Cultura all’isola dei famosi?

Hemingway sosteneva che una persona di valore è quella che mantiene “grace under pressure”, cioè grazia sotto pressione
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“Nonostante gli impegni televisivi occupino la maggior parte del mio tempo, mi piace scrivere libri…”. Scrive Cecchi Paone sul suo sito.
Ora però è molto impegnato come concorrente del reality “L’isola dei famosi”.
Lui che - durante la consegna dei telegatti 2005 - aveva aspramente criticato i reality (vinse per la categoria “costume e cultura” Il grande fratello), ora che fa il concorrente di un reality, prima di partire ha dichiarato:
“Io poco coerente? Assolutamente no. La mia opinione sui reality del tipo Grande Fratello non è cambiata. E poi vado all'Isola dei Famosi, l'unico reality con forti elementi di autenticità, che si svolge senza un copione e in un posto vero, non in un fabbricato di Cinecittà”.
“Gli autori del reality hanno deciso, per quest'anno, di alzare il livello culturale. Per questo hanno chiamato me”.

Si sa, “di buoni propositi è lastricata la strada che porta all'inferno”, ma cercare un “livello culturale” all’isola dei famosi è davvero difficile.
Famosi o non famosi, sembrano più impegnati a dividere noci di cocco e ad inventarsi qualcosa che li renda simpatici.

Diceva Cecchi Paone sempre prima della partenza:
«Hemingway sosteneva che una persona di valore è quella che mantiene “grace under pressure”, cioè grazia sotto pressione. Voglio vedere se sarò all'altezza di questo grande insegnamento. Il mio è un ultimo, dovuto tentativo per evitare la definitiva divaricazione tra la tv popolare e quella di qualità».

Apprezziamo il tentativo, ma dopo un mese dall’inizio del reality, dubito che in qualcuno dei teledipendenti da reality, si sia insinuato almeno un poco, il desiderio del bello, se così fosse avrebbe cambiato canale.