2019 08 28 Svegliamoci, prima che sia troppo tardi!

CAMERUN - Sequestrato il vescovo che critica i ribelli MESSICO - Morte violenta di un sacerdote: la Chiesa chiede giustizia INDIA - Violenza di un gruppo radicale induista contro pellegrini cattolici BURKINA FASO - i Vescovi denunciano il tentativo di scatenare un conflitto interreligioso: “Se il mondo continua a non fare niente, il risultato sarà l’eliminazione della presenza cristiana”
Fonte:
CulturaCattolica.it
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CAMERUN - Sequestrato il vescovo che critica i ribelli

Monsignor George Nkuo è stato catturato mentre rientrava nella sua diocesi, di Kumbo.
La settimana scorsa si era espresso contro la violenza secessionista.
A Ferragosto, rapiti e rilasciati due sacerdoti

Lo hanno sequestrato mentre tornava nella sua diocesi, Kumbo, dopo una serie di incontri pastorali. Nella prima mattinata di ieri, un gruppo di sconosciuti ha intercettato e catturato, non lontano da Jakiri, monsignor George Nkuo, 66 anni, vescovo del nord-ovest del Camerun, regione anglofona e epicentro della lotta separatista. Secondo le prime ricostruzioni – riportate da “Il Sismografo” –, monsignor Nkuo era stato la settimana scorsa a Bamenda per un incontro e stava portando avanti gli impegni presi durante la riunione. Al momento, non ci sarebbero notizie del pastore. Monsignor Nkuo si era espresso in più occasioni contro la violenza che dilania la regione, lacerata dallo scontro i ribelli secessionisti armati e le forze lealiste dall’ottobre 2016. In quasi tre anni di combattimenti, sono state uccise almeno 2mila persone. In questo contesto, autorità religiose di ogni confessione, leader tradizionali, politici e attivisti si sono mobilitati per il rientro a scuola degli studenti il 2 settembre. Un segno di normalità in mezzo al caos. La settimana scorsa, nell’omelia della Messa dell’Assunvione, il vescovo di Kumbo si era espresso a favore della campagna per il ritorno in classe e per il dialogo fra le parti. Le sue dichiarazioni avevano prodotto forte eco nella stampa.
Probabilmente, il sequestro è legato a tale posizione. Anche perché nell’ultima settimana sono stati rapiti altri due sacerdoti: Franklin Banadzem Dindzee, assistente della gioventù diocesana e Patrick Atang. Entrambi sono stati presi la sera del 15 agosto e rilasciati tre giorni dopo. I due preti erano stati accusati dai sequestratori di «indebite ingerenze politiche». Monsignor Nkuo, in realtà, ha specificato come le sue affermazioni andassero lette in un’ottica di promozione della pace.
(sabato 24 agosto 2019 Avvenire)

MESSICO - Morte violenta di un sacerdote: la Chiesa chiede giustizia

“Con profondo dolore partecipiamo alla tragica morte del sacerdote José Martín Guzmán Vega: le autorità competenti hanno già avviato le indagini per chiarire i fatti e rendere giustizia. Nel frattempo, esprimiamo le nostre condoglianze alla famiglia Guzmán Vega e alla comunità parrocchiale di Cristo Rey de la Paz, Ejido Santa Adelaida, e invitiamo tutti a unirsi in preghiera per chiedere a Dio l’eterno riposo di P. Martin.”
Con questo breve comunicato, la diocesi di Matamoros, Tamaulipas, in Messico, ha informato la comunità della morte violenta del sacerdote José Martín Guzmán Vega, accaduta la sera di giovedì 22 agosto. Il Vescovo, Mons. Eugenio Lira Rugarcia, ha firmato il comunicato che informava dell’omicidio. Il presbitero, di 55 anni, è deceduto presso l’Ospedale Generale “Dr. Alfredo Pumarejo” dove era stato trasportato dopo essere stato ferito gravemente con un’arma bianca.
(CE) (Agenzia Fides, 24/08/2019)

INDIA - Violenza di un gruppo radicale induista contro pellegrini cattolici

Circa 40 pellegrini cattolici che erano in marcia e si stavano recando al noto santuario mariano nella città di Velankanni, nello stato del Tamil Nadu, sono stati attaccati, insultati e percossi da un gruppo di militanti radicali induisti. Come appreso dall’Agenzia Fides, la Chiesa locale ha espresso ferma condanna per l’episodio avvenuto il 18 agosto scorso. I pellegrini provengono dal vicino stato di Karnataka e sono stati attaccati da un gruppo denominato “Hindu Munnani” che li accusava di fare proselitismo.
Il Vescovo Devadass Ambrose Mariadoss, alla guida della diocesi di Thanjavur, ha espresso sconcerto e condanna, invitando le autorità preposte a intervenite. Il Vescovo ha spiegato a Fides che il pellegrinaggio è un evento annuale che si pratica da secoli. “Questa azione dei radicali indù è stata del tutto insensata e gratuita. I cittadini indiani sono liberi di praticare la propria religione secondo le disposizioni costituzionali indiane. Ma questa libertà è ridotta negli ultimi tempi, come dimostra l’incidente”, ha affermato il Vescovo.
Altri 200 fedeli si sono radunati dalla stessa area e hanno continuato la marcia verso Velankanni, manifestando la loro fede e devozione a Maria.

Velankanni è un famoso centro di pellegrinaggio mariano nella diocesi di Thanjavur, nel sud dell’India, dove milioni di devoti visitano ogni anno la Basilica.
La storia del luogo risale al XVI secolo, quando la Vergine Maria apparve a un ragazzo zoppo, poi nel 1597 apparve nuovamente a Sundram un venditore di latte. Negli stessi anni alcuni marinai portoghesi che navigavano da Macao allo Sri Lanka incontrarono una terribile tempesta nel Golfo del Bengala e pregarono la Vergine e Maria, promettendo di costruire una chiesa per lei se si fossero salvati. I commercianti portoghesi sbarcarono sani e salvi nell’area e iniziarono la devozione a Nostra Signora della Buona Salute che oggi si venera a Velankanni.
Il santuario cattolico di Velankanni è considerato uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dell’India. Le celebrazioni per festa della Vergine sono previste tra il 29 agosto e l’8 settembre di ogni anno e raccolgono migliaia di pellegrini. (SD) (Agenzia Fides 22/8/2019)

BURKINA FASO - Appello all’unità nazionale dopo il massacro dei militari; i Vescovi denunciano il tentativo di scatenare un conflitto interreligioso

Si aggrava l’instabilità in Burkina Faso, dove il 19 agosto in un attacco jihadista sono morti 24 militari, altri 7 sono feriti mentre 5 loro commilitoni sono dati per dispersi.
L’assalto si è verificato nelle prime ore del giorno a Koutougou, nel nord del Paese. “Il popolo del Burkina Faso è sempre rimasto saldo nella lotta di grande durata contro il terrorismo” ha affermato il Presidente Roch Marc Christian Kaboré che ha ribadito che “il Burkina Faso non cederà mai nessuna parte del suo territorio, a costo delle nostre vite”.

A inizio agosto il Presidente della Conferenza Episcopale di Burkina Faso e Niger, Sua Ecc. Mons. Laurent Birfuoré Dabiré, Vescovo di Dori, aveva denunciato i massacri dei cristiani compiuti da gruppi jihadisti appoggiati dall’estero che, a suo dire, “sono meglio armati ed equipaggiati” dell’esercito nazionale.
“Se il mondo continua a non fare niente, il risultato sarà l’eliminazione della presenza cristiana” ha affermato il Presidente della Conferenza Episcopale. I gruppi jihadisti, secondo Mons. Dabiré, perseguono una strategia precisa per porre sotto il loro controllo, o comunque destabilizzare, aree sempre più ampie del Paese. “Si sono installati a poco a poco all’interno del nostro Paese, attaccando l’esercito, le strutture civili e la popolazione. Ora, il loro bersaglio principale sembrano essere i cristiani. Credo che cerchino di scatenare un conflitto interreligioso” afferma Mons. Dabiré.
“L’insicurezza continua a crescere e ci ha costretto a ridurre le nostre attività pastorali. Ora è troppo pericoloso recarsi in determinate aree e sono stato costretto a chiudere due parrocchie” denuncia il Presidente della Conferenza Episcopale.
La Chiesa cattolica rappresenta un quinto dei 16,5 milioni di abitanti del Burkina Faso, il cui governo ha firmato un accordo con il Vaticano il 12 luglio, garantendo lo status giuridico della Chiesa e impegnandosi a “collaborare per il benessere morale, spirituale e materiale della persona umana e per la promozione del bene comune “.
I luoghi di culto cristiani, specialmente nel nord del Paese, abitati principalmente da musulmani, sono stati il bersaglio di gruppi jihadisti dopo la cacciata del presidente Blaise Compaore nell’ottobre 2014.
A giugno i Vescovi di Burkina Faso e Niger hanno denunciato che i loro Paesi “sono da anni in preda al terrorismo” (vedi Fides 19/6/2019). (L.M.) (Agenzia Fides 21/8/2019)