2021 10 20 Assassinio di un parlamentare cattolico in chiesa

HAITI - Rapiti 17 missionari cristiani con le loro famiglie USA - In un anno, 100 atti vandalici contro siti cattolici INDIA - Karnataka, canti indù in una chiesa contro le ‘conversioni’ INDIA - L’Arcivescovo di Bangalore: “No” all’indagine e alla profilazione dei missionari cristiani MYANMAR - Due chiese colpite dall’esercito

MEOTTI
Assassinio di un parlamentare cattolico in chiesa
L’Europa isterica sui simboli cristiani s’inchina all’Islam
Fonte:
CulturaCattolica.it
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HAITI - Rapiti 17 missionari cristiani con le loro famiglie
Tra loro 16 sono cittadini Usa, mentre uno è canadese.

Avevano visitato un orfanotrofio a una trentina di chilometri dalla capitale haitiana Port-au-Prince quando i mezzi sui quali viaggiavano sono stati fermati da un gruppo di uomini armati: almeno 17 missionari cristiani con le loro famiglie sono stati fatti scendere e sono stati rapiti.
I missionari erano diretti all’aeroporto Toussaint Louverture di Port-au-Prince per tornare a casa negli Stati Uniti. Tra loro 16 sono originari degli Stati Uniti mentre uno arriva dal Canada.
Secondo le prime informazioni il gruppo, che comprendeva anche bambini, è stato rapito da una banda criminale, la “400 Mawozo” che da mesi imperversa nella zona tra Port-au-Prince e il confine con la Repubblica Dominicana con furti e sequestri, a trasformare in tragedia una missione caritatevole nella cittadina di Croix-des-Bouquets.
Va precisato che i rapimenti sono comuni ad Haiti dagli inizi del 2020: si verificano indiscriminatamente e colpiscono persone di tutti i ceti sociali, poiché sono diventati una fonte di finanziamento per le bande armate che controllano molte baraccopoli di Port-au-Prince e altre parti del Paese. Nonostante il deterioramento della situazione della sicurezza ad Haiti, il rapimento di un gruppo così grande di cittadini statunitensi è stato una sorpresa per le autorità locali.

Lo stesso gruppo armato lo scorso aprile aveva rapito altre 10 persone, tra cui un prete e una suora francesi, sempre nella stessa zona. Ma non sono solo gli stranieri a cadere tra le mani dei banditi, spesso vengono sequestrati anche gli haitiani nel clima di confusione e insicurezza che tradizionalmente si respira ad Haiti ma che si è accentuato dopo l’assassinio, nel luglio scorso, del presidente Jovenel Moise.

Da allora Haiti è di fatto in mano a fazioni rivali che si contendono il controllo del territorio. Prima del rapimento di oggi associazioni professionali e di imprenditori a Port-au-Prince avevano convocato uno sciopero a oltranza, a partire da lunedì, per protestare contro il crescente clima di insicurezza. E molti haitiani, ha riportato il New York Times, vedrebbero di buon occhio un intervento militare americano, una strada che però il presidente Joe Biden non sembra voler percorrere. Nei primi tre trimestri del 2021 si sono registrati centinaia di rapimenti: almeno 328 secondo alcune fonti, oltre 600, secondo altre. (…)
(Avvenire Redazione Internet lunedì 18 ottobre 2021)

USA - In un anno, cento atti vandalici contro siti cattolici

Tra maggio 2020 ed ottobre 2021, si sono verificati 100 episodi di vandalismo contro luoghi cattolici in tutti gli Stati Uniti. A rivelarlo, un monitoraggio del Comitato episcopale nazionale per la libertà religiosa
Graffiti a tema satanico e parole di odio: è questo l’atto vandalico numero cento che si è verificato negli Stati Uniti lo scorso 10 ottobre. Bersaglio dell’attacco, la Basilica Cattedrale dell’Immacolata Concezione di Denver, in Colorado. Il dato emerge dal rapporto elaborato dal Comitato per la libertà religiosa della Conferenza episcopale nazionale (Usccb) e riflette un’analisi condotta su un arco temporale di poco più di un anno: da maggio 2020 ad ottobre 2021. “Questi atti di vandalismo – scrivono in una nota il cardinale Timothy M. Dolan e monsignor Paul S. Coakley, presidenti rispettivamente dei Comitati episcopali per la libertà religiosa e per la giustizia interna e lo sviluppo umano – hanno spaziato dal tragico all’osceno, dall’evidente all’inspiegabile. C’è ancora molto che non conosciamo di questo fenomeno; tuttavia, esso sottolinea che la nostra società ha un gran bisogno della grazia di Dio”.

Porre fine a questi episodi distruttivi
Incoraggiando, poi, “in tutti i casi”, “la preghiera ed il perdono” per i colpevoli di tali gesti, i presuli ribadiscono: “Se il motivo di questi atti è stato il voler punire una qualche nostra colpa passata, allora dobbiamo riconciliarci. Se, invece, l’incomprensione dei nostri insegnamenti ha causato rabbia nei nostri confronti, allora dobbiamo offrire chiarezza”. In ogni caso, però, “questi episodi distruttivi devono finire”, perché “non è questo il modo”. I vescovi Usa chiedono, dunque, ai “funzionari eletti” di “farsi avanti e di condannare questi attacchi” e, al contempo, ringraziano le forze dell’ordine per “aver indagato su questi incidenti ed aver preso le misure adeguate per prevenire ulteriori danni”.

Non reati contro la proprietà, ma veri e propri atti di odio
I vescovi, inoltre, si appellano “ai membri della comunità” per invocare il loro aiuto, perché “non si tratta di semplici reati contro la proprietà – spiegano – bensì del degrado delle rappresentazioni visibili della nostra fede cattolica”. “Questi sono atti di odio”, concludono i presuli. La nota episcopale ricorda, infine, due iniziative: il progetto “Beauty Heals – La bellezza salva”, promosso dal Comitato episcopale per la libertà religiosa e che, in risposta alla distruzione di statue cattoliche, presenta video esplicativi sull’arte sacra, curati da varie diocesi. E poi la richiesta, presentata sempre dallo stesso Comitato, di aumentare da 180 a 360 milioni di dollari i finanziamenti per l’anno fiscale 2022 destinati al programma di sovvenzioni per la sicurezza delle organizzazioni no profit, gestito dal Dipartimento della sicurezza nazionale.

I casi più eclatanti
Da ricordare che già a luglio 2020 l’Usccb aveva levato la sua voce contro i continui atti vandalici a danno della Chiesa cattolica: l’episodio più eclatante era avvenuto a giugno dello scorso anno, quando la statua di San Junípero Serra eretta a San Francisco era stata abbattuta, sull’onda delle proteste anti-razziste scatenatesi in seguito alla morte dell’afroamericano George Floyd, deceduto dopo l’arresto da parte di un poliziotto bianco. Ma non solo: il 18 luglio successivo, nella chiesa di “Nostra Signora dell’Assunzione” di Bloomingburg, a New York, era stato abbattuto un monumento ai bambini mai nati, istoriato con alcuni versetti del profeta Isaia. In precedenza, ai primi di luglio, il crocefisso della parrocchia di Santa Bernadette di Rockford, in Illinois, era stato distrutto a colpi di martello e nello stesso periodo una statua della Vergine Maria era stata decapitata a Gary, nell’Indiana. A metà luglio, inoltre, in un resort sciistico del Montana, una statua di Cristo era stata imbrattata con vernice marrone e coperta di striscioni con la scritta “Ribellatevi”. Grave, poi, l’incendio scatenatosi nella chiesa della “Missione di San Gabriele” a Los Angeles, tra le più antiche degli Stati Uniti, fondata nel 1771 da San Junípero Serra.
(Isabella Piro – Città del Vaticano RV 2021 10 19)

INDIA - Karnataka, canti indù in una chiesa contro le ‘conversioni’

Nuova provocazione dei movimenti della destra nazionalista nella Bairidevarkoppa Church. Arrestato il leader che guidava la preghiera domenicale della comunità pentecostale.

I canti religiosi indù proclamati provocatoriamente dentro una chiesa per minacciare i fedeli. Nello Stato del Karnataka ha preso anche questa nuova forma l’ondata di intolleranza contro i cristiani che ormai si ripete ogni domenica.
Nel distretto di Hubbali domenica 17 ottobre attivisti del Bajrang Dal e del Vishwa Hindu Parishad (due organizzazioni nazionaliste indu ndr) hanno fatto irruzione nella Bairidevarkoppa Church, una chiesa improvvisata di una piccola comunità pentecostale, cantando i bhajans cioè delle preghiere indù. Hanno motivato il gesto sostenendo che in quella chiesa sarebbero state compiute conversioni forzate.
Un video dell’incidente mostra alcune decine di persone sedute mentre cantano inni con le mani alzate in preghiera sopra la testa. Il pastore Somu Avaradhi e alcuni altri compagni raccontano anche di essere stati attaccati quando hanno cercato di interrompere la provocazione: sono stati medicati in ospedale per ferite lievi. Nel frattempo Somu, il leader della comunità, è stato anche arrestato dalla polizia locale sulla base di una denuncia presentata da un certo Vishvanath, che sostiene di essere stato condotto nella chiesa con l’intenzione di operare una conversione.
Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), commenta ad AsiaNews questo nuovo episodio di violenza: “Cantare i bhajans in una chiesa offende i nostri sentimenti religiosi. La crescita di questi episodi è sempre più allarmante: i vigilantes della destra nazionalista sorvegliano le comunità cristiane pentecostali e la pandemia e il lockdown sono stati utilizzati per comprimere ancora di più l’esercizio della libertà religiosa che sarebbe costituzionalmente garantita in India”. (di Nirmala Carvalho AsiaNews 2021 10 18)

INDIA - L’Arcivescovo di Bangalore: “No” all’indagine e alla profilazione dei missionari cristiani

Le Chiese cristiane si oppone alla mossa del governo dello stato indiano del Karnataka di svolgere una apposita indagine e profilazione dei missionari e del personale ecclesiastico cristiano. Lo ha riferito a Fides Mons. Peter Machado, Arcivescovo di Bangalore, capitale del vasto stato dell’India meridionale. Il 13 ottobre, l’organismo governativo “Backward Classes and Minorities Welfare”, che si occupa della promozione e dello sviluppo dei gruppi più svantaggiati, ha ordinato un’indagine sul personale delle Chiese cristiane che operano nel Karnataka. I cristiani non ne vedono la ragione e temono secondi fini.
“Perché il governo è interessato a una indagine sul personale religioso e sui luoghi di culto solo della comunità cristiana?” chiede Mons. Machado. “Consideriamo questo esercizio futile, non necessario e pericoloso” ha detto. “Nulla di buono ne verrà fuori. Infatti, sullo sfondo dello spauracchio delle presunte conversioni forzate e dei sentimenti antireligiosi che stanno montando, è pericoloso fare tali sondaggi. I nostri luoghi di culto comunitari, così come i parroci, i Pastori e le suore, saranno identificati e potrebbero essere presi di mira. Abbiamo già sentito di incidenti sporadici nel nord e nel Karnataka”, afferma in una dichiarazione inviata a Fides.
“I missionari lavorano per il bene di tutti nello stato. Il governo e tutti gli altri lo sanno bene. Nessuno vive o opera nel nascondimento. Le opere sono alla luce del sole. Non comprendiamo lo scopo di tale profilazione religiosa dei soli cristiani e delle loro istituzioni”, spiega il Presule. E aggiunge: “Il governo può contare le istituzioni educative e i centri sanitari gestiti da missionari cristiani. Ciò darà una giusta idea del servizio reso dalla comunità cristiana alla società”
Il sondaggio sui missionari è visto come parte di un piano promosso dal partito pro-indù Bharatiya Janata Party (BJP) che governa lo stato, al fine di implementare un’agenda politica pro-indù che prende di mira e marginalizza cristiani e musulmani, che sono minoranze religiose in India.
I leader cristiani ricordano che i fedeli in Karnataka stanno affrontando violenze mirate e persecuzioni. In alcuni casi si segnalano violente interruzioni dei servizi di preghiera e demolizioni di case di cristiani. Tali attacchi sono compiuti da gruppi radicali indù che restano impuniti avendo l’appoggio del governo e delle forze di polizia.
(SD-PA) (Agenzia Fides 19/10/2021)

MYANMAR - Due chiese colpite dall’esercito negli stati Chin e Kayah

Nei pressi di Falam data alle fiamme per ritorsione una chiesa battista insieme alle case di un villaggio. A Phruso colpi di artiglieria contro la parrocchia dell’Immacolata Concezione: è la quinta chiesa della diocesi di Loikaw a subire la stessa sorte in pochi mesi.

Chiese ancora nel mirino dell’esercito in due diversi episodi in Myanmar. Nello Stato Chin - la regione orientale dove imperversa ormai da mesi la guerra tra le milizie etniche locali e la giunta militare - una chiesa battista è stata completamente distrutta insieme ad alcune abitazioni nel villaggio di Rialti, a poche miglia dalla città di Falam.

Secondo quanto riferito da un testimone a Radio Free Asia si sarebbe trattato di una rappresaglia, dopo che mercoledì 13 un convoglio dell’esercito era stato assalito in un’imboscata dalle milizie chin. Quando gli abitanti hanno visto arrivare i militari sarebbero fuggiti nella foresta, da dove avrebbero visto bruciare le loro case e la chiesa.

Nella stessa giornata anche nello Stato Kayah, nella parte occidentale del Paese, è stata colpita da colpi di artiglieria dell’esercito. Si tratta della chiesa cattolica dell’Immacolata Concezione nella città di Phruso, che si trova nella diocesi di Loikaw. I colpi hanno provocato dei danni al tetto e al resto della struttura, costruita appena quattro anni fa. Non vi sono stati invece conseguenze per le persone. Secondo quando riferito a Radio Veritas da padre Wilbert Mireh, un gesuita locale, i militari volevano deliberatamente colpire la chiesa, non essendovi alcun altro edificio intorno. Si tratta della quinta chiesa della diocesi di Loikaw presa di mira dai colpi d’artiglieria dell’esercito da quando è cominciata la repressione dopo il golpe del 1° febbraio.
(AsiaNews 15/10/2021)

Assolutamente da segnalare il lavoro del giornalista Giulio Meotti https://meotti.substack.com/
segnala costantemente notizie totalmente censurate dai media

Assassinio di un parlamentare cattolico in chiesa

Cattolico e brexiteer, l’inglese David Amess paga con la vita per la nostra codardia. I media vili che vedono ovunque fascisti e islamofobi e coprono a dovere le tracce degli islamisti. Cattolico e brexiteer, l’inglese David Amess paga con la vita per la nostra codardia.

Giulio Meotti

Chiesa metodista di Belfairs, Leigh-on-Sea, Inghilterra. Una delle sedi abituali di Sir David Amess per incontrare l’elettorato. Ieri pomeriggio il parlamento conservatore era fuori dalla chiesa a chiacchierare con gli elettori e salutare i passanti. Un cartello all’ingresso proclamava: “Tutti sono i benvenuti qui”. Quando Amess è già disponibile, gli elettori erano ad aspettarlo. C’era anche il terrorista inglese di origine somala adesso in custodia della polizia. Si è avvicinato ad Amess e lo ha pugnalato 17 volte, uccidendolo. Poi l’islamista si è seduto e ha aspettato l’arrivo della polizia, che ha definito l’assassinio un attacco terroristico.
David Amess era uno dei parlamentari più longevi dei Tory, eletto per la prima volta sotto Margaret Thatcher nel 1983 (era il suo “uomo nell’Essex”), cattolico devoto, padre di cinque figli, euroscettico, brexiteer, pro-life, membro degli amici conservatori per Israele.
Non è certo casuale l’uccisione di Sir Amess in una chiesa. Come padre Jacques Hamel in Normandia, che racconta La Vie il suo assassino aveva ricevuto un ordine: “Vai in chiesa e taglia due tre teste”. Come la strage alla basilica di Nizza, il fallito attentato alla cattedrale di Notre-Dame a Parigi, l’attacco al mercatino di Natale a Strasburgo e un piano terroristico contro le chiese di Villejuif, solo per citarne alcuni.
Come siamo arrivati a questa tragedia? Con la codardia.
In generale, con la codardia dei media e della classe politica che vedono ovunque fascisti e islamofobi e comprendendo a dovere le tracce degli islamisti. Giorni fa, un convertito all’Islam ha ucciso cinque persone in Norvegia. La notizia è stata rapidamente occultata. Ah se avesse avuto una svastica tatuata sul braccio…
In particolare, con la codardia dell’Inghilterra sul fondamentalismo islamico, che ha preso sul serio la profezia di Winston Churchill sull’ appeaser, “uno che dà da mangiare a un coccodrillo perché spera che questo lo mangi per ultimo”.
La codardia dell’establishment che ha spinto a chiudere gli occhi sulle 85 corti della sharia perfettamente legali nel Regno Unito.
La codardia dell’establishment che ha spinto a non vedere che la metà delle moschee britanniche è sotto il controllo del movimento islamico dei Talebani (i Deobandi gestiscono 738 delle 1.600 moschee britanniche).
La codardia dell’establishment che ha spinto il Regno Unito a rifiutare l’asilo ad Asia Bibi perché potesse potere mettere in pericolo “sollevazioni violente sulmana” da parte della popolazione mu inglese e mettere in pericolo le ambasciate nei paesi islamici.
La codardia dell’establishment che ha spinto l’artista Grayson Perry ad autocensurarsi “per non fare la fine di Theo van Gogh”, il regista olandese assassinato per aver girato un film sulla donna nell’Islam. (…)

L’Europa isterica sui simboli cristiani s’inchina all’Islam
Dalle infermiere costrette a dimettersi per una croce ai santi cancellati dall’euro. Ma in Germania i laiconi convertono il paesaggio consentendo la preghiera del muezzin, neanche fossimo alla Mecca.

Giulio Meotti

Un’infermiera cristiana del servizio sanitario inglese è stata costretta a lasciare il lavoro per aver indossato una collanina con una croce, “pericolosa” secondo i suoi capi perché “potrebbe ospitare particelle infettive”. Mary Onuoha, 61 anni originaria della Nigeria, si è detta “discriminata” per la sua religione, dopo che le è stato ordinato di rimuovere la piccola croce d’oro che ha indossato per 40 anni. Ora sta intentando causa contro il Croydon Health Services NHS Trust, il suo datore di lavoro per 18 anni (un’altra infermiera che portava la croce ha già persouna causa similitudine). In aula, Onuoha ha affermato che ad altri membri del personale dell’ospedale di Londra era permesso indossare turbanti e hijab e che solo la sua croce è stata soggetta a sanzioni specifiche. Ma siamo nella città di Saddiq Khan, il sindaco musulmano che tinge di viola la colonna di Trafalgar Square per festeggiare la sua fine del Ramadan ei famosi autobus pubblici rossi e due piani possono tranquillamente girare con la pubblicità “Allah è grande”. In Inghilterra ci sono ospedali che hanno iniziato a mettere a disposizione delle infermiere musulmane hijab usa e getta. The Critic si domanda: i dipendenti cristiani non dovrebbero avere gli stessi diritti degli altri? Ma siamo in un paese dove le croci vengonorimosse dai loghi delle scuole perché “offensive”, ma insegnanti accusati di “islamofobia” devono nascondersi ed essere protetti dalla polizia.

Nel Regno Unito, Nadia Eweida è stata stata licenziata dalla British Airways solo perché portava visibilmente al collo una catenina con il crocifisso (ma i simboli islamici vanno benissimo).

È l’Europa tutta isterica con i simboli cristiani ma che si inchina all’Islam.

La Nrk, la televisione pubblica norvegese, non si fa problemi a trasmettere ogni anno in diretta la preghiera islamica dell’Eid, a chiusura del Ramadan, dal centro islamico di Oslo. Ma non ha accettato il décolleté di Siv Kristin Saellmann, uno dei volti più noti della rete, censurata per aver indossato una catenina d’oro con un piccolo crocifisso di due centimetri. Il direttore, Anders Sårheim, le aveva comunicato il “rimprovero” dell’emittente, dopo che migliaia di utenti musulmani e laici avevano protestato per tanta esibizione di cristianità. L’accusa? “Offende l’islam e non garanzie l’imparzialità della televisione pubblica”. Saellmann aveva replicato che non sorgere problemi nell’esibizione di quel semplice monile, visto che ad altri dipendenti pubblici viene utilizzato di indossare l’hijab. Alla fine la tv pubblica norvegese ha vietato alla conduttrice di presentarsi in trasmissione con quella croce. Pena, il licenziamento. Nel 2006 una nota giornalista della Bbc, Fiona Bruce, era stata “esaminata” dai suoi dirigenti perché anche lei indossava un pendente a forma di croce.

L’emittente radiofonica pubblica francese France Inter ha rifiutato una campagna pubblicitaria dell’Oeuvre d’Orient, che si batte per i cristiani perseguitati. La radio aveva chiesto che ricevuto una sola parola: “cristiano”. La frase “au profit des chrétiens d’Orient”, ovvero gli introiti potrebbero andati ai cristiani d’Oriente, doveva sparire ei cartelloni ristampati.

In Andalusia, le autorità spagnole hanno appena compiuto cristiani un ripulisti dei simboli, mentre in Catalogna si inseriva lo studio della religione islamica nelle scuole.

La Commissione Europea ha ordinato alla Slovacchia di ridisegnare le sue monete commemorative elimina i santi bizantini Cirillo e Metodio, evocando la “diversità religiosa” e le lamentele di paesi che utilizzato quelle monete. E nelle 70.000 parole della Costituzione europea i costituenti non sono riusciti a citare una sola volta il cristianesimo. Strani questi laiconi. Ieri le autorità della terza città tedesca, Colonia, hanno deciso che il canto del muezzin con gli altoparlanti va benissimo. E ha ragione il saggista Mathieu Bock-Côté quando alla tv francese dice che è “la conversione forzata delle società europee”.

Due giorni fa, il vescovo nigeriano Wilfred Anagbe, parlando ad Aid to the Church in Need International, ha detto che è in corso “l’islamizzazione del mio paese”. Siamo dentro una tragedia ironica per cui una infermiera si deve battere per portare in Europa gli stessi innocui simboli dei martiri nigeriani.

Laicità e diversità fanno ormai rima con Allah…