2017 12 05 FILIPPINE Ucciso il sacerdote Marcelito Paez, impegnato nelle aree rurali

SIRIA - Chiesa in Siria: sostenere i pochi cristiani rimasti nel Paese NIGERIA - I Vescovi tedeschi denunciano le persecuzioni dei cristiani in Nigeria

FILIPPINE - Ucciso il sacerdote Marcelito Paez, impegnato nelle aree rurali
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Un altro sacerdote è stato ucciso nelle Filippine. A cadere sotto i colpi di sicari ancora ignoti, padre Marcelito Paez, ritiratosi nel 2015 dal servizio sacerdotale perché 70enne ma senza rinunciare al lungo impegno a favore degli ultimi nelle aree rurali della diocesi settentrionale di San Jose. Immediate le proteste dei gruppi per i diritti umani, che anche temono la deriva dittatoriale del Paese sotto il presidente Rodrigo Duterte.

Il sacerdote, infatti, era stato responsabile della commissione Giustizia e Pace diocesana ed era coordinatore regionale dei Missionari rurali delle Filippine, organizzazione interdiocesana e intercongregazionale di clero e laici che a livello nazionale sostiene i diritti di contadini e tribali. In passato si era impegnato pure per la chiusura delle basi militari statunitensi nell’arcipelago e un affrancamento dall’influenza americana.

Tra l'altro il delitto, lunedì sera, è avvenuto a poche ore dal rilascio di un detenuto politico che lui aveva mediato.
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L'omicidio segue quello del pastore protestante Lovelito Quinones (ritenuto dalla polizia membro del Nuovo esercito del popolo, braccio armato del Partito comunista delle Filippine) il 3 dicembre sull’isola di Mindoro, e quello del pastore Perfecto Hoyle (pure impegnato in attività sociali) il 16 novembre sull’isola di Mindanao.
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(Da Avvenire Stefano Vecchia martedì 5 dicembre 2017)

SIRIA - Chiesa in Siria: sostenere i pochi cristiani rimasti nel Paese

“Aleppo riprende vita, ma dipendiamo ancora dal vostro aiuto. Vi prego sostenete i cristiani, i pochi rimasti, così che possano continuare a vivere in Siria”. È l’accorato appello di mons. Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo, ai benefattori di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). Invitando a sostenere la campagna di Natale di Acs, interamente dedicata alla sua città natale - riporta l'agenzia Sir - il presule offre un quadro dell’attuale situazione e parla di danni “enormi”.
Sono state ripristinate acqua corrente ed energia elettrica – pur con frequenti interruzioni -, il livello di sicurezza è migliorato, vi è una minima ripresa delle attività economiche ma resta lo spettro di una comunità cristiana ridotta a meno di un terzo rispetto al 2011. “Dei circa 150mila fedeli ne rimangono poco più di 40mila”, molti in case semidistrutte dalle bombe. Dimezzato anche il numero di chiese, ospedali e strutture sanitarie.
“Ma ciò che è più grave – sottolinea mons. Audo – è che almeno l’80% dei nostri medici ha lasciato il Paese” e mancano quasi tutte le medicine. Tra i progetti della campagna di Natale Acs vi è anche il sostegno all’ospedale Saint Louis di Aleppo. Gestito dalle suore di san Giuseppe dell’Apparizione, si trova nel quartiere Ismailie nella parte occidentale della città, ed è uno dei pochi rimasti in piedi dopo i bombardamenti.
La fondazione pontificia contribuirà all’acquisto di materiale sanitario e di generatori elettrici che consentiranno alle apparecchiature di funzionare nelle ore di blackout. In questo quadro tanto cupo, i cristiani di Aleppo trovano speranza nel sostegno dei loro fratelli occidentali. “Grazie ai benefattori di Acs – afferma il presule invitando a donare per la campagna di Natale della Fondazione pontificia – il loro supporto ci consente di continuare ad essere delle pietre vive e una presenza di pace e di riconciliazione per la Siria e per il nostro popolo”.
(04/12/2017 RADIO VATICANA)

NIGERIA - I Vescovi tedeschi denunciano le persecuzioni dei cristiani in Nigeria
“La Conferenza episcopale tedesca è solidale con i cristiani perseguitati in tutto il mondo” ha dichiarato il 28 novembre, a Berlino, Sua Ecc. Mons. Ludwig Schick, Arcivescovo di Bamberg, responsabile per le missioni della Conferenza Episcopale di Germania, nel presentare un opuscolo sulle attività a favore dei cristiani perseguitati in Nigeria. La pubblicazione fa parte dell’iniziativa “Solidarietà con i cristiani perseguitati e oppressi nel nostro tempo”.
Mons. Schick ha spiegato che, specialmente nel nord della Nigeria, i cristiani soffrono gli effetti della violenza islamista, per gli attacchi a luoghi di culto, i rapimenti e le violenze brutali da parte del gruppo Boko Haram. Dal 2009, circa 20.000 persone sono state uccise dalla setta islamista.
Mons. Schick, che lo scorso aprile ha visitato la Nigeria, ha sottolineato il ruolo positivo giocato in questo contesto dagli sforzi di pace interconfessionali. Grazie all'impegno congiunto della Chiesa e dei dignitari musulmani locali, in alcune regioni si è raggiunto un clima di pace.
Il Presidente di Missio Aachen, don Klaus Matthias Krämer, ha sottolineato che una coesistenza religiosa pacifica richiede un impegno determinato, anche di fronte ad amare battute d'arresto. La coesistenza include la libertà dell'individuo di professare e praticare la propria fede, così come di potere sceglierla liberamente.
I Vescovi tedeschi hanno avviato nel 2003 la loro opera di sensibilizzazione sulla situazione dei cristiani minacciati, con pubblicazioni e incontri pubblici sulle condizioni a volte drammatiche nelle quali vivono le comunità cristiane perseguitate in diverse parti del mondo. (L.M.)
(Agenzia Fides 29/11/2017)