma.
In una televisione dove i programmi si somigliano un po' tutti, dove ci si accapiglia allo stesso modo per argomenti seri o faceti, dove la curiosità s'appaga con qualche telecamera nascosta, dove i buoni sentimenti si confondono spesso con il sentimentalismo, confesso lo aspettavo al varco, per vedere come se la cavava.

Se l'è cavata bene.

La trasmissione in rodaggio è scorsa senza problemi, a parte qualche inquadratura impallata (credo si dica così), si è vista l'altra faccia di certi argomenti, quelle cose che da tempo non ci raccontava più nessuno e che forse molti non vogliono sentirsi raccontare. Tra gli ospiti in studio, oltre a Padre Gheddo, Fiamma Nirenstein e Daniele Capezzone.

Si è parlato della Madonna, sì, di Lei, non come di una figura retorica a cui milioni di creduloni si affidano, ma come di una madre, "avvocata nostra" ha ricordato Benigni.
Una delle veggenti ha ricordato che la Madonna dice: "Chi vede Me come Madre e Dio come Padre, non ha paura di nulla".

Socci è sembrato non aver paura, gli tremava un po' la voce, come doveroso al primo appuntamento importante, ma non ha mai perso il filo del discorso.

Si è parlato del social forum a Firenze, presente Vittorio Agnoletto lasciato solo (Sandro Curzi, il presidente della Regione Martini, il sindaco di Firenze Dominaci, hanno declinato l'invito) a rispondere a domande che pareva non essersi ancora poste.

Si è parlato dei massacri dimenticati, del Vietnam, dei lavoratori della Corea del Nord ceduti alla Russia come schiavi in pagamento dei debiti di guerra, delle minoranze religiose, politiche ed anche sessuali che a Cuba vengono sottoposte a torture, dei Cinesi che vivono sotto un regime comunista che Daniele Capezzone non ha esitato a paragonare a quello nazista o fascista.

Le domande, mai banali, sempre mirate a cercare quelle verità che non si dicono, sono state pertinenti alla realtà come aveva promesso.
Avevamo bisogno di alzare lo sguardo verso quegli aspetti del reale che abbiamo dimenticato, perché nessuno li racconta.

Attendiamo la prossima puntata.