2019 10 23 Semen est sanguis martyrum

KENYA - Rapito e ucciso padre Michael Maingi Kyengo NIGER - Scuole vandalizzate nel villaggio dove è stato rapito p. Maccalli NICARAGUA - Non si arresta la campagna di odio contro la Chiesa
Fonte:
CulturaCattolica.it
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KENYA - Rapito e ucciso padre Michael Maingi Kyengo

Il corpo di p. Michael Maingi Kyengo, vice parroco di Thatha, nella diocesi Machakos, rapito l’8 ottobre, è stato trovato sepolto nei pressi delle rive del fiume Mashamba, a Makima, nella contea di Embu.
P. Kyengo, 43 anni, è stato visto per l’ultima volta l’8 ottobre. L’11 ottobre i familiari ne avevano denunciato la scomparsa alla polizia.
Gli investigatori sono riusciti a fermare un sospetto, che si era impossessato del cellulare, dell’automobile e della carta di credito del sacerdote scomparso. Messo alle strette l’uomo ha condotto la polizia sul luogo dove è stato trovato il corpo di p. Kyengo. L’assassino avrebbe strangolato e poi tagliato la gola al sacerdote.
Il giovane arrestato, Michael Muthini Mutunga, 25 anni, avrebbe avuto dei complici che sono al momento ricercati.
P. Kyengo era stato ordinato nel 2012 ed ha sempre prestato servizio presso la parrocchia di Thatha.
(L.M.) (Agenzia Fides 17/10/2019)

NIGER - Scuole vandalizzate nel villaggio dove è stato rapito p. Maccalli alla vigilia della Giornata Missionaria Mondiale

Nella sera di sabato 19 ottobre, vigilia della Giornata Missionaria, proprio dove hanno rapito P, Pierluigi Maccalli, oltre 13 mesi or sono, il villaggio di Bomoanga e quello adiacente di Kiki, hanno visto le loro scuole, entrambe in muratura, vandalizzate da presunti jihadisti” comunica da Niamey all’Agenzia Fides p. Mauro Armanino, missionario della SMA (Società delle Missioni Africane).
Secondo il sito ‘Actuniger’ gli attaccanti sono arrivati, come di consueto, con motociclette. “Le forze governative sembrano incapaci di fermare questa onda distruttiva. Pierluigi e la diocesi di Niamey erano stati coinvolti nel progetto per la costruzione di scuole tra cui una statale” afferma il missionario.
Questo fatto grave, perché colpisce direttamente i figli dei contadini, i più poveri oggi nel Paese, non fa che confermare l’instabilità della regione frontaliera col Burkina Faso. In questo Paese ai bambini cui viene impedito di usufruire del diritto all’educazione scolastica sono ormai migliaia” conclude p. Mauro. (L.M.) (Agenzia Fides 21/10/2019)

NICARAGUA - Non si arresta sui social network la campagna di odio contro la Chiesa

La Chiesa cattolica ha tre caratteristiche: una, santa, cattolica e apostolica, ma ne manca un’altra, che dovrebbe essere inserita nel Credo, quella di essere perseguitata. A ricordarlo, riportando l’osservazione di altri, è stato l’Arcivescovo di Managua e Presidente della Conferenza episcopale del Nicaragua, il Cardinale Leopoldo Brenes, dopo la Messa celebrata domenica 13 ottobre alla Scuola Cristo Rey, a Managua. Il commento è sorto nel contesto della ripresa degli attacchi contro la Chiesa, ad opera del partito al potere. Fides, come altre agenzie di informazione, hanno ricevuto diverse segnalazioni che sui social network sono stati diffusi messaggi di incitamento all’odio verso la Chiesa cattolica e i sacerdoti, con macabre rappresentazioni di manichini con la tonaca nera impiccati.
Il Cardinale Brenes ha comunque minimizzato questa campagna aggressiva, attribuendola a “ragazzi pigri, che non hanno nulla da fare” e che “cercano come distinguersi perché non hanno altro modo”. Ha tuttavia riconosciuto che la Chiesa in Nicaragua è costantemente sotto assedio, in modo più frequente dopo il 18 aprile 2018. dopo che i Vescovi, testimoni e mediatori nel dialogo nazionale, avevano proposto come via d’uscita dalla crisi socio-politica del paese l’uscita di scena di Daniel Ortega e di anticipare le elezioni. Elezioni che dovevano essere libere, pulite e con piene garanzie democratiche, come ha affermato più di un membro della Chiesa in questi mesi (vedi Fides 01/04/2019).
Padre Edwin Román, parroco della chiesa San Miguel a Masaya, parlando alla televisione (“100% Noticias”) ha detto che gli autori intellettuali degli attacchi contro i Vescovi e contro la Chiesa in Nicaragua hanno guadagnato “un gradino più alto” come protagonisti e promotori di questa campagna. “Il mondo deve sapere chi sono coloro che promuovono l’odio in Nicaragua, sono sempre gli stessi autori di tanti morti e devono essere fermati” ha ribadito.
Padre Edwin Román ha spiegato alla stampa che non si tratta solo di sacerdoti, ma di ogni buon cittadino che desidera la giustizia, la libertà e la democrazia per il Nicaragua: “è sufficiente alzare la voce per chiedere queste cose per essere segnalati come nemici del governo. Non c’è bisogno di provarlo, lo dimostra la quantità di fratelli che sono in esilio” ha sottolineato il parroco di Masaya.
Nel concludere il suo intervento, padre Edwin ha ricordato una realtà: “Le aggressioni che la Chiesa sta vivendo oggi superano le aggressioni di coloro che furono vittime negli anni ‘80 durante la guerra civile nel nostro paese. Negli anni ‘80 c’era la dittatura di Somoza contro le braccia alzate con le armi, questa invece è una dittatura contro un popolo disarmato”.
(CE) (Agenzia Fides, 17/10/2019)

NICARAGUA - Messe vietate nelle scuole, due insegnanti licenziati: la denuncia del Vescovo di Matagalpa

Il Vescovo di Matagalpa, Mons. Rolando Álvarez, ha denunciato che, attraverso il Ministero della Pubblica Istruzione, il regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo proibisce la celebrazione delle messe nelle scuole pubbliche del Nicaragua per gli alunni degli ultimi gradi, alla fine dell’anno scolastico, come avveniva sempre, e ha confermato il licenziamento di due insegnanti a Ciudad Darío per aver facilitare la partecipazione delle bande musicali scolastiche a manifestazioni religiose.
“Riguardo alle messe, in molte scuole adesso sono vietate, ma a decidere sono i genitori e gli studenti, sono loro che hanno l’ultima parola, e non i direttori delle scuole che le vietano” ha detto il Vescovo il 17 ottobre, durante un programma di riflessione e preghiera che conduce su “Canale cattolico”, una rete televisiva del Nicaragua.
“All’inizio non ci volevo credere, ma scopro che in molte parti del Nicaragua sta accadendo questo, e vorrei persino fare un serio apppello al Ministero della Pubblica Istruzione per riconsiderare questa situazione” ha insistito il Vescovo, secondo le notizie pervenute all’Agenzia Fides. “E’ una mancanza di rispetto verso gli studenti e la comunità scolastica, perché alla fine dell’anno vogliono ringraziare Dio per l’anno trascorso con una messa” ha ribadito, proseguendo: “Dico ancora di più, è una mancanza di rispetto per la libertà di culto”.
Quindi, sempre parlando all’emittente televisiva, ha aggiunto che questo non fa altro che creare ulteriore tensione fra studenti e governo. Poi ha concluso dicendo che “è veramente triste sapere che due insegnanti vengono licenziati per aver permesso alla banda musicale della scuola di suonare alla festa di San Michele arcangelo, come è accaduto a Ciudad Dario”.
La popolazione del Nicaragua è ancora in attesa di una trattativa internazionale per riprendere le proposte del Tavolo di Dialogo Nazionale. Nel frattempo non mancano le iniziative di solidarietà verso i prigionieri politici, che rimangono detenuti nelle caserme o nelle carceri in attesa del processo. Proprio ieri tante comunità in tutto il paese, in particolare a Managua e a Masaya, hanno organizzato una raccolta di viveri per i prigionieri politici, che ha avuto le parrocchie come centri di raccolta. La popolazione ha risposto con molta generosità, malgrado uomini della polizia presidiassero le parrocchie.
(CE) (Agenzia Fides, 19/10/2019)