2019 09 26 “Liberate Leah Sharibu”, la ragazza nelle mani di Boko Haram che si è rifiutata di abiurare la fede cristiana

NIGERIA - I Vescovi: “Liberate Leah Sharibu”, la ragazza nelle mani di Boko Haram che si è rifiutata di abiurare la fede cristiana NIGERIA - Prete morto per le conseguenze del rapimento NIGER - Insicurezza e confusione sulla sorte di padre Maccalli ARGENTINA - Spari contro la chiesa: messaggio intimidatorio dei narcos
Fonte:
CulturaCattolica.it
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NIGERIA - I Vescovi: “Liberate Leah Sharibu”, la ragazza nelle mani di Boko Haram che si è rifiutata di abiurare la fede cristiana

“Vediamo con nostro grande sgomento che le violenze da noi denunciate in passato continuano senza sosta” denunciano i Vescovi nigeriani in una dichiarazione pubblicata al termine della loro Seconda Assemblea Plenaria che si è tenuta a Sokoto dal 6 al 14 settembre.
“Osserviamo con profonda tristezza il modo in cui inermi nigeriani vengono brutalmente massacrati, a causa di divergenze religiose e politiche, dispute territoriali e altri motivi” afferma il documento giunto all’Agenzia Fides. “Riscontriamo che il governo è spesso lento nel rispondere alle violenze e sovente consente a molti degli autori di questi atroci crimini di rimanere impuniti, creando così una cultura dell’impunità” scrivono i Vescovi, che esprimono la loro “più alta condanna per questi delitti” e chiedono “al governo di difendere la vita e le proprietà di ogni cittadino nigeriano”. I Presuli perorano inoltre la causa “di migliaia di compatrioti sfollati perché siano aiutati a tornare alle loro case e venga loro restituita la terra il più rapidamente possibile”.
Il comunicato prosegue chiedendo “a tutti i livelli del governo di rispettare i diritti dei cittadini e dei gruppi di praticare la propria religione senza impedimenti”. “In questo spirito, i governi dovrebbero consentire ai gruppi religiosi di acquistare terreni per la costruzione di luoghi di culto, scuole, ospedali e strutture di assistenza sociale ogni volta che se ne presenta la necessità. Allo stesso tempo, invitiamo tutti a evitare atti di fanatismo religioso, invece di promuovere la coesistenza pacifica e l’armonia. La religione è una questione di convinzione, non di coercizione”.
I Vescovi lanciano infine un appello per la liberazione senza condizioni di Leah Sharibu, una studentessa rapita a febbraio a Dapchi, insieme ad alcune sue compagne, da una fazione di Boko Haram. Mentre le sue compagne sono state liberate dopo quattro settimane, Leah Sharibu, che ha 15 anni, è ancora prigioniera perché ha rifiutato di abiurare la fede cristiana.
“Chiediamo che il governo federale garantisca il rilascio incondizionato di Leah Sharibu. È ancora prigioniera perché si è rifiutata di abiurare la fede cristiana” affermano i Vescovi. Chiediamo inoltre che il governo federale garantisca il rilascio in sicurezza delle ragazze rapite a Chibok ancora detenute e di tutte le altre persone trattenute contro la loro volontà. Esortiamo le loro famiglie a rimanere fiduciose e salde nella preghiera, assicurando loro le nostre preghiere”. (L.M.)
(Agenzia Fides 21/9/2018)

NIGERIA - Prete morto per le conseguenze del rapimento, a pochi giorni dalla fuga dai sequestratori

Un sacerdote cattolico nigeriano è morto pochi giorni dopo essere riuscito a fuggire dalle mani dei suoi rapitori. P. Louis Odudu, è spirato in un nosocomio di Warri, nello Stato del Delta (nel sud della Nigeria), il 19 settembre, quattro giorni dopo la sua fuga dal covo dei sequestratori. Le cause della morte non sono chiare ma si sospetta che siano ricollegabili alle circostanze del rapimento e della fuga del sacerdote.
P. Odudu che era stato ordinato sacerdote della diocesi cattolica di Warri nel 1987, ha operato nel Regno Unito per diversi anni. Era tornato in Nigeria circa cinque mesi fa quando è stato rapito.
P. Odudu era attualmente Cappellano del Seat of Wisdom Catholic Chaplaincy of the Petroleum Training Institute. In precedenza era stato Segretario generale aggiunto presso il Segretariato cattolico della Nigeria.
Diversi sacerdoti cattolici sono Stati rapiti nello Stato del Delta. Nel solo 2018 non meno di cinque sacerdoti sono stati sequestrati a scopo d’estorsione in questo Stato del sud della Nigeria. (L.M.) (Agenzia Fides 24/9/2018)

NIGER - Insicurezza e confusione sulla sorte di padre Maccalli

“Al momento non sappiamo ancora nulla sulla condizione né sul possibile rilascio di padre Pierluigi Maccalli. Nessuna richiesta è stata fatta” ha dichiarato a Fides una fonte della Chiesa locale a Niamey, mentre si attendono con ansia notizie del missionario italiano rapito il 17 settembre. “In questi ultimi giorni – continua la fonte di Fides descrivendo la situazione locale – nella zona di Bomoanga Makalondi, vi sono tanti gruppi di giovani armati che continuano a fuggire a bordo di moto dal vicino Burkina Faso, dove subiscono bombardamenti con elicotteri e droni. Alcuni sono scappati in Niger e si stanno sparpagliando in tutta la zona”.
“Ieri mattina, domenica 23 settembre – prosegue la fonte – un sacerdote del Benin si è recato a Makalondi per celebrare la Messa. Al termine della celebrazione è dovuto ritornare a Niamey. La polizia ha detto che c’erano pericoli per la sua sicurezza: quindi la situazione è sempre più confusa. Secondo alcune indiscrezioni p. Maccalli potrebbe essere ancora in Niger, prigioniero e usato come scudo umano per proteggersi da possibili interventi aerei. Ma non abbiamo garanzie sulla veridicità di queste voci. Continuiamo a sperare e pregare, e ringraziamo tutti i battezzati che nel mondo si uniscono alla nostra preghiera per la liberazione di p. Pierluigi”. (AP) (24/9/2018 Agenzia Fides)

ARGENTINA - Spari contro la chiesa: messaggio intimidatorio dei narcos

La parrocchia di María Reina, nella cittadina di Rosario e la scuola proprio vicina alla chiesa, sono state bersaglio di più di dieci colpi d’arma da fuoco all’alba di domenica scorsa, 23 settembre, verso le 4 del mattino. Come appreso da Fides, si tratta di un chiaro messaggio intimidatorio, facile di collegare all’appello che il sacerdote locale don Juan Pablo Núñez, aveva lanciato nelle ultime settimane, denunciando la situazione di estrema violenza subita dagli abitanti del Barrio Larrea, a causa della presenza della criminalità legata ai narcotrafficanti.
Il parroco, che lavora nella zona da quattro anni e mezzo, aveva già da tempo avvertito le autorità della terribile situazione di commercio della droga che ha preso piede nelle strade del quartiere. Nelle scorse settimane il sacerdote aveva lanciato un appello tramite i mass media: a quanto sembra, il gruppo criminale non ha gradito le denunce e l’esposizione del prete, passando all’avvertimento armato. Proprio un mese fa, informa la nota pervenuta a Fides, padre Núñez si era rivolto alle autorità del ministero della sicurezza, chiedendo un sollecito intervento.
Domenica 23 settembre il parroco ha celebrato ugualmente la messa davanti ai fedeli, sorpresi e scioccati vedendo alcuni proiettili ancora incastrati sull’altare. “L’impatto delle pallottole sulla grande porta d’ingresso sono molto ben visibili, ma alcuni proiettili hanno colpito direttamente altare”, ha commentato il sacerdote.
Dopo essere stato nominato parroco, don Juan Pablo Núñez ha aperto un centro di recupero per i giovani con problemi di droga ed è stato minacciato diverse volte. In seguito a numerosi atti intimidatori, ha dovuto chiudere il centro perché i ragazzi avevano paura o erano minacciati dai narcos. Il parroco aveva condiviso con i fedeli l’idea di riaprire il centro per riprovare a “salvare i ragazzi da questo flagello” ma, come riferiscono fonti di Fides, forse le voci sono arrivate anche ai gruppi criminali legati al narcotraffico che infestano la zona. Di qui i nuovi avvertimenti violenti contro la Chiesa.
A Rosario, il problema della droga è diventato molto grave. Da molti anni, la zona è passata da “zona di commercio” a “zona di consumo”, rovinando la vita di molti giovani che cercano disperatamente un modo per guadagnarsi da vivere. Rosario è conosciuta come la città dei “bambini soldato” della droga e del crimine (vedi Fides 20/09/2016). (CE) (Agenzia Fides, 25/09/2018)