2021 03 31 Mercoledì Santo: il tradimento di Giuda (cristiano a modo mio)

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Cosa ha spinto Giuda a vendere Gesù?
Le possibili risposte penetrano nell’infinito abisso dell’animo di ciascuno di noi.

L’impressionante numero di martiri dei nostri giorni ci aiuta a comprendere come si manifesta oggi la tentazione di tradire Gesù.

La maggioranza dei cristiani uccisi, discriminati, incarcerati, rapiti, costretti alla paura, al silenzio e a mille forme di discriminazione sono persone normali, semplici “fedeli”.
Basta ripercorrere le vicende “normali”, di coloro che erano usciti per andare a messa, per andare a scuola, per lavorare… Per questo, dal 2013, il mercoledì di ogni settimana cerchiamo almeno di ricordare qualche storia, qualche nome.

Sono storie di cristiani semplici proprio perché “fedeli”.

Oggi la persecuzione è contro il Corpo di Gesù nelle sue membra semplici, i “suoi”.

Oggi la tentazione si esprime nel voler essere cristiani seguendo le proprie personali convinzioni di quello che oggi Gesù direbbe, farebbe, approverebbe, condannerebbe… naturalmente secondo l’illuminato pensiero dominante.

Non semplici “fedeli” che, grazie ai Sacramenti, divengono parte del Suo Corpo che è la Chiesa, nella totalità della sua Missione di annuncio dell’unica e necessaria Salvezza in Gesù Risorto, Parola definitiva di Dio, accolto nella fedeltà alla Tradizione, al Magistero e alla Liturgia.

Si può tradire perché Gesù non corrisponde alle nostre idee, perché la Chiesa dovrebbe dire le nostre idee…
Come Giuda.

INDONESIA - Attacco suicida a una chiesa cattolica in Sulawesi

Due attentatori in motocicletta hanno cercato di entrare in chiesa ma sono stati fermati dalle guardie di sicurezza e sono morti nell'esplosione

Sdegno e paura nella comunità cattolica indonesiana, che si stringe intorno alla comunità di Makassar, nel Sud dell'isola di Sulawesi, colpita da un attentato suicida alla Cattedrale cattolica del Sacro Cuore di Gesù, avvenuto nella mattina di domenica 28 marzo, mentre i fedeli celebravano la messa per la Domenica della Palme. L'attentato è stato ricordato da Papa Francesco nell'Angelus del 28 marzo: "Preghiamo per tutte le vittime della violenza, in particolare per quelle dell’attentato avvenuto questa mattina in Indonesia, davanti alla Cattedrale di Makassar" ha detto il Papa.
Come comunicato dal parroco della Cattedrale, p. Wilhelmus Tulak, al momento dell'esplosione, avvenuta all'ingresso laterale della chiesa, era in corso la Celebrazione eucaristica mentre nella piazza si trovavano numerose persone. Due attentatori in motocicletta hanno cercato di entrare in chiesa ma sono stati fermati dalle guardie di sicurezza e sono morti nell'esplosione che ha fatto almeno 20 feriti, tuttora in ospedale, come riferisce a Fides p. Alfius Tandirassing, sacerdote dell'Arcidiocesi di Makassar e membro della Commissione per i giovani a Makassar. “Sacerdoti, religiosi e fedeli che erano in chiesa sono al sicuro. Finora non ci sono state vittime ad eccezione degli autori dell'attacco. Alcune persone sono state leggermente ferite” racconta.
La polizia, che ha avviato le indagini, ha reso noto che uno dei due attentatori suicidi era membro di un movimento radicale che sostiene lo Stato Islamico (IS) e ha effettuato precedenti attacchi alle chiese indonesiane e nelle Filippine. Secondo gli inquirenti, si tratta del gruppo "Jamaah Ansharut Daulah" (JAD), responsabile anche di attacchi a Jolo, nelle Filippine, nel 2019.
Nel 2018 furono colpite tre chiese a Surabaya East sono. Le chiese ricordano con amarezza gli attacchi a Natale del 2000 e in altri attentati nel 2004. L'Indonesia è un paese con 270 milioni di abitanti, 230 milioni dei quali sono musulmani. Ci sono 24 milioni di cristiani nel Paese e tra loro 7 milioni sono cattolici.
(ES-PA) (Agenzia Fides 29/3/2021)

INDIA - Suore aggredite su un treno in India. Gli indù: «Stavano evangelizzando»

Due religiose del Sacro Cuore e due novizie sono state affrontate da un gruppo di fondamentalisti che le accusava di fare proselitismo. L’intervento della polizia ha evitato il linciaggio

Intimidite, costrette a mostrare i propri documenti, fatte scendere da treno su cui si trovavano e poi prese in custodia dalla polizia fino a quando non sono riuscite a dimostrare la propria estraneità all’accusa di promuovere la conversione al cristianesimo. Infine autorizzate a ripartire dopo essersi tolte l’abito religioso per evitare ulteriori rischi. Una vicenda traumatica, quella vissuta la sera del 19 marzo da due suore della congregazione del Sacro Cuore in viaggio da Delhi a Roukela, nello Stato di Odisha (Orissa) di cui sono originarie le due novizie 19enni che stavano andando dalle famiglie per trascorrere la Pasqua.

Le religiose stavano attraversando lo Stato di Uttar Pradesh, guidato da un governo che qui come a livello nazionale è riferimento di gruppi i quali rivendicano un’India per i soli indù. Proprio all’ala studentesca di uno di questi, il Bhajrang Dal, appartenevano gli estremisti che sul vagone di terza classe hanno inizialmente accusato le due religiose di voler convertire contro la loro volontà le giovani che viaggiavano con loro e che, all’arrivo nella stazione di Jhansi, hanno attirato l’attenzione di una folla minacciosa. Centinaia di individui, dunque, hanno aggredito le quattro donne, spingendo la polizia ferroviaria a intervenire per evitare il peggio. Un atto persecutorio che ha sollevato un’ondata di sdegno e riacceso i timori per i risultati della campagna denigratoria dell’estremismo indù contro le presunte campagne di conversioni operate dai cristiani.
(…) (Avvenire, Stefano Vecchia giovedì 25 marzo 2021)

MESSICO - Ritrovato morto, con segni di violenza, il parroco di Cristo Rey a Dolores Hidalgo

È stato ritrovato morto padre Gumersindo Cortés González, per molti anni direttore della Casa degli Esercizi di Atotonilco e poi parroco dell'Asunción, nel quartiere Zapote, a Celaya (Messico). Attualmente era parroco della parrocchia Cristo Rey, a Dolores Hidalgo, Guanajuato. Come informa in una breve nota pervenuta a Fides la diocesi di Celaya, il sacerdote diocesano era nato il 13 gennaio 1957 ed era stato ordinato sacerdote a Celaya, Guanajuato, 38 anni fa, il 9 marzo 1983.
Il sacerdote era scomparso da sabato 27 marzo. Il giorno dopo la Procura dello Stato di Guanajuato ha segnalato il ritrovamento del cadavere vicino alla sua auto, nel territorio comunale di Dolores Hidalgo.
I resti mortali presentavano, secondo la polizia, segni di violenza e di colpi di arma da fuoco, elementi che portano a pensare ad un omicidio. La Procura sta indagando per risalire ai fatti e ai responsabili.
Padre Jesús Palacios Torres, portavoce della diocesi di Celaya, ha riferito alla stampa locale che l’omicidio è il primo di un sacerdote nella diocesi da più di 25 anni. Ha dichiarato inoltre che la Chiesa si rammarica per la morte violenta di cui è stato vittima il sacerdote, come della morte di tanti uomini, donne, casalinghe, commercianti, studenti e professionisti che anche loro hanno dovuto subire le conseguenze della violenza che si è scatenata nella zona.
La violenza in Messico è aumentata in quasi tutto il territorio, non solo in seguito alla lotta tra le bande per il controllo del traffico di droghe o altro, ma anche per i furti, i ricatti e la violenza che colpiscono con sempre maggiore frequenza le famiglie con uno stato economico medio.
(CE) (Agenzia Fides 30/03/2021)