2018 02 14

2018 02 14 SIRIA - I ribelli jihadisti bombardano quotidianamente la popolazione e le chiese di Damasco INDONESIA - Attacco a una chiesa: l'estremismo minaccia i cristiani GERMANIA - si moltiplicano gli attacchi contro i rifugiati cristiani
Fonte:
CulturaCattolica.it
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SIRIA - I ribelli jihadisti bombardano quotidianamente la popolazione e le chiese di Damasco

I ribelli jihadisti sovvenzionati dall'occidente bombardano quotidianamente Damasco, la testimonianza della popolazione cristiana di Damasco che sotto sanzioni per il motivo di esistere e massacrata- da una guerra piombata improvvidamente addosso- chiede solo di essere lasciata vivere in pace. Ma l'occidente, l'Europa ed il nostro paese non ascoltano (…)

Testimoni di un mondo divino: il perdono di Christine
Christine è una vittima dell'attentato del 22 gennaio sui quartieri Bab Touma e al-Shagour di Damasco, quando numerosi colpi di mortaio sono stati lanciati dai ribelli stanziati nel Ghouta all'ora dell'uscita dalle scuole cristiane. Per la granata ricevuta le hanno dovuto amputare la gamba sinistra, mentre per la sua amica Rita, il piccolo Elias di 3 anni e altri 21 persone, si sono spalancate le porte del Paradiso.

Dal convento francescano del Memoriale di San Paolo, situato proprio nel quartiere Bab Touma, fra Bahjat Karakach testimonia:
"Tantissime persone affollavano la piccola anticamera della terapia intensiva, una attesa bruciante scandita dalla preghiera di un coro di persone che in attesa di sapere se i loro cari ce la faranno, se riusciranno a sopravvivere, pur nella tragedia di aver perso una gamba o un occhio… E dall'interno si sentivano solo grida di dolore… I medici si prodigavano ma senza poter soddisfare i bisogni di decine di feriti, sopraggiunti tutti insieme dalla vicina piazza di Bab Touma. La scena era apocalittica all'ospedale Saint Louis. Me lo ha raccontato Georgette, che era lì per sostenere i genitori di una ragazza sedicenne, sua parente, che all'uscita dalla scuola è stata raggiunta, con molte altre persone, da un colpo di mortaio lanciato dalla zona di Jobar alla periferia di Damasco, occupata dai terroristi".
Continua il frate: "Cristina, la sedicenne, ha subito l'amputazione della gamba. Ma è stata "fortunata"; Rita, la sua compagna, non ce l'ha fatta. Così come Elias, che aveva appena tre anni, e altri ancora che saranno per sempre nel ricordo triste dei damasceni. Ancora una volta si riapre la ferita, mai completamente rimarginata, di una violenza assurda e gratuita, di una guerra fomentata da interessi regionali e internazionali che usano il popolo siriano quale carburante inestinguibile. La violenza che alberga nel cuore di persone indottrinate all'odio verso il diverso continua a colpire tutti indistintamente, soprattutto le chiese: ieri la cattedrale maronita e la settimana scorsa la chiesa francescana e quella dei greci cattolici. Ma le comunità cristiane restano a Damasco, come piccolo segno di riconciliazione e di speranza per tutto il popolo siriano".

I MEDIA TACCIONO O FALSIFICANO

Si parla nei nostri media di "pioggia di missili": denunciando il lancio dei missili siriani contro i sobborghi di Ghouta si dice nient'altro che il vero, nello stesso tempo si omette di dire perché questo avviene e non si specifica la dinamica ed il contesto.
Vale a dire che è problematico capire che "La pioggia di missili" lanciata sugli obiettivi in Ghouta Est sono in risposta difensiva a quelli scagliati dai ribelli sui quartieri residenziali civili. Missili siriani contro i sobborghi di Ghouta omettendo di dire che questi sono lanciati contro le postazioni militari dei jihadisti e in risposta a quelli lanciati dai ribelli sulle scuole e sui quartieri cristiani che stanno mietendo molte più vittime e mirano ad obiettivi civili.
Di conseguenza si è indotti a credere che quella 'pioggia di missili' sia deliberata e lanciata dal 'sanguinario Assad che massacra il suo popolo', secondo l'invalsa e falsa narrativa propagandata dai media mainstream.
E' omessa invece una realtà semplice e documentabile: Ghouta è area di de-escalation dal luglio 2017. La responsabilità della rottura della tregua è da imputare esclusivamente agli assalti e agli attentati operati dai gruppi Jaysh Al-Islam, Faylaq Al-Rahman e sopratutto a Jabhat Al Nusra (quest'ultima organizzazione terroristica affiliata ad al Qaeda).
Precisamente, il regime di cessate il fuoco è stato istituito in tutta l'area di Ghouta , ma il gruppo Jabhat Al Nusra (o il suo rebranding Tharir al Sham ) non ha accettato la tregua continuando le azioni offensive sia sull'esercito siriano, sia sulla popolazione civile.

In tutti i casi - questi attacchi - sono contrassegnati dal lancio indiscriminato di razzi e di bombe da mortaio. Gli assalti hanno strappato la vita a centinaia di giovani soldati siriani. E lo stillicidio dei colpi di mortaio dei ribelli sta uccidendo decine e decine di civili. Di conseguenza non c'è modo di far interrompere questi lanci se non tramite una risposta forte.
C'è infatti un mito da sfatare: come abbiamo visto nella liberazione di Raqqa e Mosul, la liberazione di aree occupate e detenute da gruppi terroristi non è esente da perdite civili. Queste sono state in realtà molto più numerose quando ad intervenire è stata la coalizione internazionale. Inoltre è abbondantemente documentato che - come ad Aleppo - quanto più la Comunità Internazionale ha rallentato le operazioni militari di liberazione dell'esercito siriano per ristabilire il controllo di queste aree, tanto più sono aumentate le perditi di civili a causa del rafforzamento delle milizie jihadiste.
(Tratto da: Patrizio Ricci www.vietatoparlare.it 07 02 2018)

INDONESIA - Attacco a una chiesa: l'estremismo minaccia i cristiani

Spavento e costernazione nella comunità cattolica indonesiana dopo l'attacco subito ieri, 11 febbraio, durante la messa domenicale nella chiesa di San Lidwina, nel distretto di Selman, nella pressi di Yogyakarta, città al centro dell'isola di Giava centrale. Uno squilibrato di nome Suliyono è entrato nella chiesa e ha brandito un'arma da taglio con cui è riuscito a ferire una decina di fedeli e il sacerdote che celebrava la messa delle 7.30 del mattino, il prete gesuita di origine tedesca, padre Karl-Edmund Prier.
"Brandiva una spada, e mi ha colpito", ha detto Permadi, la prima vittima, colpita alle spalle. Altri fedeli sono stati colpiti al capo e, nel panico generale, l'aggressore è riuscito ad avvicinarsi all'altare, a ferire il sacerdote e distruggere alcune statue di Maria e Gesù. Un parrocchiano ha chiamato la polizia che ha cercato di negoziare con lui e di trarlo agli arresti. Al suo rifiutò un agente ha sparato e lo ha ferito gravemente. L'uomo è stato condotto in ospedale, dove si trovano anche gli altri feriti. Di lui si sa ben poco, ma solo che è residente a Banyuwangi, a Giava Orientale. E' in corso una indagine della polizia è in corso per accertare il motivo dell'attacco.
"Condanniamo con forza il verificarsi di episodi di violenza durante la celebrazione eucaristica. L'Eucaristia è il culmine della vita della Chiesa cattolica. In essa l'intera comunità celebra l'opera salvifica di Cristo stesso e sperimenta l'incontro con Dio attraverso la santa comunione", si legge in una dichiarazione rilasciata da p. Endra Wijayanto, a capo della d Commissione "Giustizia e Pace" dell'Arcidiocesi di Yogyakarta, e pervenuta all'Agenzia Fies.
Nella medesima regione, la parrocchia cattolica St. Paul nel distretto di Bantul aveva organizzato nei giorni scorsi una missione umanitaria di aiuti caritativi e cure mediche gratuite per gli indigenti, ma un gruppo fondamentalista musulmano l'ha bloccata accusando i cristiani di un presunto tentativo di proselitismo
(SD-PA) (Agenzia Fides 12/2/2018)

GERMANIA - si moltiplicano gli attacchi contro i rifugiati cristiani

I rifugiati cristiani continuano ad essere sotto attacco. In Germania si sono registrati quasi 100 casi di violenza e atti vandalici contro fedeli e simboli cristiani, ha dichiarato la BKA, polizia criminale federale tedesca, anticipando uno report del 2017 che è destinato a far discutere.

14 rifugiati di fede cristiana sono stati attaccati da altri richiedenti asilo solo perché cristiani. Violenze che sono sfociate lo scorso anno nell'uccisione di un rifugiato afghano a Prien, in Baviera, semplicemente perché aveva deciso di convertirsi e credere in Gesù Cristo.
Le altre violenze sono vandalismi e devastazioni contro chiese o simboli cristiani proprio nella terra di Goethe, Lutero, Adenauer, Ratzinger.

Il Ministro dell'Interno bavarese, il conservatore Joachim Herrmann (CSU), ha immediatamente reagito a questi preoccupanti dati dichiarando che l'integrazione in Germania richiede l'assoluta tolleranza e accettazione dei valori cristiani. "Chiunque voglia vivere in questa terra deve prendere immediatamente le distanze da qualsiasi forma di tendenza anti-cristiana. Altrimenti queste persone non sono benvenute", ha aggiunto il Ministro come riportato dal Deutsche Welle.
La Germania non è nuova a questo tipo di violenze. Così come riportato da Occhi della Guerra, nel periodo febbraio-settembre 2016, 743 cristiani e 10 yazidi nei campi profughi tedeschi hanno subito minacce di morte, violenze sessuali o altri attacchi di vario genere da parte di richiedenti asilo di fede musulmana (accusati dal 91% delle vittime).
(…)
Tratto da: Marco Gombacci - Ven, 09/02/2018 - Il giornale.it