2013 06 05 PAPA FRANCESCO: “Tutto si perde con la guerra. Tutto si guadagna con la pace” SPECIALE SIRIA: Massacro di cristiani. Massacro di innocenti. Santa Sede inascoltata. IN BREVE: CINA VIETNAM TERRA SANTA ZAMBIA

Fonte:
CulturaCattolica.it
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IL PAPA: PREGHIAMO PER LE VITTIME DI QUELLA PAZZIA CHE È LA GUERRA
2 giugno 2013 (omelia nella Cappella della Casa Santa Marta)

“Il nostro Dio - ha detto il Papa - sente la preghiera di tutti, tutti non come se fossero ‘anonimi’ ma la preghiera ‘di tutti e di ciascuno’. (...) Noi oggi siamo venuti a pregare per i nostri morti, per i nostri feriti, per le vittime di quella pazzia che è la guerra! È il suicidio dell’umanità, perché uccide il cuore, uccide proprio dov’è il messaggio del Signore: uccide l’amore! Perché la guerra viene dall’odio, dall’invidia, dalla voglia di potere, anche - tante volte lo vediamo - da quell’affanno di più potere”.
“Tante volte, abbiamo visto che i problemi locali, i problemi economici, le crisi economiche, i grandi della terra vogliono risolverli con una guerra” - ha proseguito il Santo Padre - “Perché? Perché i soldi sono più importanti delle persone per loro! E la guerra è proprio questo: è un atto di fede ai soldi, agli idoli, agli idoli dell’odio, all’idolo che ti porta ad uccidere il fratello, che porta ad uccidere l’amore.
Il Papa ha esortato a pregare il Signore perché “allontani da noi ogni male”, ripetendo questa preghiera “anche con le lacrime, con quelle lacrime del cuore”. “‘Volgiti a noi, Signore, e abbi misericordia di noi, perché siamo tristi, siamo angosciati. Vedi la nostra miseria e la nostra pena e perdona tutti i peccati’, perché dietro una guerra sempre ci sono i peccati: c’è il peccato dell’idolatria, il peccato di sfruttare gli uomini nell’altare del potere, sacrificarli. ‘Volgiti a noi, Signore, e abbi misericordia, perché siamo tristi e angosciati. Vedi la nostra miseria e la nostra pena’. Siamo sicuri che il Signore ci ascolterà e farà qualche cosa per darci lo spirito di consolazione. Così sia”.

PAPA FRANCESCO CHIEDE LIBERAZIONE PERSONE RAPITE IN SIRIA
2 giugno 2013 Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha espresso viva preoccupazione per il persistere del conflitto che ormai da più di due anni “infiamma la Siria e colpisce specialmente la popolazione inerme, che aspira ad una pace nella giustizia e nella comprensione”.
“Questa tormentata situazione di guerra - ha ribadito il Santo Padre - porta con sé tragiche conseguenze: morte, distruzione, ingenti danni economici e ambientali, come anche la piaga dei sequestri di persona. Nel deplorare questi fatti, desidero assicurare la mia preghiera e la mia solidarietà per le persone rapite e per i loro familiari, e faccio appello all’umanità dei sequestratori affinché liberino le vittime”. E ha aggiunto citando Giovanni Paolo II:
‘Tutto si perde con la guerra. Tutto si guadagna con la pace’.


La Siria prende ancora oggi il primato nelle notizie di uccisioni di cristiani nel mondo.
Alcune agenzie hanno battuto questa notizia (che non si trova sui media italiani):

Massacro di cristiani in Siria

Forze dell’esercito dei ribelli siriani hanno attaccato un villaggio nella provincia occidentale di Homs, secondo un dispaccio di AINANews, l’agenzia siriaca in inglese, e hanno massacrato tutti i cristiani. I ribelli del Free Syrian Army hanno compiuto un’incursione nel villaggio di al-Duvair, situato nel Reef, nelle vicinanze di Homs, non lontano dal confine con il Libano. Il villaggio era a maggioranza cristiana. Tutti i civili, compresi donne e bambini, sono stati uccisi. L’esercito regolare siriano è intervenuto più tardi, e negli scontri ci sono state decine di morti.
I ribelli “torturano e uccidono preti ortodossi; cavano loro gli occhi, spezzano le ossa e asportano gli organi, come hanno fatto con il padre Thaddei Al-Haddad. Rapiscono preti, vescovi, donne cristiane, giovani e nessuno sa dove questa gente si trovi e cosa stia loro accadendo. […] Pochi giorni fa un intero bus di donne e bambini è stato rapito ed è scomparso nel nulla”.

Maggiori particolari vengono poi spiegati dalla più sicura agenzia FIDES:

SIRIA - Villaggi cristiani nell’area di Homs invasi e devastati da bande armate
Homs (Agenzia Fides) – E’ di nuovo alta la temperatura del conflitto siriano nell’area di Homs. Forti combattimenti si sono registrati nei giorni scorsi nell’area di Qusayr. E, secondo informazioni giunte a Fides tramite il racconto di alcuni profughi, si sono verificate violenze gratuite su villaggi cristiani, abitati solo da civili, nella provincia di Homs.
Secondo le testimonianze raccolte da Fides, il 26 maggio scorso la violenza di bande armate – secondo alcuni riconducibili al gruppo “Jabhat al-Nusra” – ha riguardato il villaggio di Douar, dove vivevano circa 100 famiglie di cristiani greco-ortodossi. Douar si trova lungo la strada che congiunge Homs a Tartous. Probabilmente gruppi armati ribelli, dopo aver combattuto a Qusair, intendevano raggiungere una scuola militare dell’esercito regolare che si trova a poca distanza da Douar. Per farlo, sono passati attraverso il villaggio di Douar e, nel passaggio, non hanno risparmiato la violenza sui civili. Due abitanti, un uomo e sua figlia, sono stati uccisi in casa loro e i loro corpi bruciati. Tutte le famiglie del villaggio hanno iniziato a fuggire precipitosamente. I gruppi armati hanno occupato la chiesa del villaggio e da lì alcuni cecchini, sparando sulla gente in fuga, hanno ucciso anche un ragazzo di 11 anni e una ragazza di 18, ferendo altre 10 persone, due gravemente. I guerriglieri restano appostati all’interno della chiesa, e hanno trattenuto con loro, sequestrandoli, il sindaco del villaggio, il cristiano Joseph Jamil Adra, e un altro uomo cristiano. Intanto tutte le case del villaggio sono state devastate e date alle fiamme. Le famiglie fuggite, terrorizzate e traumatizzate, sono state accolte in un parrocchia armena ortodossa alla periferia di Homs. Le autorità civili e i sacerdoti locali, insieme con la Croce Rossa, stanno provvedendo alla loro prima assistenza, in scuole o presso altre famiglie.
Identica sorte è avvenuta, due giorni fa, a un altro villaggio cristiano della provincia di Homs. Gruppi armati penetrati nel villaggio di Oum Sharshouh, nei pressi di Talbisseh, hanno iniziato a sparare e a fare irruzione nelle case, devastando e bruciando ogni cosa. Oltre 250 famiglie cristiane sono state costrette alla fuga, data l’invasione. “Perchè tutto questo? Perche tutto questo odio su civili innocenti?”, si chiede attonita la comunità locale. Secondo informazioni pervenute a Fides, anche in alcuni villaggi nell’area di Hama si stanno registrando violenze immotivate sui civili. (Agenzia Fides 31/5/2013)

La Santa Sede, che difende tutti, non solo i cristiani, non è ascoltata sulla situazione in Siria:

Siria. Mons. Tomasi: far tacere subito le armi, la gente ha pagato fin troppo i costi della guerra. Intervista a Radio Vaticana (30 05 2013)
Far tacere subito le armi in Siria e promuovere negoziati di pace che ridiano speranza ad una popolazione devastata dalle violenze: è l’accorato appello lanciato ieri dall’arcivescovo Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio Onu di Ginevra nel suo intervento alla 63.ma sessione del Consiglio per i diritti umani in corso nella città elvetica.

In Siria si assiste alla violazione di tutti i diritti umani. La denuncia di mons. Tomasi è forte: “Sono state distrutte decine di migliaia di vite; un milione e mezzo di persone sono state costrette a fuggire all’estero come rifugiati; più di quattro milioni di persone hanno perso le loro case e civili sono stati presi di mira dai belligeranti nel totale disprezzo del diritto umanitario. Questa enorme tragedia nazionale rischia di intensificare i conflitti regionali e globali, di trasformare le ambizioni di potere politico in scontri etnici e religiosi di stampo fondamentalista e di distruggere l’intero Paese”.
Per il rappresentante della Santa Sede “la strada da seguire non è una intensificazione militare del conflitto armato, ma il dialogo e la riconciliazione” che possono trovare attuazione nella progettata conferenza di pace, “se c’è la volontà politica di sostenerla”. “Un cessate il fuoco immediato – afferma mons. Tomasi - fermerà lo spargimento di sangue, una tragedia inutile e distruttiva che ipoteca il futuro della Siria e del Medio Oriente”. Il presule ricorda l’appello di pace per la Siria lanciato da Papa Francesco a Pasqua: “Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?”. La Santa Sede – ha aggiunto il rappresentante vaticano – “ha sempre insistito sul fatto che solo negoziati pacifici porteranno ad una soluzione accettabile della crisi e che la partecipazione, in un eventuale governo e in posizioni di responsabilità, di rappresentanti di tutti i cittadini può garantire una convivenza pacifica duratura e costruttiva di tutte le comunità che compongono la società siriana”.
Mons. Tomasi ha ricordato poi che “i bambini nei campi profughi e nelle aree di conflitto, traumatizzati e forzatamente privati dei loro diritti, soffrono di più le conseguenze della violenza e reclamano una generosa solidarietà da parte della comunità internazionale. Solo in questo modo essi e le loro famiglie potranno di nuovo sperare in una esistenza normale. In particolare – ha detto - i minori non accompagnati meritano particolare attenzione e assistenza per evitare che cadano vittime della tratta e di altre forme di sfruttamento”.
Di qui l’appello: “Mettere a tacere i cannoni è la priorità”. Inoltre, è necessario “superare ogni pessimismo” circa un esito positivo dei negoziati. “Il popolo della Siria – ha concluso mons. Tomasi - ha già pagato troppo” e la “sofferenza indicibile” dei siriani “non deve essere ignorata da nessuna delle parti in causa”: tutti “sono chiamati ad agire ora per la pace, la ricostruzione e un nuovo inizio delle relazioni umane basato sui diritti umani e l’interesse comune della famiglia umana”.

IN BREVE:

RICORDO: Tre anni fa moriva mons. Padovese: ha amato con la forza dei fatti
Il 3 giugno di tre anni fa, veniva ucciso mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia. A colpirlo a morte il suo autista turco. Mons. Padovese viene ricordato come una delle figure martiri, che hanno dato la vita per la missione in Turchia, insieme con don Andrea Santoro, missionario fidei donum ucciso nel 2006.


Il governo cinese blocca il pellegrinaggio a Donglu, dove Maria apparve salvando il villaggio
Le autorità cinesi hanno circondato ieri il villaggio di Donglu, nell’Hebei a poche ore di macchina da Pechino, per impedire che i cattolici cinesi potessero prendere parte alla processione in onore della Vergine Maria. La polizia, insieme all’esercito, ha ostruito tutte le vie di accesso al villaggio con blocchi stradali. «Sono anni che va avanti così durante il mese di maggio – spiega un residente al South China Morning Post – Dal 1995, quando sono arrivate in pellegrinaggio oltre 30 mila persone».
A Donglu esiste un santuario della Madonna approvato ufficialmente da papa Pio XI. Nel 1900, durante la rivolta dei Boxer, Maria apparve in cielo spaventando i nemici e salvando il villaggio dalla distruzione. Per ringraziarla i cittadini le hanno costruito una chiesa. Oggi Donglu conta 10 mila abitanti, oltre il 90 per cento di loro è di religione cattolica. I Miracoli legati all’apparizione continuano ancora oggi.
(da: TEMPI maggio 28, 2013 Leone Grotti)

Vietnam: condannati otto cristiani degli Altipiani per “minaccia” all’unità nazionale
Un tribunale degli Altipiani centrali in Vietnam ha condannato otto membri della minoranza etnica montagnard, in gran parte cristiani e spesso vittima di persecuzioni nel Paese, a pene variabili da 3 a 11 anni di carcere. I giudici li hanno riconosciuti colpevoli di “minaccia all’unità dello Stato”, per la loro appartenenza a un gruppo cattolico “non riconosciuto” dai vertici comunisti di Hanoi. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli attacchi del governo contro religioni, blogger e gruppi dissidenti, considerati una “minaccia” perché contrari al dominio del partito unico e la richiesta di maggiore libertà personale. (Radio Vaticana 30 maggio 2013)

TERRA SANTA - Scritte blasfeme in ebraico sull’abbazia della Dormizione a Gerusalemme

Insulti contro Cristo scritti in lingua ebraica sono stati tracciati nella notte tra giovedì e venerdì su un muro dell’abbazia della Dormizione, situata sul monte Sion a Gerusalemme, dove risiede una comunità di monaci benedettini tedeschi. Secondo fonti del Patriarcato Latino di Gerusalemme, consultate dall’Agenzia Fides, anche due automobili parcheggiate nei pressi della chiesa sono state trovate con gli pneumatici squarciati e le carrozzerie imbrattate con scritte anti-cristiane. Nei graffiti si rivolgono espressioni blasfeme a Cristo (definito “scimmia”) e si invoca “vendetta” contro di Lui. Il vandalismo subito dalla chiesa della Dormizione rappresenta l’ennesimo episodio di una serie di atti intimidatori compiuti a danno di monasteri cristiani a partire dal febbraio 2012. In più occasioni, siglandosi con la formula “il prezzo da pagare”, gruppi oltranzisti vicini al movimento dei coloni hanno portato attacchi ai danni di luoghi di culto - chiese e moschee – frequentati dalla popolazione araba. (Agenzia Fides 31/5/2013).

ZAMBIA - Attacco premeditato ad un raduno pacifico in una chiesa
Lusaka. “L’Oasis Forum e suoi membri costituenti sono sconvolti e scioccati dal comportamento dei quadri del Fronte patriottico (PF, il partito di governo), che hanno attaccato un raduno pacifico di diverse organizzazioni della società civile, il 31 maggio 2013, all’interno della chiesa della Bible Gospel Outreach Church in Africa (BIGOCA) nella borgata Matero, a Lusaka”. Lo afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides. L’Oasis Forum raggruppa le principali confessioni cristiane dello Zambia. Il comunicato è stato firmato per la Chiesa cattolica da p.Cleophas Lungu, Segretario Generale della Conferenza Episcopale dello Zambia.
“Questi gruppi della società civile si erano riuniti, nell’esercizio dei loro diritti, per pregare e protestare pacificamente contro l’abolizione da parte del governo dei sussidi all’agricoltura e per l’acquisto di mais e carburante” afferma il documento che rigetta la responsabilità dell’accaduto interamente sui leader del PF.
“Che i quadri del PF abbiano attaccato, armati di bastoni e di ogni sorta di strumenti offensivi, cittadini innocenti, dirigenti della Chiesa, giornalisti, cameraman e alcuni politici in una chiesa, è senza precedenti e assolutamente sconvolgente” sottolinea il comunicato che accusa gli assalitori di aver commesso un atto di violenza “premedito e pianificato”.
(Agenzia Fides 3/6/2013)