2021 09 08 “Un aereo solo per 173 cani e gatti. Perché neanche uno per i cristiani perseguitati?”

MESSICO - Ucciso un sacerdote IRAN - Cristiani condannati a 5 anni di carcere per apostasia ITALIA - Reggio Emilia. Profanata una chiesa, distrutti tabernacolo e statue MYANMAR - Militari dell’esercito birmano occupano e profanano due chiese INDIA - False accuse di conversioni, altri due episodi di violenze contro i cristiani

MEOTTI: “Un aereo solo per 173 cani e gatti. Perché neanche uno per i cristiani perseguitati?”
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Cristiani perseguitati. Memoria e preghiera"

MESSICO - Ucciso un sacerdote nello stato di Morelos

Il corpo senza vita del sacerdote messicano don José Guadalupe Popoca è stato ritrovato la mattina del 31 agosto all’interno della parrocchia di San Nicolás de Bari, nella città di Galeana, municipio di Zacatepec, nello stato di Morelos. Secondo le prime informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il parroco è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco alla testa. Don José Guadalupe era nato a Jiutepec, Morelos, il 12 dicembre 1977, ed era stato ordinato sacerdote il 15 agosto 2007. Ha svolto il ministero sacerdotale in diverse parrocchie della diocesi di Cuernavaca, dedicandosi in particolare ai giovani.
Secondo il Sistema nazionale di pubblica sicurezza, tra gennaio e luglio 2021 nello stato di Morelos ci sono stati 769 omicidi e 10 rapimenti. Secondo il Mexico Peace Index 2021, Morelos è il nono stato più violento dei 32 stati messicani. (SL) (Agenzia Fides 1/09/2021)
(Fides 03/09/2021)

IRAN - Cristiani iraniani condannati a 5 anni di carcere per apostasia

Le autorità iraniane della cittadina di Karaj hanno condannato a cinque anni di prigione, ridotti poi a tre in appello con pena sospesa ma obbligo di firma, tre cristiani convertiti con l’accusa di “propaganda” contro lo Stato per aver abbandonato l’islam. Il verdetto risale al 22 agosto scorso ma solo in questi giorni è emersa la notizia; secondo quanto riferisce l’ong attivista Article18, con sede a Londra e in prima fila nella denuncia di violazioni alla libertà religiosa nella Repubblica islamica, i tre converti sono Milad Goudarzi, Ameen Khaki e Alireza Nourmohammadi.
Fra i capi di imputazione che hanno portato alla sentenza di condanna ci sono “aver diffuso una falsa propaganda” contro lo Stato e “attività educative deviate in contrapposizione all’islam”, in altre parole professare una fede diversa da quella musulmana. Il verdetto di primo grado ha comminato a ciascuno anche circa 1.500 dollari di multa.
I giudici hanno poi concesso la libertà su cauzione, dietro il pagamento di quasi 9mila dollari. Essi dovranno presentarsi almeno una volta a settimana nella caserma di polizia, con obbligo di firma per i prossimi sei mesi. Nel novembre 2020 le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nelle loro case e confiscato numerosi oggetti personali, fra i quali computer, telefoni cellulare e libri religiosi. Al termine del processo gli inquirenti hanno restituito gli effetti personali, ma i volumi sacri (cristiani) sono rimasti sotto sequestro giudiziario.

Secondo la legge iraniana, l’evangelizzazione, l’opera missionaria e la conversione al cristianesimo possono essere un crimine passibile di carcere fino a 10 anni. La distribuzione di letteratura cristiana in persiano è illegale. In via ufficiale non esiste il reato di apostasia nel codice penale (abolito nel 1994) e l’ultima esecuzione per questo reato risale al 1990. Tuttavia, i giudici possono ancora condannare un imputato per aver abbandonato l’islam basando il proprio giudizio su fatwa (gli editti religiosi degli esperti di legge islamica).
(Asia News 2021 09 03)

ITALIA - Reggio Emilia. Profanata una chiesa, distrutti tabernacolo e statue

Il tabernacolo forzato e fatto a pezzi, con la dispersione a terra dei vasi sacri e delle specie eucaristiche e la distruzione di altre suppellettili liturgiche, una statua di Maria decollata, muri imbrattati, arredi devastati. È la profanazione accaduta, presumibilmente nella notte tra domenica 29 e lunedì 30 agosto, nella chiesa campestre di Ca’ de Caroli in Scandiano (Reggio Emilia), anche se il luogo non è dotato dell’impianto di videosorveglianza ed è frequentato solo alcuni giorni la settimana, sicché il sacrilegio è stato scoperto solo alcuni giorni dopo. I vandalismi hanno colpito dapprima i locali parrocchiali, da cui è partita l’effrazione, poi la chiesa e la sagrestia, dove gli ignoti responsabili hanno anche bivaccato. Un vile sfregio al sentimento religioso di tanti. Pronta la reazione della Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla, che ha parlato di cieca violenza. Il vescovo Massimo Camisasca, appena informato degli atti sacrileghi, ha espresso profondo rammarico e invitato i sacerdoti e i fedeli della Diocesi a stringersi idealmente intorno alla comunità di Ca’ de Caroli e al suo parroco, don Quirino Bertoldi, elevando preghiere per la riparazione e per il pentimento degli autori, rammentando come la profanazione, dal punto di vista canonico, comporti automaticamente la scomunica per quanti hanno compiuto tali insani gesti. Il pastore della diocesi emliana ha annunciato la sua visita nella chiesa di Ca’ de Caroli per guidare domenica 5 settembre alle 16.30 la preghiera di riparazione e presiedere la santa Messa alle 17, l’unica celebrazione eucaristica festiva per le comunità di Ca’ de Caroli e Ventoso; l’edificio di culto verrà riaperto in occasione di questa liturgia.
Pare potersi escludere il movente del furto – nulla risulta sottratto – mentre, considerato il brutale accanimento, è più probabile che si tratti di un’azione deliberata contro la Chiesa.
(Avvenire - Edoardo Tincani, sabato 4 settembre 2021)

MYANMAR - Militari dell’esercito birmano occupano e profanano due chiese

L’esercito birmano ha requisito e profanato due chiese, la chiesa cattolica di San Giovanni e una chiesa battista, nel villaggio di Chat, nel comune di Mindat, nello stato birmano di Chin, nel Myanmar occidentale. Come confermano all’Agenzia Fides fonti ecclesiali nella diocesi di Hakha, dove si trova Mindat, l’assalto è avvenuto il 31 agosto 2021. I militari del Myanmar hanno sequestrato gli edifici di culto e creato un loro quartier generale all’interno delle due chiese.
Il parroco cattolico della chiesa di san Giovanni, padre John Aung, scacciato, esprime a Fides tutto il suo sdegno: “E’ esecrabile. I militari hanno requisito la chiesa per loro uso. Hanno aperto il tabernacolo, hanno preso le ostie consacrate e le hanno buttate a terra, calpestando e saccheggiando. Hanno distrutto tutti gli armadi chiusi a chiave. L’esercito dovrebbe rispettare gli edifici religiosi e non dovrebbe toccare nulla all’interno delle chiese. Condanniamo l’aggressione e la violenza gratuita e la profanazione della nostra chiesa, con la palese violazione della libertà di culto”. Nel villaggio di Chat ci sono 68 case, 42 delle quali sono di famiglie cattoliche. Tutta la parrocchia abbraccia 20 villaggi dell’area. All’arrivo dei militari, che nell’area si sono scontrati con alcuni militanti delle forze di resistenza locali, il parroco è fuggito nella foresta con gli abitanti del villaggio.
Riferisce Shane Aung Maung, uno dei fedeli cristiani battisti del villaggio: “I soldati hanno distrutto le nostre bibbie, gli arredi sacri, i generatori elettrici e l’amplificatore dei suoni. Bevono alcolici all’interno dell’edificio della chiesa. Macellano il bestiame e cucinano carne nella chiesa”. “Tatmadaw (l’esercito regolare birmano, ndr) sta destabilizzando il Paese, colpendo persone e proprietà delle Chiese cristiane, uccidendo civili disarmati e pacifici e bruciando villaggi e case. Siamo davvero sconcertati”, aggiunge.
Commenta a Fides il sacerdote cattolico locale p. David Hmun: “Siamo scioccati. È davvero impensabile. I militari del Myanmar non sono più un esercito popolare ma diventano così un gruppo militante terrorista, che compie violenza sul popolo, sui civili innocenti”.
(Agenzia Fides 1/9/2021)

INDIA - False accuse di conversioni, altri due episodi di violenze contro i cristiani

Un’altra domenica di violenza contro le comunità cristiane si è consumata ieri in India. Un pastore pentecostale di una chiesa indipendente indiana è stato arrestato nello Stato del Madhya Pradesh mentre stava presiedendo la liturgia domenicale della sua comunità. Il nuovo episodio di intolleranza contro i cristiani è avvenuto ai danni del pastore Amar Singh nel distretto di Satna, nella città di Amarpatan.
Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians, racconta ad AsiaNews: “Stava guidando la preghiera con circa 30 fedeli della sua chiesa. Senza alcuna provocazione un gruppo di estremisti di destra ha fatto irruzione, interrompendo la preghiera, avanzando false accuse di conversione e impaurendo i fedeli. Poi hanno condotto il pastore Singh alla stazione di polizia”.

“Siamo allarmati - continua George - per l’impennata di arresti nel Madhya Pradesh sulla base della nuova versione della legge anti-conversioni. Non c’è stata nessuna attività di conversioni forzate da parte del pastore Singh; queste persone sono state semplicemente attratte dall’ascolto della parola di Dio. Perché un diritto umano fondamentale come la libertà di religione continua a essere negato in un Paese laico come l’India?”.
Sempre ieri in un episodio separato un altro pastore è stato picchiato in una stazione di polizia nello Stato del Chhattisgarh. L’assalto è avvenuto nel distretto di Raipur, dove una folla di estremisti indù ha accusato il leader della comunità cristiana di conversioni ottenute in maniera fraudolenta. Un episodio simile era accaduto la scorsa settimana del distretto di Kabirdham, sempre nello Stato del Chhattisgarh.
(Asia News 06/09/2021 di Nirmala Carvalho)

Assolutamente da segnalare il lavoro del giornalista Giulio Meotti https://meotti.substack.com/
segnala costantemente notizie totalmente censurate dai media

“Un aereo solo per 173 cani e gatti. Perché neanche uno per i cristiani perseguitati?”
Intervista al vescovo inglese-pakistano Michael Nazir-Ali, amico di Benedetto XVI. Londra: “Non potevamo lasciare gli animali ai Talebani”. Ma che uccidano i cristiani come animali?

Giulio Meotti

Quando venne ucciso un gorilla in uno zoo di Cincinnati, il fatto ha suscitato più copertura mediatica della decapitazione di 21 cristiani su una spiaggia in Libia avvenuta in quei giorni per mano dell’Isis. ABC, CBS e NBC dedicarono sei volte più servizi alla morte del gorilla che a quella dei cristiani. “Il mondo preferisce preoccuparsi dei panda piuttosto che di noi”, ha detto Nicodemus Daoud Sharaf, arcivescovo siro-ortodosso di Mosul. E anche il celebre scrittore franco-libanese Amin Maalouf ha scritto che “le minacce ai panda provocano più emozioni” della morte dei cristiani.

Paragone retorico per denunciare l’indifferenza sui cristiani? Sì, ma il disastro afghano ha dimostrato che può anche diventare realtà.

“Amo gli animali, ma è sorprendente che sia stato organizzato un trasporto aereo ad hoc per portare fuori dall’Afghanistan alcuni cani e gatti di Kabul e che i cristiani siano stati trascurati dal governo, anche se devono affrontare i pericoli più estremi sotto il dominio dei Talebani”. Lo scrive oggi sul Telegraph l’ex arcivescovo di Canterbury, George Carey. Barnabas Fund, il celebre ente di beneficenza di cui Carey è patrono, intanto “lottava per ottenere un’audizione dal governo sui cristiani”. Carey aveva già scritto che i funzionari inglesi sono “istituzionalmente prevenuti” contro i cristiani, mostrando una “fobia politicamente corretta di evitare qualsiasi rischio di essere percepiti come anti musulmani”.

Il segretario alla Difesa britannico, Ben Wallace, ha detto che le evacuazioni da Kabul sono state “complicate” da quella pretesa da un ex soldato, Paul Farthing, per portare via da Kabul 173 cani e gatti, l’”operazione Arca” con una raccolta fondi di 420mila euro e un charter da Kabul in loro soccorso. Il capo della Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, il conservatore Tom Tugendhat che è anche un veterano dell’Afghanistan, ha commentato: “Abbiamo usato parecchio personale militare per portare in salvo 200 animali, mentre la famiglia del mio interprete sarà probabilmente uccisa”. Non è solo questo. Riporta la Catholic News Agency che i cristiani afghani disperati venivano intanto respinti all’aeroporto di Kabul. Perché si poteva organizzare una missione di salvataggio per cani e gatti, ma non per i cristiani?

Il Sunday Times ha riportato un audio in cui Farthing minaccia Peter Quentin, consigliere del ministro della Difesa: “Dovete portare i miei animali fuori dall’Afghanistan. Hai tempo fino a domattina poi sarò su Sky News e farò il tuo nome. Ti distruggerò sui social media”. Chi ha mai fatto una simile minaccia per portare in salvo i cristiani? Farthing aveva detto di non poter lasciare che i Talebani “sparassero ai suoi animali”. Nobile sentimento. Ma può il governo lasciare che i Talebani sparino ai cristiani come fossero animali? Lo abbiamo sentito ieri nella newsletter cosa accade ai cristiani in Afghanistan dalla voce di Ali Ehsani.

Il punto è che l’abbandono dei cristiani perseguitati è un’abitudine inglese. Il Regno Unito, infatti, si è rifiutato di offrire asilo ad Asia Bibi per paura di rappresaglie e di accogliere i cristiani perseguitati in Siria se ne è guardato bene. Barnabas Fund ha denunciato che su 2.637 siriani raccomandati per il reinsediamento nel Regno Unito, solo 43 erano cristiani. Nel 2016 ancora meno: 27 cristiani…

Michael Nazir-Ali è stato il più giovane vescovo della storia della Chiesa d’Inghilterra. Nel 2002, quando Tony Blair fu chiamato a scegliere il successore di Lord Carey alla guida della Church of England, Nazir-Ali era uno dei favoriti, ma poi Downing Street gli preferì i toni più morbidi di Rowan Williams. Nazir-Ali, amico di Benedetto XVI, è marchiato come i cristiani afghani. E’ figlio di un musulmano convertito al cristianesimo, è stato pastore in Pakistan e poi in Inghilterra, dove Nazir-Ali ha avuto la scorta della polizia quando gli islamisti lo hanno minacciato di morte.

“Il paradosso del volo per gli animali e l’indifferenza per i cristiani perseguitati lo si vede anche con l’ambientalismo, ci preoccupiamo più per gli alberi che per gli esseri umani”, spiega Nazir-Ali raggiunto al telefono per la mia newsletter. “E’ una visione distorta della creazione, in cui è crollata la centralità della persona umana. C’è in generale un grande imbarazzo occidentale sulla persecuzione dei cristiani. Parliamo sempre dei musulmani perseguitati in Cina o in Birmania, o dei Bahai in Iran, ma pochissimo dei cristiani perseguitati in Cina, in Medio Oriente e in Africa. Eppure, l’80 per cento della persecuzione anticristiana avviene nel mondo islamico. In Occidente non siamo stati in grado nemmeno di inserire nella Costituzione Europea una semplice frase sulle ‘radici cristiane’. Ricordo la battaglia di Giovanni Paolo II. E c’è anche un senso di colpa coloniale mal riposto”. Che pagheremo, visto che Nazir-Ali ha messo in guardia sul Telegraph: “L’Islam radicale riempirà il vuoto del collasso della cristianità in Inghilterra”.

Eppure, non era impossibile per i paesi europei allestire voli ad hoc per portare in salvo i cristiani afghani. Ne ha fatto uno Glenn Beck, il giornalista americano che ha appena organizzato una missione di salvataggio da Kabul. Operazione simile è stata compiuta dall’organizzazione israeliana Shai Fund (qui la sezione del loro sito dedicata all’Afghanistan). La fondatrice, Charmaine Hedding, raccontata anche dal principale quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, ha detto: “I Talebani hanno già dichiarato cosa faranno ai cristiani. Sappiamo cosa faranno. Hanno inviato loro una lettera. Li cattureranno e li decapiteranno”.

Braccati e uccisi come animali. L’unica specie maltrattata che non scuote le coscienze.