2019 04 10 Una persecuzione che sembra non finire mai

PERU’ - trovato carbonizzato fratel Paul McAuley religioso britannico lasalliano BANGLADESH - Donne cattoliche rapite dai trafficanti di esseri umani PAKISTAN - Almeno mille ragazze cristiane e indù sequestrate ogni anno per abbracciare l’islam
Fonte:
CulturaCattolica.it
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PERU’ - trovato carbonizzato fratel Paul McAuley religioso britannico lasalliano

La Conferenza Episcopale Peruviana, attraverso un comunicato pervenuto all’Agenzia Fides, informa della morte del fratello Paul McAuley, membro dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane (La Salle).
Il religioso britannico è stato trovato senza vita, carbonizzato, martedì 2 aprile, all’interno dei locali della Comunità studentesca interculturale “La Salle”, nel quartiere Belén a Iquitos, dipartimento della foresta peruviana, nella regione di Loreto.
“La Conferenza episcopale invita le autorità a chiarire i fatti e a trovare i responsabili di questo evento” si legge nel comunicato inviato a Fides. La procura della Provincia di Maynas (zona Iquitos) ha deciso di “aprire un’indagine sulla morte del religioso britannico Paul McAuley, direttore del convitto per giovani indigeni a Loreto”.
Nato a Portsmouth, in Inghilterra, nel 1947, Paul McAuley era in Perù dal 1995, dove aveva fondato il “Colegio Fe y Alegría N° 43” a Zapallal, distretto di Puente Piedra, Lima. Aveva poi lavorato a Moyobamba e San José de Amazonas. Da 19 anni viveva ad Iquitos, dove era stato responsabile dei programmi della radio “La Voz de la Selva”, aveva partecipato a diversi progetti di sviluppo delle popolazioni che vivono lungo i fiumi Amazonas e Huallaga, e si era dedicato alla raccolta di fondi per i giovani indigeni che venivano a Iquitos per studiare. Era noto anche per il suo impegno in difesa dell’ambiente e dei popoli indigeni. (CE) (Agenzia Fides 3/4/2019)

BANGLADESH - Donne cattoliche rapite dai trafficanti di esseri umani: allarme della Chiesa

Una comunità cattolica in Bangladesh è in allarme per il rapimento di una giovane donna,
Teresa Sheuly Rozario, 19 anni, finita nelle mani di trafficanti di esseri umani.
Come apprende l’Agenzia Fides, con lei erano state rapite anche un’altra donna, Ranjita Das, e sua figlia di tre anni, salvate il 27 marzo. Ma Teresa Sheuly Rozario è scomparsa il 22 marzo e non se ne hanno notizie. Sono tutti membri della Chiesa cattolica di Bonpara a Natore, nella diocesi di Rajshahi, nel nord del Bangladesh.
La diciannovenne Teresa era attivamente coinvolta nella Chiesa locale. Suo padre Pakrashus Rozario dice all’Agenzia Fides: “Nostra figlia stava andando in chiesa. Era una brillante studentessa e sognava un buon lavoro. E’ scomparsa, è stata rapita e siamo molto preoccupati”. Pakrashus Rozario e sua moglie, tre figli in tutto, la stanno cercando dappertutto: “Mia moglie si sta ammalando, non mangia, piange e prega Gesù Cristo e la Vergine Maria”. I genitori hanno sporto denuncia alla polizia di Natore, nel nord del Bangladesh. La polizia ha prospettato l’attività di trafficanti di esseri umani che cercano giovani donne. La parrocchia chiede alla polizia di ricercare alacremente Teresa Sheuly Rozario. Mahmad Rafiq, Ispettore della stazione di polizia di Natore, dice a Fides: “Stiamo cercando Hasan e altri trafficanti. Pensiamo che nella zona vi sia una banda di trafficanti di esseri umani”.

La testimonianza di Ranjita Das, 28 anni, lo dimostra: il 5 marzo stava tornando a casa dalla scuola, con sua figlia di tre anni. Due donne con il burqa l’hanno fermata dicendole che poteva essere destinataria di un piano di costruzione di case, finanziato dal governo. Le hanno offerto del cibo, ma la donna ha perso i sensi: al risveglio si è ritrovata in un luogo sconosciuto, all’interno di una stanza chiusa a chiave, controllata dall’uomo musulmano Athur Rahman Hasan. L’uomo in passato si era spesso presentato al villaggio, dichiarandosi falsamente come membro del governo locale disposto ad aiutare le famiglie bisognose. Hasan ha detto di voler sposare Ranjita, che ha rifiutato. E’ rimasta prigioniere alcuni giorni. D’altra parte, Amal, il marito di Ranjita, ha chiesto aiuto alla polizia locale e ai fedeli della chiesa. Ranjita è riuscita a fare una telefonata a sua sorella, informandola del rapimento. Il 27 marzo, suo fratello maggiore l’ha trovata e salvata, mentre Hasan è ricercato dalla polizia. La sua famiglia di Ranjita afferma. “Vogliamo una punizione esemplare per i trafficanti”.
Il Bangladesh è una delle aree dell’Asia dove è forte il fenomeno della tratta di esseri umani. Secondo cifre riportate dal quotidiano “Daily Star”, tra febbraio 2012 e giugno 2018, si sono registrati 4.152 casi di rapimenti dovuti a traffico di esseri umani, ma solo 25 persone sono state condannate.
Uno studio dell’Indian Border Security Force afferma che circa 50.000 ragazze bangladesi vengono rapite e portate in India o condotte attraverso l’India ogni anno. Esistono rapporti di polizia su bande di trafficanti umani in Libia e in Iran che rapiscono donne bangladesi in cerca di lavoro all’estero e le tengono in ostaggio. Sono soprattutto le persone povere e bisognose a diventare vittime della tratta di esseri umani. (SC) (Agenzia Fides, 4/4/2019)

PAKISTAN - non si fermano le conversioni «forzate»

Almeno mille ragazze cristiane e indù sequestrate ogni anno per abbracciare l’islam, spesso dopo lo stupro e prima di essere costrette alle nozze. Il caso più recente, la 13enne Sadaf

Nonostante impegni delle autorità e pressioni internazionali sembra inarrestabile in Pakistan la pratica la pratica dei rapimenti di giovani cristiane e indù, costrette a convertirsi all’islam, spesso dopo la violenza sessuale e prima di un eventuale matrimonio riparatore oppure del pagamento di una modesta ammenda alle famiglie.

Una tragica consuetudine che coinvolge un migliaio di donne ogni anno e che preda direttamente sulla condizione di inferiorità in cui indù e cristiani sono ridotti, non solo per il loro numero esiguo e il loro isolamento, ma anche per le carenze nell’azione di autorità, investigatori e magistrati. A partire dal fatto che – se la conversione è già avvenuta – i casi vengono perlopiù giudicati da corti islamiche, con poche speranze per le giovai rapite e per le loro famiglie di vedere riconosciuto il crimine e puniti i responsabili.

Casi recenti hanno nuovamente riacceso attenzione e polemiche, chiamando in causa direttamente il governo islamista moderato guidato da Imran Khan. «Il Festival di Holi è diventato un giorno di lutto per gli indù poiché due sorelle, la 13enne Ravina e la 15enne Rina, che vivono in Sindh, sono state rapite il 20 marzo e convertite con la forza all’islam», ha dichiarato all’agenzia Fides, Anjum James Paul, docente e presidente dell’Associazione degli insegnanti delle minoranze del Pakistan.

«Allo stesso modo Sadaf K., cristiana 13enne, era stata rapita, convertita all’islam e costretta alle nozze con un musulmano nel febbraio scorso in Punjab», ha ricordato Paul. Il 6 febbraio la giovane era stata prelevata con la forza a Bahawalpur da tre influenti esponenti della comunità musulmana locale, Maqbool Hussain, Mubashir Hussain Baloch e Azhir Hussain Baloch. Inutili i tentativi della famiglia – più volte minacciata – di riaverla dopo che è stata convertita e poi presa in sposa da uno dei rapitori falsificandone l’età sui documenti necessari all’unione.
(…) Stefano Vecchia, Bangkok giovedì 28 marzo 2019 AVVENIRE