2020 02 26 Il virus dell'odio anticristiano

PAKISTAN Assassinato in Pakistan attivista cristiano e feriti tre cristiani che volevano costruire una cappella BURKINA FASO - Ucciso un catechista nel nord del Paese.
Su 6 parrocchie della diocesi di Dori, 3 sono chiuse a causa del terrorismo NIGERIA - Liberato p. Oboh, il prete nigeriano rapito la scorsa settimana
Fonte:
CulturaCattolica.it
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PAKISTAN - Assassinato in Pakistan attivista cristiano
Akram Waqar Gill, è stato ritrovato in un canale

Il corpo di Akram Waqar Gill è stato ritrovato il 22 febbraio in un canale presso Pakpattan, nella provincia del Punjab, dove si era recato per visitare dei parenti.

Il 55enne era noto per l’impegno a tutela delle minoranze e per l’attività politica, sia a livello provinciale, sia nazionale. Sarebbe connesso a una contesa sulla terra il ferimento a colpi di arma da fuoco, ieri, dei muratori cristiani.
(vd notizia seguente)

Responsabile dell’aggressione finita con i colpi di pistola un gruppo di musulmani che - dicono fonti cristiane locali - reclama il controllo del villaggio di 150 famiglie dove vivono anche tra 120 e 150 battezzati.
(Stefano Vecchia martedì 25 febbraio 2020 Avvenire)

PAKISTAN - Feriti tre cristiani che volevano costruire una cappella

Tre uomini cristiani pakistani che stavano lavorando alla costruzione di una cappella a Sahiwal, nella provincia del Punjab pakistano, sono stati feriti in seguito ad una aggressione di persone che volevano fermare il progetto. Come appreso dall’Agenzia Fides, nei giorni scorsi i musulmani Muhammad Akram, Muhammad Liaqat, Aslam e i loro compagni hanno attaccato i cristiani, che avevano manifestato l’intenzione di costruire una piccola cappella, sulla loro terra, nel villaggio dove vivono, il “Chak 92-9L”, nel distretto di Sahiwal. Il villaggio è composto da 150 case, mentre la popolazione cristiana totale è di circa 120 fedeli. Gulzar Masih, uno dei cristiani locali, proprietario di un appezzamento di terra (con tanto di certificato legale di proprietà), intendeva erigere una semplice costruzione da adibire a cappella per il culto dei cristiani locali, attualmente costretti a percorrere diversi chilometri per recarsi in una chiesa. Muhammad Liaqat si è opposto alla costruzione della chiesa, contestando la proprietà di quella terra e contestando, inoltre, l’idea di avere una chiesa cristiana nel villaggio. Ne è sorto un litigio conclusosi con l’arrivo della polizia che ha fermato le persone coinvolte nella rissa: Gulzar e suo figlio, Liaqat e i suoi compagni, tutti successivamente rilasciati.
Lo stesso giorno Muhammad Liaqat con i suoi complici, questa volta equipaggiati con armi da fuoco e da taglio, hanno iniziato a demolire il muro di cinta che i cristiani avevano cominciato a costruire, per poi edificare la cappella. All’arrivo di Gulzar Masih e di altri fedeli, che volevano impedire la demolizione, gli aggressori hanno aperto il fuoco ferendo gravemente tre cristiani: Azeem, figlio di Gulzar, Sajjad e Razaq, tutti poi ricoverati all’ospedale civile di Sahiwal. La polizia ha nuovamente fermato alcuni sospetti ma intanto anche gli aggressori hanno sporto denuncia contro i cristiani, sostenendo di essere stati aggrediti.
Secondo l’Ong CLAAS (Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement) , che fornisce assistenza legale ai cristiani del villaggio, si tratta di “una patente violazione dei diritto al culto dei fedeli, e di un abuso compiuto da altri cittadini musulmani, che usano la violenza indiscriminata sulle minoranze religiose”. (PA) (Agenzia Fides 25/2/2020) .

BURKINA FASO - Ucciso un catechista nel nord del Paese.
Su 6 parrocchie della diocesi di Dori, 3 sono chiuse a causa del terrorismo

Non erano fedeli protestanti riuniti per pregare, come riportato in un primo momento, ma un gruppo di paesani di fedi diverse, le vittime dell’assalto jihadista commesso domenica 16 febbraio nel villaggio di Pansi, situato non lontano da Sebba, nella provincia di Yahgha, nel nord del Burkina Faso (vedi Fides 17/2/2020).
Lo precisano all’Agenzia Fides fonti della Chiesa in Burkina Faso, secondo le quali, tra le 24 persone uccise, uno era un catechista cattolico. Il catechista ucciso “era uno dei primi catechisti inviati in missione quando fu fondata la diocesi di Dori che corrisponde grosso modo alla parte del Sahel del Burkina Faso” riferiscono le fonti di Fides, che per motivi di sicurezza hanno chiesto l’anonimato.
Le nostre fonti sottolineano che “le notizie sugli attacchi jihadisti sono fortemente filtrate dal governo, ma ormai siamo a un paio di attacchi al giorno nel Sahel, con uno stillicidio di vittime”.
A seguito dell’attacco è stato deciso di chiudere anche la parrocchia di Sebba.

La diocesi di Dori ha un territorio enorme, i cattolici, sono circa il 2% della popolazione. Ci sono 6 parrocchie, delle quali 3 sono state chiuse a causa degli assalti dei jihadisti. Il clero è stato fatto convergere a Dori così come i catechisti titolari insieme alle loro famiglie.

Nel caso di Sebba si tratta di un centinaio di persone, con i familiari dei catechisti, che sono alloggiate presso le strutture della Cattedrale, che si aggiungono a quelle sfollate nei mesi scorsi dalle altre due parrocchie chiuse in precedenza. (L.M.) (Agenzia Fides 20/2/2020)

NIGERIA - Liberato p. Oboh, il prete nigeriano rapito la scorsa settimana

È stato liberato nella serata di ieri, 18 febbraio, P. Nicholas Oboh, il prete nigeriano rapito la scorsa settimana nella regione sud-occidentale della Nigeria (vedi Fides 15/2/2020). “Sono lieto di informarvi che il nostro sacerdote rapito giovedì scorso, P. Nicolas Oboh, ha riguadagnato la sua libertà” ha detto un portavoce della diocesi di Uromi in un messaggio trasmesso via WhatsApp il 18 febbraio. “È stato rilasciato stasera” ha detto il portavoce. “Molte grazie per le vostre preghiere”.
Il rapimento di p. Oboh è l’ultimo di una serie di rapimenti e uccisioni in Nigeria di cattolici e di appartenenti ad altre confessioni cristiane. All’inizio di questa settimana, nello Stato di Borno un gruppo di militanti islamisti ha assalito alcuni veicoli, dandoli alle fiamme, uccidendo 30 persone, tra cui una madre incinta e il suo bambino. L’attacco ha anche distrutto 18 veicoli pieni di scorte di cibo per la regione.
Ricordiamo inoltre i quattro seminaristi rapiti dal seminario maggiore del Buon Pastore di Kakau, nello Stato di Kaduna, nel nord-ovest della Nigeria, da uomini armati nella notte dell’8 gennaio (vedi Fides 13/1/2020). Il più giovane di questi, Michael Nnadi (18 anni), è stato ucciso mentre gli altri tre sono stati liberati (vedi Fides 3/2/2020), ma uno si trova in ospedale in condizioni critiche per le ferite subite. (L.M.) (Agenzia Fides 19/2/2020)