2025 09 17 LEONE XIV - il sangue versato dai cristiani perseguitati “continua a diffondere il Vangelo”
CONGO – STRAGE durante funeralePAKISTAN - Ucciso un cattolico nel corso di un pellegrinaggio
NIGERIA - Rapito un altro sacerdote cattolico
FRANCIA - Ashur Sarnaya: influencer assiro cristiano ucciso a Lione nel silenzio dei media italiani
La celebrazione ecumenica di domenica 14 settembre
LEONE XIV - il sangue versato dai cristiani perseguitati “continua a diffondere il Vangelo”
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CONGO - I ribelli legati allo Stato Islamico uccidono almeno 61 persone durante un funerale
Le Forze Democratiche Alleate hanno usato machete e pistole
Gruppo ribelle legato ai militanti dello Stato islamico
L’attacco è avvenuto durante la cerimonia di lutto del villaggio
CONGO - I ribelli legati allo Stato Islamico uccidono almeno 61 persone durante un funerale
Le Forze Democratiche Alleate hanno usato machete e pistole
Gruppo ribelle legato ai militanti dello Stato islamico
L’attacco è avvenuto durante la cerimonia di lutto del villaggio
I ribelli delle Forze Democratiche Alleate armati di machete e pistole hanno ucciso almeno 61 civili durante un funerale nel Congo orientale, hanno riferito martedì le autorità, in uno degli attacchi più letali perpetrati dal gruppo legato allo Stato Islamico negli ultimi mesi.
Secondo il SITE Intelligence Group, con sede negli Stati Uniti e che monitora le attività dei militanti, i militanti, noti anche come Stato Islamico della Provincia dell’Africa Centrale (ISCAP), hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco di lunedì e hanno affermato di aver ucciso quasi 100 cristiani.
Il rapporto del SITE afferma inoltre che circa 30 case sono state date alle fiamme nell’attacco che aveva come obiettivo la cerimonia funebre nel villaggio di Ntoyo, nel territorio di Lubero, nel Nord Kivu del Congo.
Macaire Sivikunula, un amministratore locale, ha affermato che finora sono stati contati 61 corpi.
“Le vittime sono state colte di sorpresa durante una cerimonia funebre nel villaggio di Ntoyo, intorno alle 21:00, e la maggior parte di loro è stata uccisa a colpi di machete”, ha affermato.
L’ADF è nata come forza ribelle in Uganda, ma dalla fine degli anni ‘90 ha preso piede nelle foreste del vicino Congo ed è riconosciuta dallo Stato Islamico come affiliata.
Una recente ondata di attacchi rivendicati dall’ADF ha esacerbato l’insicurezza nel Congo orientale, una regione ricca di minerali dove i ribelli M23 sostenuti dal Ruanda hanno messo a segno un’importante avanzata quest’anno, spingendo l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump a cercare di mediare la pace.
Il mese scorso le ADF hanno ucciso più di 50 civili in molteplici attacchi, mentre un attacco delle ADF a una chiesa a luglio ha causato 38 morti.
Il colonnello Alain Kiwewa, amministratore militare di Lubero, ha affermato che il bilancio delle vittime di lunedì sera potrebbe aumentare poiché ci sono ancora persone disperse.
Oltre a usare i machete, gli aggressori hanno anche ucciso alcune vittime e dato fuoco ai veicoli, ha affermato Samuel Kagheni, un leader della società civile locale. (…)
(Di Reuters 9 settembre 2025 Servizio a cura della redazione di Congo; testi di Robbie Corey-Boulet, revisione di Andrew Cawthorne e Gareth Jones)
PAKISTAN - Ucciso un cattolico nel corso di un pellegrinaggio
Dolore e sgomento per l’assassinio di un 42enne freddato a colpi di fucile mentre era in pellegrinaggio nell’arcidiocesi di Lahore. È stato ucciso da alcuni ragazzi estremisti che, appena hanno visto il crocefisso attorno al suo collo, gli hanno sparato con un fucile.
PAKISTAN - Ucciso un cattolico nel corso di un pellegrinaggio
Dolore e sgomento per l’assassinio di un 42enne freddato a colpi di fucile mentre era in pellegrinaggio nell’arcidiocesi di Lahore. È stato ucciso da alcuni ragazzi estremisti che, appena hanno visto il crocefisso attorno al suo collo, gli hanno sparato con un fucile.
“Siamo amareggiati per omicidio di Afzal Masih. Era un fedele che stava venendo in pellegrinaggio per omaggiare e pregare la Vergine Maria”, dice all’Agenzia Fides padre Tariq George, rettore del Santuario nazionale della Beata Vergine Maria a Mariamabad, villaggio cristiano dell’arcidiocesi di Lahore. Il santuario ha vissuto la festa del Vergine tra il 5 e l’8 settembre con il consueto pellegrinaggio nazionale: oltre 500mila fedeli tra cattolici e cristiani di altre confessioni si sono riversati al santuario per onorare e pregare la Madonna. Al grande raduno annuale, hanno preso parte anche fedeli musulmani e indù, tanto è sentita la festa a livello popolare.
Proprio mentre era in viaggio verso il santuario mariano, il 7 settembre, su un convoglio con una quindicina di altri fedeli, Afzal Masih è stato ucciso nell’area della città di Sheikhupura - a 30 km da Mariamabad - da un uomo che è stato poi arrestato dalla polizia del Punjab. Come conferma a Fides p. Feroz, Afzal Masih, 42 anni era un conducente di risciò, aveva moglie e quattro figli e apparteneva alla comunità cattolica della parrocchia di Sant’Alfonso, nel quartiere residenziale di Samanabad, nell’Arcidiocesi di Lahore. Secondo la ricostruzione dei fedeli locali, mentre viaggiava con altri pellegrini di Lahore, alcuni giovani in motocicletta si sono accostati al pulmino e hanno iniziato a provocare il gruppo. Ne è nato un alterco e quei giovani, quando hanno visto le croci e compreso che si trattava di pellegrini cristiani, hanno anche iniziato a insultare Afzal Masih e gli altri fedeli. Poi, quando il mezzo si è fermato per un controllo a una stazione di servizio, uno di loro, in seguito identificato dalla polizia come Muhammad Waqas, ha aperto il fuoco con un fucile, colpendo mortalmente Afzal Masih al collo e ferendo suo cugino Harris Masih, di 16 anni, al braccio. (…)
Fondato nel 1893 da missionari cappuccini, il villaggio di Mariamabad (“Città di Maria”) venne poi arricchito con l’edificazione di una grotta mariana (ricordando la Madonna di Lourdes) e un santuario. Dal 1949 il luogo è stato proclamato santuario nazionale ed è un centro di spiritualità mariana per i cristiani di tutto il Pakistan, dove ogni anno si tiene il “Mela Maqaddasa Mariam” (“raduno con a Santa Maria”), un momento di fede, di preghiera e di festa, dedicato alla Madonna.
(PA) (Agenzia Fides 12/9/2025)
NIGERIA - Rapito un altro sacerdote cattolico: padre Wilfred Ezemba
NIGERIA - Rapito un altro sacerdote cattolico: padre Wilfred Ezemba
Ennesimo rapimento di un sacerdote cattolico in Nigeria. Secondo quanto appreso dall’Agenzia Fides padre Wilfred Ezemba parroco della chiesa parrocchiale di San Paolo, Agaliga-Efabo, nell’amministrazione locale di Olamaboro, nello Stato di Kogi (Nigeria centro settentrionale) è stato rapito da uomini armati sconosciuti insieme ad altri viaggiatori sulla strada Imane-Ogugu. Il rapimento è avvenuto sabato 13 settembre.
Le forze di sicurezza, stanno setacciando le foreste vicine alla strada per rintracciare i rapitori.
Quello del sacerdote cattolico e degli altri viandanti è il secondo rapimento nella stessa area amministrazione locale nel giro di una settimana. (L.M.) (Agenzia Fides 16/9/2025)
Questa notizio in Italia è stata riportata solo da La Nuova Bussola Quotidiana e ilSussidiario
Questa notizio in Italia è stata riportata solo da La Nuova Bussola Quotidiana e ilSussidiario
FRANCIA - Ashur Sarnaya: influencer assiro cristiano ucciso a Lione
L’influencer assiro cristiano Ashur Sarnaya è stato ucciso a Lione: su TikTok criticava spesso l’Isalm radicale, dal quale era scappato
FRANCIA - Ashur Sarnaya: influencer assiro cristiano ucciso a Lione
L’influencer assiro cristiano Ashur Sarnaya è stato ucciso a Lione: su TikTok criticava spesso l’Isalm radicale, dal quale era scappato
È stato un brutale, efferato (…) omicidio quello di Ashur Sarnaya, un influencer con un discreto seguito su TikTok che da tempo si impegnava per diffondere la parola di Dio e che era più volte finito al centro di alcune controversie con la popolazione musulmana per le sue aspre critiche all’islam radicale: una vicenda – appunto – sulla quale sono state avviate le dovute indagini e che ha scosso profondamente la comunità di Lione, luogo in cui Ashur Sarnaya è stato accoltellato a morte.
Partendo proprio dall’omicidio, tutto ciò che sappiamo a questo punto delle indagini è che sarebbe capitato nel corso della serata di mercoledì 10 settembre: in quel momento – com’era solito fare – Ashur Sarnaya era da poco uscito dalla sua abitazione e stava intrattenendo una diretta su TikTok in cui – secondo un suo familiare – stava predicando il Vangelo; quando sarebbe stato raggiunto da un uomo che l’ha accoltellato alla gola prima di allontanarsi di corsa.
Secondo alcuni testimoni, l’assassino di Ashur Sarnaya lo stava aspettando sotto casa e l’avrebbe brevemente pedinato prima di accoltellarlo alla gola, ma altri testimoni riferiscono che gli aggressori fossero almeno tre – tutti incappucciati e con il volto coperto -; mentre dal conto delle autorità non sono ancora emerse novità significative sulla sua (o loro) identità, con le indagini che stanno procedendo serratissime. (…)
(Lorenzo Drigo 13 Settembre 2025 ilSussidiario.net)
COMMENTA GIULIO MEOTTI
Cristiano sgozzato in Francia? Per i nostri giornali non è una notizia
Sopravvissuto all’Isis in Iraq e critico dell’Islam, ucciso durante la diretta social e ora censurato dai nostri media specializzati in insabbiamenti
Cristiano sgozzato in Francia? Per i nostri giornali non è una notizia
Sopravvissuto all’Isis in Iraq e critico dell’Islam, ucciso durante la diretta social e ora censurato dai nostri media specializzati in insabbiamenti
di Giulio Meotti set 15
Il giornalismo mainstream ha ufficialmente smesso di informare: enfatizza solo le notizie utili all’ideologia e agli interessi del nuovo eskimo in redazione.
Ashur Sarnaya, cristiano disabile di 46 anni, è stato accoltellato a morte davanti a casa sua nel quartiere Gorge de Loup a Lione. Ashur non aveva milioni di follower come Charlie Kirk, ma anche lui stava trasmettendo in diretta su TikTok al momento della morte e condivideva regolarmente sulla piattaforma.
Ashur abitava nel Kurdistan iracheno.
Le case dei cristiani come Ashur furono marchiati dall’Isis con la ?, noun, la lettera “n” di nazareni, i cristiani. 100.000 cristiani furono costretti a fuggire, le loro chiese occupate, le loro croci rimosse, migliaia di manoscritti dati alle fiamme. I terroristi avevano dato loro tre opzioni: fuga, conversione all’Islam o morte.
Ashur scelse l’esilio dalle persecuzioni dello Stato Islamico per rifugiarsi a Lione in Francia.
Mercoledì sera, un uomo attendeva Ashur, costretto su una sedia a rotelle, ai piedi del palazzo dove l’iracheno viveva con la sorella da diversi anni. Ha accoltellato Ashur alla gola prima di fuggire. Un colpo di machete alla carotide.
Per gli amici “è morto da martire”. Marine Le Pen evoca l’uccisione islamista.
E del caso se ne occupa l’antiterrorismo.
Dov’è il clamore? Dove sono le chiese che ricordano il loro compagno di fede assassinato?
Come l’uccisione sempre a Lione di un vecchio ebreo con la kippah, René Hadjadj, buttato giù dal suo palazzo da un “individuo instabile”.
Forse è più chiaro scoprendo che Ashur era anche un noto critico dell’Islam? Le critiche all’Islam radicale gli erano costate diverse minacce di morte e numerose telefonate anonime.(…)
La celebrazione ecumenica di domenica 14 settembre
La celebrazione ecumenica di domenica 14 settembre
LEONE XIV - il sangue versato dai cristiani perseguitati “continua a diffondere il Vangelo”
LEONE XIV - il sangue versato dai cristiani perseguitati “continua a diffondere il Vangelo”
Nuovi Martiri, Leone XIV: In un mondo segnato dalla guerra il loro sangue è profezia della vittoria del bene sul male
Nuovi Martiri, Leone XIV: In un mondo segnato dalla guerra il loro sangue è profezia della vittoria del bene sul male
di Fabio Beretta
In un mondo “segnato da odio e guerra”, il sangue versato dai cristiani, perseguitati ancora oggi in diverse parti del mondo, “continua a diffondere il Vangelo”, seminando una “speranza piena d’immortalità, perché, pur essendo stati uccisi nel corpo, la loro testimonianza rimane come profezia della vittoria del bene sul male”.
Lo ha ribadito con chiarezza Papa Leone XIV presiedendo, nella basilica di San Paolo fuori le mura, la commemorazione dei martiri e testimoni della fede del XXI secolo. Una celebrazione ecumenica che si pone in continuità con la grande celebrazione che venticinque anni fa, in occasione del Giubileo del 2000, Giovanni Paolo II ha presieduto al Colosseo per ricordare i cristiani caduti a causa della loro fede durante i lunghi periodi di guerre e dittature che costellarono il ‘900.
Venticinque anni dopo, a quel lungo elenco di martiri che risuonò tra le arcate dell’Anfiteatro Flavio, si accodano altri 1700 tra cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti le cui storie sono state raccolte dalla Commissione “Nuovi martiri e testimoni della fede”, nata per volontà di Papa Francesco e istituita in seno al Dicastero per le Cause dei Santi.
Tra loro vi sono suor Dorothy Stangsuor Dorothy Stang, impegnata per i senza terra in Amazzonia: a chi si apprestava a ucciderla chiedendole un’arma, lei mostrò la Bibbia rispondendo: “Ecco la mia unica arma”; padre Ragheed Gannipadre Ragheed Ganni, prete caldeo di Mosul in Iraq, che ha rinunciato a combattere per testimoniare come si comporta un vero cristiano, e fratel Francis Tofifratel Francis Tofi, anglicano e membro della Melanesian Brotherhood, che ha dato la vita per la pace nelle Isole Salomone.
Le loro testimonianze sono state ricordate alla presenza non solo del Pontefice: nella basilica che più di tutte rappresenta il luogo di Roma per eccellenza del dialogo ecumenico, erano presenti 28 rappresentanti delle diverse confessioni cristiane. Tutti radunati in preghiera attorno al crocifisso. La data scelta per vivere questa liturgia, infatti, non è un caso. Si è optato per il 14 settembre poiché la festa dell’Esaltazione della Santa Croce è condivisa da diverse Chiese.
Ed è proprio “ai piedi della Croce di Cristo, nostra salvezza, descritta come la ‘speranza dei cristiani’ e la ‘gloria dei martiri’”, che sono state poste nove lampade. La loro fiamma è stata accesa mentre venivano proclamate le Beatitudini (brano scelto per questa celebrazione, ndr): per ognuna di esse è stato ricordato un cristiano caduto per la fede che con amore ha abbracciato la stessa croce di Cristo.
“Tanti fratelli e sorelle, anche oggi, a causa della loro testimonianza di fede in situazioni difficili e contesti ostili, portano la stessa croce del Signore: come Lui sono perseguitati, condannati, uccisiTanti fratelli e sorelle, anche oggi, a causa della loro testimonianza di fede in situazioni difficili e contesti ostili, portano la stessa croce del Signore: come Lui sono perseguitati, condannati, uccisi”, le parole del Vescovo di Roma, che nell’omelia ha elogiato “donne e uomini, religiose e religiosi, laici e sacerdoti, che pagano con la vita la fedeltà al Vangelo, l’impegno per la giustizia, la lotta per la libertà religiosa laddove è ancora violata, la solidarietà con i più poveri”.
Da loro giunge, per tutto il mondo, “una speranza piena d’immortalità, perché, pur essendo stati uccisi nel corpo, nessuno potrà spegnere la loro voce o cancellare l’amore che hanno donato” e “perché la loro testimonianza rimane come profezia della vittoria del bene sul male”.
Papa Prevost l’ha definita “una speranza disarmata” poiché “hanno testimoniato la fede senza mai usare le armi della forza e della violenza, ma abbracciando la debole e mite forza del Vangelo”.
Gli esempi sarebbero tanti, “perché purtroppo, nonostante la fine delle grandi dittature del Novecento, ancora oggi non è finita la persecuzione dei cristiani, anzi, in alcune parti del mondo è aumentata”, ha aggiunto Leone XIV, ribadendo che queste figure non devono essere dimenticate: “Vogliamo ricordare. Lo facciamo, certi che, come nei primi secoli, anche nel terzo millennio ‘il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani’ - ha aggiunto citando Tertulliano -. Vogliamo preservare la memoria insieme ai nostri fratelli e sorelle delle altre Chiese e Comunioni cristiane”.
Infine, ribadendo “l’impegno della Chiesa Cattolica a custodire la memoria dei testimoni della fede di tutte le tradizioni cristiane”, dal Papa è giunto l’invito a onorare la memoria di un bimbo pakistano, Abish Masih, ucciso in un attentato contro la Chiesa cattolica nel marzo del 2015: “Aveva scritto sul proprio quaderno: ‘Making the world a better place’, ‘rendere il mondo un posto migliore’. Il sogno di questo bambino ci sproni a testimoniare con coraggio la nostra fede, per essere insieme lievito di un’umanità pacifica e fraterna”. “Possa il sangue di tanti testimoni avvicinare il giorno beato in cui berremo allo stesso calice di salvezza!”, ha concluso il Papa. (Agenzia Fides 14/9/2025)
