2021 11 24 “In Europa record di crimini d’odio contro cristiani ed ebrei”

SRI LANKA - Prete cattolico fermato dalla polizia: ha chiesto verità e giustizia sugli attacchi di Pasqua - Cristiani perseguitati, Acs illumina di rosso cattedrali e monumenti

MEOTTI - “In Europa record di crimini d’odio contro cristiani ed ebrei”
Fonte:
CulturaCattolica.it
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SRI LANKA - Prete cattolico fermato dalla polizia: ha chiesto verità e giustizia sugli attacchi di Pasqua

“Siamo qui da tre giorni per accompagnare il nostro fratello p. Cyril Gamini Fernando, chiamato dai servizi di Intelligence per interrogatori. Gli chiedono conto di affermazioni che egli ha fatto sulla responsabilità dell’Intelligence relativa alle esplosioni di Pasqua del 2019. Siamo qui in rappresentanza dei sacerdoti della Arcidiocesi di Colombo. Siamo qui in preghiera, con il Rosario in mano, esprimendo solidarietà a padre Cyril, e per chiedere a Dio che la verità venga alla luce e vi sia autentica giustizia. Chiediamo a tutti i fedeli di pregare con noi”: lo dice all’Agenzia Fides padre Robinson Wijesinghe, parte del gruppo di preti cattolici dell’Arcidiocesi di Colombo che sta tenendo un sit-in di protesta pacifica e di preghiera silenziosa davanti al Crime Investigation Department della capitale Colombo, dove p. Cyril Gamini Fernando, sacerdote della stessa Arcidiocesi, è trattenuto per indagini e interrogatori.
Mentre tutta la Chiesa in Sri Lanka ha chiesto alla politica e alle forze dell’ordine di fare chiarezza e verità sui mandanti degli attentati del 2019 (vedi Fides 8/9/2021), padre Cyril è stato denunciato e convocato per le sue dichiarazioni che hanno chiamato in causa il ruolo e le falle dei Servizi di Intelligence.
Aggiunge a Fides padre Cecil Joy anch’egli presente al presidio: “Siamo radunati da tutta la diocesi di Colombo per chiedere giustizia e verità. Ricordiamo che nel 2019 sono morte più di 200 persone e più di 500 feriti per attacchi terribili. Dopo oltre due anni siamo ancora qui a chiedere la verità. Uno dei nostri sacerdoti, padre Cyril, è stato convocato perché ha chiesto pubblicamente che la verità venga alla luce: la verità è un diritto delle vittime, è un dovere dello stato. La comunità internazionale deve sapere. Chiediamo a tutti i fedeli di pregare per noi e con noi. Siamo riuniti nel nome di Dio come credenti, in cerca della verità”.
P. Cyril Gamini Fernando è membro del “Comitato cattolico nazionale per la giustizia alle vittime” degli attacchi di Pasqua del 2019. Un mese fa il direttore generale del servizio di Intelligence statale, il generale Suresh Salley, ha presentato una denuncia contro il sacerdote per le dichiarazioni da lui rilasciate.
In Sri Lanka il 21 aprile 2019 tre hotel di lusso a Colombo (Cinnamon Grand, Kingsbury e Shangri-La), e tre chiese (St. Anthony’s, Colombo, San Sebastiano, Negombo e Chiesa di Sion, Batticaloa) furono colpiti da attentataori kamikaze. Altre due bombe esplosero, una in una casa a Dematagoda e un’altra al Tropical Inn a Dehiwala. Negli attacchi sono rimaste uccise oltre agli otto attentatori suicidi, 269 persone, tra i quali 45 cittadini stranieri, mentre almeno 500 sono rimasti gravemente feriti.
Gli attentatori suicidi sono stati identificati come associati all’organizzazione National Thowheeth Jama’ath (NTJ). Sul movente, i mandanti, la realizzazione degli attacchi, il mancato intervento delle forze dell’ordine e dell’Intelligence, nonostante gli allarmi ricevuti, vi sono molte incognite e, dopo due anni, l’opinione pubblica attende ancora chiarezza e verità.
(PA) (Agenzia Fides 22/11/2021)

Cristiani perseguitati, Acs illumina di rosso cattedrali e monumenti

La Red Week di Aiuto alla Chiesa che Soffre si concluderà il prossimo 24 novembre. Obiettivo dell’edizione di quest’anno sarà anche quello di tenere accesi i riflettori sulle violenze subite dalle donne appartenenti alle minoranze.
Alessandro Monteduro, direttore di Acs Italia: “Oltre cinque miliardi di persone vivono in Paesi dove non è rispettata la libertà religiosa

Il “sangue” dei cristiani uccisi a causa della fede sta illuminando decine di cattedrali, chiese, monumenti e strutture pubbliche in diverse parti del mondo. È la luce rossa che la Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) anche quest’anno - da oggi e fino al 24 novembre - ha deciso di proiettare sulle facciate di questi edifici per non dimenticare quanti sono perseguitati per il loro credo religioso. “L’evento, che abbiamo chiamato Red Week, la settimana rossa, è il contributo che vogliamo dare per cercare di elevare la consapevolezza in merito alle sofferenze che patiscono i nostri fratelli nella fede” dice Alessandro Monteduro, direttore di Acs Italia. In questa edizione, c’è anche un obiettivo in più: tenere accesi i riflettori sulle violenze subite dalle donne appartenenti alle minoranze. “È una grande battaglia che dobbiamo combattere tutti insieme” spiega Monteduro.

Nel mondo, la libertà religiosa è considerata una libertà di serie B?
Se altre libertà, come quella di genere o quella sessuale, sono considerate di seria A, noi diciamo che lo deve essere anche la libertà religiosa. In fondo, la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo declama la libertà di coscienza, di pensiero e quella religiosa. Dunque, illuminiamo di rosso alcuni luoghi simbolici per far crescere l’idea che la libertà religiosa debba essere considerata di serie A.

Qual è, attualmente, la situazione della violazione della libertà religiosa nel mondo?
Cinque miliardi e duecento milioni di persone vivono in Paesi nei quali non è rispettata la libertà di fede. Qui, le minoranze religiose vengono derise, discriminate o, addirittura, oppresse e perseguitate. In particolare, i cristiani perseguitati sono 416 milioni. Numeri che vengono raccontati troppo poco.

Per quale motivo non si denuncia spesso?
Prima cosa, per paura. E poi perché si pensa che denunciando si possa alimentare il conflitto tra religioni, ma non è così. Quando si denuncia la verità non può esserci alcun conflitto: si esprime, invece, la vicinanza e la solidarietà a chi subisce l’oppressione.

La comunità internazionale si è davvero convinta che la violazione del diritto alla libertà religiosa sia un problema urgente?
Abbiamo riscontrato dei piccoli, timidi, segnali positivi. Ad esempio, alcuni governi, come la Gran Bretagna, la Germania, l’Olanda e la Danimarca si sono dotati di un inviato speciale per la libertà religiosa. E poi gli Stati Uniti ed il Regno Unito, ogni anno, realizzano dei rapporti con i quali descrivono la condizione delle minoranze religiose. In più, si possono citare alcuni finanziamenti che i governi hanno dato per progetti di solidarietà ai cristiani nella Piana di Ninive, in Iraq.
(Federico Piana- Città del Vaticano RV 17 novembre 2021)

Assolutamente da segnalare il lavoro del giornalista Giulio Meotti https://meotti.substack.com/
segnala costantemente notizie totalmente censurate dai media

“In Europa record di crimini d’odio contro cristiani ed ebrei”

Rapporto dell’Ocse. “3 attacchi al giorno. Politici e media tacciono”.
Nessun giornale italiano ne ha parlato.
Il cardinale Sarah: “Una civiltà malata”.
Tale anche nel silenzio che si è imposta.

Giulio Meotti

“980 crimini d’odio contro i cristiani, il 70 per cento in più rispetto al 2020”. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha diffuso un rapporto su come i crimini d’odio contro cristiani ed ebrei sono aumentati in modo drammatico. Rispetto all’anno precedente (578), significa un aumento del 70 per cento dei crimini contro i cristiani. Anche il numero di crimini d’odio e antisemita è aumentato, da 600 a 2.316 333 i crimini d’odio contro i musulmani, 84 quelli contro Rom e Sinti. Due categorie che beneficiano della protezione dell’onnipresente accusa di “islamofobia” e “razzismo”.

“Il massiccio aumento del numero di crimini d’odio contro i cristiani aprire gli occhi alle élite politiche e politiche”, ha avvertito Madeleine Enzlberger, direttrice dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione: “Nei media e politicamente, l’odio per i cristiani è a malapena notato”. E il numero effettivo di crimini d’odio è sì solo più alto di quello riportato. 159 in Francia, 113 in Italia…Ma il Consiglio d’Europa è impegnato in pubblicità progresso a favore dell’hijab.

“In Germania”, ha spiegato PI-News, “è in corso una guerra strisciante contro tutto ciò che simboleggia il cristianesimo: attacchi ai danni delle croci poste in cima alle montagne, delle statue sacre per strada, delle chiese e di recente anche dei cimiteri”. Un quotidiano locale riporta che a Dülmen, una città con meno di 50 mila abitanti, “non passa giorno senza che le religiose siano attaccate nel centro urbano e nelle immediate vicinanze”. In Francia, ogni giorno in media due chiese vengono vandalizzate.

“Si fermeranno a bruciare una chiesa vuota? Si fermeranno a decapitare statue?”, aveva chiesto due anni fa Ellen Fantini, direttrice dell’Osservatorio di Vienna sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani. Soltanto nell’ultimo anno abbiamo visto uccisi nella basilica di Nizza, l’assassinio di un parlamentare inglese in chiesa e da ultimo, un complotto terroristico per raggiungere la cattedrale di Liverpool.

Un sondaggio dell’American Jewish Joint Distribution Committee tra i leader delle comunità ebraiche in Europa ha intanto rilevato che il 23 per cento sta pensando di emigrare. Più di due terzi hanno affermato di aspettarsi un aumento dell’antisemitismo in Europa nel prossimo e il 22 per cento ha affermato di non sentirsi al sicuro nelle proprie città, rispetto al 7 per cento del 2008. Parlando a Le Point, Pinchas Goldschmidt, il presidente della Conferenza dei rabbini europei, alla domanda se si senta più al sicuro per strada, a Mosca, dove vive, o a Parigi o Bruxelles dove va regolarmente, ha risposto: “Mi sento molto più al sicuro a Mosca. Tanto più che sono stato personalmente aggredito a Bruxelles. Poi Goldschmidt ha sciorinato numeri impressionanti: “Alcuni anni fa, in Europa erano rimasti 1,6 milioni di ebrei. Oggi quel numero è diminuito di almeno 300.000”.

Sappiamo tutti chi sia il colpevole di questa persecuzione strisciante, sinuosa e quotidiana e le cui tracce sono coperte da media e politici servili. “La profanazione e il vandalismo nelle chiese sono il triste riflesso di una civiltà malata”, scrive il cardinale Robert Sarah. Una malattia che si palesa anche nel silenzio che ci siamo imposti. Perché l’odio di sé dell’Occidente da parte delle “grandi coscienze”, sempre pronte a denunciare il fascismo tra i loro avversari, ha fatto loro varcare i limiti della decenza.