Preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri

2019 03 27 Due preti cattolici assassinati in Camerun e Nigeria, mentre in Burkina Faso si teme per un altro pastore sequestrato. 24 marzo 27.ma Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. Perseguitati perché dicono la verità e annunciano Gesù Cristo: i dati
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Due preti cattolici assassinati in Camerun e Nigeria, mentre in Burkina Faso si teme per un altro pastore sequestrato.

In CAMERUN

Un padre cappuccino di nazionalità centrafricana è stato ucciso in Camerun mentre rientrava nella sua fraternità di Mbaibokoum in Ciad. Secondo quanto comunicato all’Agenzia Fides dalla Custodia Generale dei Cappuccini per il Ciad e la Repubblica Centrafricana, p. Toussaint Zoumaldé si era recato nella diocesi di Bouar, nella parte occidentale del Centrafrica, della quale era originario, per animare un corso di formazione per i sacerdoti locali. Il cappuccino aveva poi preso la via del ritorno nella sua fraternità in Ciad passando per il Camerun. Nella notte tra il 19 e il 20 marzo ignoti lo hanno assalito e ucciso a colpi di arma bianca a Ngaoundéré (Camerun) dove si era fermato per riposare. Al momento i suoi assassini sono introvabili.
P. Toussaint (nato nel 1971) aveva lavorato a lungo come giornalista presso Radio Siriri, della diocesi di Bouar, ed ha composto diversi canti religiosi.
(Agenzia Fides 21/3/2019)

In NIGERIA

Si è concluso in maniera tragica il rapimento di don Clement Rapuluchukwu Ugwu, parroco della chiesa di San Marco, a Obinofia Ndiuno, nella Ezeagu Local Government Area, nello Stato di Enugu, nel sud della Nigeria. Il corpo in stato di decomposizione del sacerdote è stato ritrovato ieri, 20 marzo, nella foresta, non lontano dal luogo del rapimento. La sera del 13 marzo don Ugwu, era stato prelevato con la forza dalla casa parrocchiale da alcuni banditi che lo avrebbero ferito con un colpo di pistola.
Sua Ecc. Mons. Callistus Onaga, Vescovo di Enugu, ha invitato la polizia a catturare gli assassini del sacerdote ed ha denunciato la serie di violenti omicidii in tutto il Paese. Il Vescovo ha quindi invitato i cristiani a intensificare le preghiere per la salvezza del Paese.
Mons. Onaga ha espresso rammarico per il fallimento delle forze di polizia nel salvare p. Ugwu nonostante le loro assicurazioni sul fatto che erano sulle tracce dei rapitori, mentre questi però continuavano tranquillamente a prelevare denaro dal conto del sacerdote attraverso la carta del bancomat.
“Abbiamo subito denunciato il rapimento di don Ugwu alle forze dell’ordine e da allora sono andato alla stazione di polizia tre volte, eppure continuavano a dirmi 'siamo vicini ai rapitori'. Dubito che stessero facendo qualcosa perché il corpo di don Ugwu è stato trovato a 20 chilometri da casa sua” ha denunciato Mons. Onaga. (L.M.) (Agenzia Fides 21/3/2019)

In BURKINA FASO

“Non abbiamo notizie da quando p. Joël è partito dopo aver celebrato la messa nel villaggio di Bottogui, domenica 17 marzo” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Laurent Dabiré, Vescovo di Dori, nel nord del Burkina Faso, al confine del Mali, dove da domenica scorsa non si hanno notizie di don Joël Yougbaré, parroco di Djibo. Quello che sappiamo è che don Joël Yougbaré dopo aver celebrato la messa domenicale a Bottogui stava rientrando nella sua parrocchia lungo la strada Djibo-Tongomayel-Nianguel-Sergoussouma.-Bottogui. Il sacerdote è stato visto ripassare a Sergoussouma dove si è fermato tra le 14.30 e le 15. Intorno alle 16,30, allertati da un catechista che voleva sapere se il prete fosse tornato in parrocchia sano e salvo, p. Theodore Kpoda, vice parroco di Djibo, ha provato diverse volte a telefonare al cellulare di don Joël, senza ottenere risposta.
A metà febbraio, un sacerdote spagnolo e quattro doganieri sono stati uccisi in un attacco jihadista nella parte orientale del Burkina Faso (vedi Fides 16/2/2019), mentre nel vicino Niger un missionario italiano, p. Pierluigi Maccalli, sacerdote della Società per le Missioni Africane, è stato rapito il 17 settembre 2018 a Tillaberi. (L.M.) (Agenzia Fides 20/3/2019)

La scomparsa di don Yougbaré: per un missionario “c’è il tentativo di ridurre le attività di evangelizzazione”

Ancora nessuna notizia di don Joël Yougbaré, il sacerdote del Burkina Faso scomparso domenica 17 marzo nel nord del Paese (vedi Fides 20/3/2019). Tra Burkina Faso e il confinante Niger sono quindi due i sacerdoti scomparsi. Don Yougbaré si aggiunge infatti a p. Pierluigi Maccalli, sacerdote della Società per le Missioni Africane, del quale proprio il 17 marzo ricorrevano i 6 mesi dal suo rapimento (vedi Fides 17/9/2018)
Secondo p. Mauro Armanino, missionario della SMA in Niger e confratello di p. Luigi, la scomparsa di un sacerdote locale in Burkina Faso è un segnale inquietante. “Qui in Niger, dove abbiamo appena celebrato, anche con una preghiera ecumenica a Niamey, i sei mesi della sparizione di p. Pierluigi, c’è sgomento e anche interrogativi” dice all’Agenzia Fides.
“Nella zona sono stati uccisi un paio di insegnanti, adesso è un prete locale a sparire” spiega p. Mauro, secondo il quale vi sono alcune considerazioni possibili: “c’è il tentativo di creare terrore e insicurezza nelle agenzie educative, e la Chiesa è tra queste. È poi saltata la ‘linea rossa’: si colpiscono indistintamente stranieri e locali, anche in ambito religioso; finora infatti per il clero locale non si erano registrati problemi”. “Tutto questo al fine, verosimilmente, di favorire l’esodo o comunque la riduzione delle attività di evangelizzazione nella zona, e di spostare gradualmente il Burkina Faso nell’orbita islamica” conclude p. Mauro. (L.M.) (Agenzia Fides 22/3/2019)

24 marzo 27.ma Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri.
Perseguitati perché dicono la verità e annunciano Gesù Cristo: i dati

“Forse sembrerà difficile da credere, ma oggi ci sono più martiri che nei primi secoli. Sono perseguitati perché dicono la verità e annunciano Gesù Cristo a questa società…in particolare dove la libertà religiosa non viene garantita, ma anche in paesi che in teoria e sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani”.
Sono parole di Papa Francesco che commentano l’intenzione di preghiera di questo mese di marzo, dedicata ai cristiani perseguitati, affidata alla Rete mondiale di preghiera. In questo contesto, il 24 marzo si celebrerà la 27.ma Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri.

Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio 1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi, in cui spicca il genocidio del Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico.
Negli anni 2001-2017 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 416.
Nel corso dell’anno 2018 sono stati uccisi nel mondo 40 missionari, quasi il doppio rispetto ai 23 dell’anno precedente, e si tratta per la maggior parte di sacerdoti: 35.

Dopo otto anni consecutivi in cui il numero più elevato di missionari uccisi era stato registrato in America, nel 2018 è l’Africa ad essere al primo posto di questa tragica classifica. Secondo i dati raccolti dall’Agenzia Fides, nel 2018 sono stati uccisi 40 missionari: 35 sacerdoti, 1 seminarista, 4 laici. In Africa sono stati uccisi 19 sacerdoti, 1 seminarista e 1 laica (21); in America sono stati uccisi 12 sacerdoti e 3 laici (15); in Asia sono stati uccisi 3 sacerdoti (3); in Europa è stato ucciso 1 sacerdote (1).

Anche in questi primi mesi dell’anno 2019 sono già 5 i sacerdoti uccisi: p. Nicolas Ratodisoa, aggredito il 9 febbraio da alcuni banditi sulla strada per Mahitsy, in Madagascar, mentre stava rientrando dopo aver portato l’Eucarestia ad un malato, è morto il 14 febbraio; il salesiano spagnolo p. Antonio César Fernández Fernández, ucciso il 15 febbraio nel corso di un attacco jihadista a quaranta chilometri dal confine meridionale del Burkina Faso; il 18 febbraio, a sud della capitale colombiana Bogotà, è stato assassinato il sacerdote Carlos Ernesto Jaramillo, che si dedicava ad assistere i profughi venezuelani; un cappuccino di nazionalità centrafricana è stato ucciso in Camerun tra il 19 e il 20 marzo mentre rientrava nella sua fraternità in Ciad dopo aver animato un corso di formazione per i sacerdoti; negli stessi giorni è stato ritrovato il corpo di don Clement Rapuluchukwu Ugwu, sacerdote nigeriano rapito una settimana prima nello stato di Enugu.

Per alcuni dei tanti missionari uccisi, viene il riconoscimento ufficiale della Chiesa, che li propone come esempi di vita e di abnegazione.

Il 7 marzo si è aperta a Palermo, Italia, l’inchiesta diocesana sul martirio del sacerdote Giovanni Sidoti, Vicario apostolico del Giappone, e di due fedeli laici giapponesi, uccisi in odio alla fede nell’odierna Tokyo, nel 1715.
Il 9 marzo si è invece conclusa a Rouen, Francia, la fase diocesana della causa di beatificazione di Don Jacques Hamel, che venne ucciso il 26 luglio 2016 mentre stava celebrando la Messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray, in Normandia, da due uomini militanti del sedicente Stato islamico, che lo sgozzarono sull’altare.
E’ stato riconosciuto il 19 marzo il martirio di Alfredo Cremonesi, sacerdote del Pontificio Istituto per le Missioni Estere (PIME), ucciso in odio alla fede in Myanmar, dove aveva trascorso 28 anni di missione, il 7 febbraio 1953, dai soldati governativi.
Sabato 27 aprile, nel giorno della festa di Santo Toribio de Mogrovejo, patrono dei Vescovi latinoamericani, saranno beatificati a La Rioja, in Argentina, Mons. Enrique Angelelli, Vescovo di La Rioja, i sacerdoti Carlos Murias ofm, e Gabriel Longueville, ed il laico Wenceslao Pedernera, tutti uccisi in odio alla fede nell’estate 1976 a pochi giorni di distanza uno dall’altro. (SL) (Agenzia Fides 22/3/2019)