2019 03 05 FRANCIA Chiese profanate che non fanno notizia ANNIVERSARIO PAKISTAN - Commemorazione di Shahbaz Batti a otto anni dal martirio

Fonte:
CulturaCattolica.it
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FRANCIA - Chiese profanate che non fanno notizia

Dall’inizio di febbraio a oggi si contano attacchi profanatori ad almeno sei chiese francesi, dal sud al nord del Paese, con statue di Gesù e Maria fatte a pezzi, croci disegnate con escrementi, tabernacoli violati e Ostie consacrate sparse per terra, a conferma che si è voluto colpire il cuore della fede cattolica. Il tutto avviene nella quasi totale indifferenza di media e istituzioni, sia Oltralpe che da noi. (…)

L’Europa si va scristianizzando senza che molti se ne curino, anzi, e altrettanta indifferenza si constata riguardo alla crescita degli atti anticristiani, a partire da quella che era una volta la cattolicissima Francia. Dal sud al nord del Paese transalpino, solo dall’inizio di febbraio a oggi si contano almeno una decina di attacchi profanatori, avvenuti per la gran parte all’interno di chiese, alcune delle quali oggetto di più sacrilegi in pochi giorni. Episodi documentati da quotidiani locali e raccolti sul sito dell’Observatory on intolerance and discrimination against christians in Europe (Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa).(…)

Almeno sei chiese, dunque, profanate nel giro di pochissimi giorni da una parte all’altra della Francia: difficile dire se tutti i sacrilegi siano collegati tra di loro, ma certo non si tratta di casi isolati né di un’ondata temporanea.
Per stare ai dati diffusi dal ministero dell’Interno francese, nel 2018 si sono registrati 1.063 fatti anticristiani, in aumento rispetto ai 1.038 dell’anno precedente. Nel 2016, secondo il rapporto di Aiuto alla Chiesa che Soffre, gli attacchi a siti cristiani in territorio transalpino erano stati 949, tra cui ricordiamo il caso più eclatante: l’uccisione, avvenuta il 26 luglio, di padre Jacques Hamel, oggi Servo di Dio (e di cui la Chiesa potrebbe presto riconoscere il martirio), assalito e sgozzato da due islamisti mentre celebrava Messa a Saint-Étienne-du-Rouvray (in Normandia), in una chiesa dedicata al protomartire santo Stefano.
(LNBQ 22.02. 2019)

ANNIVERSARIO Commemorazione di Shahbaz Batti a otto anni dal martirio

PAKISTAN - Shahbaz Bhatti: uomo di profonda fede e leader senza paura

“Shahbaz Bhatti era un uomo di profonda fede e un leader senza paura. Aveva ricevuto minacce di morte e a chi gli consigliava di emigrare, diceva: sono un discepolo di Cristo, non abbandonerò mai il mio paese e la mia gente. Era sempre attivo per cercare di creare consapevolezza tra i poveri e i senza voce, sostenendoli e difendendo la loro causa presso le autorità. In qualunque momento o luogo in cui veniva commessa un’ingiustizia, cercava di farsi portavoce dei sofferenti e dei perseguitati”: così p. Emmanuel Parvez, parroco a Faisalabad, nel Punjab pakistano, ricorda in un colloquio con l’Agenzia Fides il leader cattolico Shahbaz Bhatti, nell’ottavo anniversario della sua uccisione, avvenuta il 2 marzo 2011 a Islamabad.
P. Parvez, nativo dello stesso villaggio di Bhatti, ricorda: “Ricevette minacce di morte ma era determinato a portare avanti la sua missione e diceva che non avrebbe mai abbandonato i poveri e i perseguitati”. Con questo spirito Bhatti difese la cristiana Asia Bibi, accusata ingiustamente di blasfemia nel 2009 e condannata a morte nel 2010, poi assolta dalla Corte Suprema nel 2018. L’impegno in quest’ultimo caso gli costerà la vita. “L’assoluzione di Asia Bibi - prosegue il sacerdote - è un segno di speranza perché è una vittoria della verità e della giustizia. Il sacrificio l’impegno di Shahbaz non sono stati vani”, rileva, aggiungendo che “i cristiani vivono e operano perchè il Pakistan non soccomba all’estremismo e al terrorismo, nella speranza che in tutta la nazione cresca la consapevolezza di potere modificare la legge di blasfemia, perchè non si presti ad abusi che colpiscono e fanno soffrire innocenti, di tutte le comunità religiose”. (PA) (Agenzia Fides 2/3/2019)