2021 11 17 “Voleva fare una strage nella cattedrale”

CINA - Liberato il vescovo di Wenzhou. Riflettori sul pastore Wang Yi, ancora in carcere PAKISTAN - Sahiwal: 12enne cristiana rapita da un musulmano
INDIA - Commissione per i diritti dell’infanzia terrorizza le ragazze dell’ostello delle suore
MYANMAR - Colpita da razzi una chiesa cattolica, date alle fiamme chiese battiste
SUD SUDAN - Atti di vandalismo e conflitti a fuoco in una parrocchia cattolica
Fonte:
CulturaCattolica.it
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CINA - Liberato il vescovo di Wenzhou. Riflettori sul pastore Wang Yi, ancora in carcere

Poliziotti avevano arrestato mons. Shao Zhumin il 25 ottobre. Ufficialmente lo avevano portato via per “turismo”. Sottoposto di continuo a sedute di “rieducazione” politica. Wang ha potuto almeno incontrare la moglie; agenzia Onu, gruppi umanitari e personalità politiche chiedono il suo immediato rilascio.

Mons. Shao Zhumin, vescovo di Wenzhou (Zhejiang), è tornato in libertà. Lo hanno rivelato ad AsiaNews fonti locali, anche se non è ancora chiaro quando sia avvenuto il rilascio da parte delle autorità cinesi. I fedeli cattolici “ringraziano Dio” per il ritorno a casa del religioso.
Poliziotti avevano sequestrato mons. Shao il 25 ottobre: ufficialmente lo avevano portato via per “turismo”. Non è la prima volta che le Forze dell’ordine arrestano il vescovo, facendolo sparire per mesi. Perseguitato come mons. Lin Xili, primo vescovo di Wenzhou, mons. Shao è spesso sottoposto al lavaggio del cervello per spingerlo ad aderire alla chiesa “ufficiale”, controllata dal Partito comunista cinese (Pcc).
La firma nel 2018, e il rinnovo nell’ottobre 2020, dell’Accordo sino-vaticano sulla nomina dei vescovi non ha fermato la persecuzione nei confronti dei cattolici cinesi, soprattutto di quelli non ufficiali. Oltre al caso di mons. Shao, vi è quello di mons. Jia Zhiguo, messo agli arresti domiciliari. Ci sono poi vescovi che subiscono varie vessazioni, come mons. Guo Xijin; e vescovi obbligati a sessioni politiche come mons. Zhang Weizhu.
La repressione di Pechino non risparmia neanche i cristiani protestanti. In questi giorni ChinaAid ha riacceso i riflettori sul pastore Wang Yi, condannato il 30 dicembre 2019 a nove anni di prigione per “sovversione contro il potere dello Stato” e per altri crimini. Già attivista democratico ai tempi del massacro di Tiananmen, Wang si è poi convertito al cristianesimo ed è divenuto pastore della Chiesa della Prima pioggia, che a Chengdu (Sichuan) aveva almeno 500 fedeli.
Di recente, a tre anni dal suo arresto, Wang ha potuto ricevere almeno la visita della moglie. Jiang Rong ha detto che il marito è in buona salute, ma sottopeso. Anche la donna ha subito fermi di polizia e vive in pratica agli arresti domiciliari.
(AsiaNews –11/11/2021)

PAKISTAN - Sahiwal: 12enne cristiana rapita da un musulmano

Mareeb Abbas è scomparsa il 2 novembre; con ogni probabilità è stata portata in Balochistan. La madre è ricoverata in ospedale. Parroco di Sahiwal: “Serve una legge per proteggere le minoranze”.

In Pakistan un’altra bambina cristiana è stata rapita da un musulmano. Meerab Abbas, 12 anni, è stata sequestrata da Muhammad Daud, di 10 anni più grande e originario del Balochistan. La giovane viveva a Sahiwal con la madre, Farzana, una vedova di 45 anni che lavora come collaboratrice domestica. Meerab è scomparsa il 2 novembre e con ogni probabilità è stata portata in Balochistan per essere costretta a convertirsi all’Islam e sposare Daud. Finora la polizia ha arrestato due indagati, ma la minore resta nelle mani dei rapitori.
Cecil George, un parente della madre, ha detto che Farzana sta soffrendo molto per il rapimento della figlia al punto da essere ricoverata all’ospedale locale. Le sue condizioni a livello mentale sono critiche. George ha poi aggiunto che non sono ancora giunte informazioni su dove i rapitori abbiano nascosto Mareeb.
Il giornalista Wilson Raza ha spiegato che queste vicende sono frequenti nella regione e la polizia dovrebbe fare di più per riportare la giovane a casa dalla madre. Anche p. Zahid Augustine, parroco di Sahiwal, si è aggiunto all’appello, spiegando che Farzana “ha già molte sfide da affrontare nella vita”. “Chiediamo al governo di considerare i rapimenti e i matrimoni forzati come un grave problema e di legiferare a favore delle minoranze, fondamentali per lo sviluppo della nazione”, ha aggiunto il sacerdote. “Mareeb ha solo 12 anni, non può sposarsi, ma i colpevoli compiono questi crimini in nome della religione. Vogliamo solo giustizia”.
L’attivista per i diritti umani Ashiknaz Khokhar, ha spiegato che in Pakistan i rapimenti di ragazze minorenni appartenenti alle minoranze religiose sono all’ordine del giorno. “Il governo non sta prendendo seriamente questo problema e di recente il Parlamento ha rifiutato di approvare una legge sulla conversione forzata”, ha commentato Khokar. “Ogni anno circa 1.000 ragazze cristiane e indù vengono costrette a convertirsi all’Islam. C’è un estremo bisogno di una legge ad hoc per proteggere le bambine delle minoranze”.
(AsiaNews - 11/11/2021di Shafique Khokhar)

INDIA - Commissione per i diritti dell’infanzia terrorizza le ragazze dell’ostello delle suore

Ispezione guidata dal presidente nazionale nelle stanze del Bishop Clemens Memorial Boarding alla ricerca di prove delle “conversioni” operate dalle religiose. P. Joseph: “Ci auguriamo che la stessa solerzia la impieghino per garantire la protezione delle migliaia di bambini che vivono sulle strade delle città indiane”.

Un ostello per ragazze in un villaggio del Madhya Pradesh è stato oggetto di una ispezione della Commissione nazionale indiana per la protezione dei diritti dell’infanzia (Ncpcr). Per cercare le prove di presunte “conversioni” operate dalle religiose, la Commissione non ha esitato a traumatizzare le ragazze con perquisizioni nelle loro stanze e interrogatori. È successo al Bishop Clemens Memorial Boarding, una struttura promossa dall’ordine della Suore di Gesù nella cittadina di Intkheri, nella diocesi di Sagar.
A presentarsi nella struttura l’8 novembre è stato personalmente il presidente della Ncpcr, Priyank Kanoongo, che è originario del Madhya Pradesh. Insieme con un gruppo di altre persone ha passato al setaccio la struttura aperta nel 2014, che ospita attualmente 19 studentesse tra i 14 e i 17 anni iscritte alle scuole pubbliche del distretto di Raisen. Suor Jancy, consigliera delle Suore di Gesù, racconta ad AsiaNews: “Hanno aperto gli armadi, ispezionato le singole stanze e le borse in cerca di prove. Le ragazze sono traumatizzate. Nel nostro ostello non è stata svolta alcuna attività di conversione. A cinque ragazze hanno trovato libri di spiritualità cristiana, ma sono ragazze cattoliche venute qui dal loro villaggio per studiare. Il nostro ordine - continua suor Jancy - opera per la promozione delle ragazze attraverso l’istruzione con un’attenzione particolare a chi proviene dalle famiglie più povere. Per questo offriamo loro ospitalità nell’ostello”.
Il giorno successivo la Commissione è tornata per interrogare separatamente le ragazze e anche due suore. Sono state sollevate questioni persino sui permessi per la struttura, nonostante il Bishop Clemens Memorial Boarding sia stato regolarmente registrato con la procedura on line, come tutti gli ostelli della diocesi di Sagar.
Il verbita padre Babu Joseph, già portavoce della Conferenza episcopale indiana (Cbci) commenta ad AsiaNews: “La Commissione nazionale per la protezione dei diritti dell’infanzia dovrebbe tutelare il benessere e la sicurezza dei più piccoli, che in questo in caso non sembrano affatto a rischio. Per di più la presenza di libri di spiritualità cristiana in un ostello gestito da suore non si vede quale tipo di offesa possa costituire. Mi auguro che la stessa solerzia la Commissione la impieghi per garantire la protezione delle migliaia di bambini che vivono sulle strade delle città indiane”.
(AsiaNews -11/11/2021 di Nirmala Carvalho)

MYANMAR - Colpita da razzi una chiesa cattolica, date alle fiamme chiese battiste
La notte scorsa alcuni razzi e proiettili di armi pesanti sparati dai soldati dell’esercito birmano hanno colpito la Cattedrale cattolica del Sacro Cuore, nella diocesi di Pekhon, situata nella parte meridionale dello Stato Shan, nel Myanmar oritale. Come riferisce all’Agenzia Fides p. Julio Oo, sacerdote della diocesi di Pekhon, “è un atto esecrabile, da condannare”. “Il complesso della chiesa - riferisce p. Julio - è un luogo di rifugio e sicurezza nell’instabilità generalizzata di un conflitto violento, dato che, mentre vi sono combattimenti nella zona, centinaia di persone del posto si stanno rifugiando nel complesso della Cattedrale”.
Mentre le milizie locali della resistenza stanno combattendo l’esercito a 8 miglia dalla città, “tali atti di violenza gratuita sui civili e sui luoghi di culto aumentano la frustrazione e la protesta giovanile contro l’esercito. Siamo preoccupati: per le forze militari le chiese stanno diventando sempre di più gli obiettivi di attacchi”, ha aggiunto il sacerdote.
Secondo fonti locali nella comunità cristiana, l’esercito potrebbe prendere di mira le chiese appositamente perché “esse sono il nucleo della comunità, distruggendole, i soldati vogliono distruggere la speranza della gente”. La popolazione nella diocesi di Pekhon è di circa 340mila abitanti (molti appartenenti a minoranze etniche come Shan, Pa-Oh, Intha, Kayan, Kayah) e i cattolici sono circa 55mila.
In altri separati episodi, nei giorni scorsi i militari del Myanmar hanno devastato e bruciato le case e una chiesa battista nel villaggio di Ral Ti della municipalità di Falam nello stato birmano di Chin. Nel ripulire le macerie, un Pastore battista del villaggio e i membri della comunità hanno ritrovato miracolosamente intatti la Bibbie e il libro degli inni.
(Agenzia Fides 10/11/2021)

SUD SUDAN - Atti di vandalismo e conflitti a fuoco in una parrocchia e una comunità cattolica della diocesi di Tombura Yambio
Il 26 ottobre 2021 la parrocchia cattolica di Mupoi è stata vandalizzata da un gruppo di persone armate, mentre il 30 ottobre 2021 la Comunità Solidale, situata presso la Parrocchia di Riimenze, è stata depredata da ignoti armati. Immediata la condanna da parte della Chiesa cattolica locale a questi attacchi alle istituzioni che si sono verificati nell’arco di una sola settimana.
Oltre ai danni arrecati ai locali, la diocesi di Tombura Yambio ha denunciato l’uccisione fortuita del capo catechista, che si trovava in parrocchia al momento delle aggressioni. In una nota pervenuta all’Agenzia Fides, la Curia della diocesi condanna fermamente gli atti di vandalismo, rapina e uccisione di personale della Chiesa non solo nella diocesi ma anche in qualsiasi parte del Sud Sudan.
(Agenzia Fides 11/11/2021)

Assolutamente da segnalare il lavoro del giornalista Giulio Meotti https://meotti.substack.com/
segnala costantemente notizie totalmente censurate dai media

“Voleva fare una strage nella cattedrale”

Il terrorista inglese intendeva compiere lì la strage. Un mese fa l’assassinio in chiesa di David Amess. I cristiani d’Oriente ci avevano avvertito, invano: “Oggi tocca a noi, domani a voi...”

Giulio Meotti

Nato al Cairo da una famiglia copta, Jean Maher, dopo trent’anni di carriera come ingegnere nel settore automobilistico francese, si era impegnato nella difesa dei diritti umani nel suo paese natio, in seguito all’escalation delle persecuzioni anticristiane dopo la “Primavera Araba”. Così Maher fondò il “Coordinamento Cristiani d’Oriente in pericolo” (Chredo). Organizzò una manifestazione di solidarietà a quei cristiani perseguitati. Ma davanti al Palais Bourbon di Parigi non si presentano che appena 200-300 manifestanti, sotto lo slogan “Oggi l’Oriente, domani l’Occidente”.

“Quando i copti sono stati assassinati ho trovato vergognoso che lo stato francese descrivesse le vittime come ‘cittadini egiziani’ senza pronunciare le parole ‘cristiani’ o ‘copti’”. Secondo Maher, quello che stava avvenendo ai cristiani d’Oriente sarebbe avvenuto a quelli d’Occidente. “I copti rappresentano ai loro occhi un importante simbolo da sradicare – quindici milioni di persone su una popolazione egiziana di 90 milioni – e gli attacchi continueranno. I cristiani nei loro occhi rappresentano gli empi perché, se uno non è musulmano, uno è kuffar (miscredente) e deve convertirsi all’Islam. Colpire i copti è anche un segnale per l’Europa: quello che succede in Egitto è ciò che accadrà anche in Occidente. I Fratelli Musulmani ei salafiti minacciato i copti di rappresaglie hanno bruciato più di un richiesto e di chiese.

E avremmo fatto meglio ad ammetterlo. Quando Jean Maher fece la sua triste profezia - Oggi l’Egitto, domani l’Europa - non una sola chiesa europea era ancora stata toccata dal terrorismo islamico. Da allora, non si contano gli attentati a segno o sventati.

L’attentatore di origine mediorientale che si è fatto esplodere ieri all’ingresso di un ospedale di Liverpool voleva colpire la Cattedrale di Liverpool, rivelano fonti dell’intelligence oggi al Telegraph. Un massacro al termine della messa della domenica. Il governo di Boris Johnson ha alzato l’allerta antiterrorismo in tutto il paese. Un mese fa, il parlamentare inglese David Amess è stato assassinato all’interno di una chiesa metodista.

Leïla B. la scorsa primavera ha confessato di voler “decapitare i fedeli in una chiesa” durante la Pasqua. Il piano terroristico è stato sventato in Francia nella zona di Montpellier. Hanno decapitato fedeli cattolici, come Vincent Loquès, il sacrestano della basilica di Nizza ucciso assieme a due donne un anno fa. A Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, due terroristi sgozzarono padre Jacques Hamel durante la messa mattutina. Il settimanale La Vieha rivelato i messaggi che i terroristi si sono scambiati prima di uccidere Hamel. “Una sinagoga è buona?”, chiede uno. “Va tutto bene”, risponde il suo interlocutore dalla Siria. Ma non vuole “concentrarsi sugli ebrei”, perché “la gente pensa subito al conflitto israelo-palestinese”. Alla fine uno dei terroristi deciderà il bersaglio. “Prendi un coltello, vai in chiesa, taglia due tre teste. Nessuna pietà per queste persone”. Poi progettarono, senza riuscirci, di colpire la cattedrale di Notre-Dame a Parigi con una Peugeot piena di tritolo. Un segno, invece, l’attacco al mercatino di Natale a Strasburgo. Un piano terroristico contro le chiese di Villejuif, nella Val-de-Marne, è stato sventato dalla polizia. Nei giorni scorsi è morta Sascha Hüsges, gravemente ferito quando si è precipitato per aiutare le vittime dell’attacco terroristico al mercatino di Natale del 2016 a Berlino. Cinque anni dopo è diventato la tredicesima vittima. Anche la cellula terroristica che ha seminato la morte a Barcellona intendeva colpire la Sagrada Familia.

Ce lo avevano detto, i cristiani d’Oriente. Ghassan Chahin, rappresentante della Chiesa melkita, parlando al Club suisse de la Presse di Ginevra, si lascia scappare queste parole: “Il futuro dei cristiani in Medio Oriente coincide col futuro dei cristiani in Occidente e se saremo costretti ad andarcene anche il destino del cristianesimo in Europa sarà segnato: nel giro di trent’anni sarà finita”.

Nella navata della cattedrale di Liverpool, la più grande d’Inghilterra che il terrorista intendeva raggiungere, è stata installata Gaia, una replica della terra, con annesso corso di yoga (gli anglicani particolarmente sensibili a Greta). La cattedrale di Liverpool ha ospitato anche un rave party. motivo? Pagare le spese di manutenzione del maestoso luogo di culto, ormai senza fedeli.

Forse è già finita.