2013 05 29 ITALIA: Beato Puglisi martire vero prete che levava dalla strada. INDIA: la Vergine Maria unisce cattolici e musulmani. AFRICA: regno di terrore per i cristiani. SPAGNA: vietato parlare di Natale nelle scuole delle Asturie. IRAN. UZBEKISTAN

Fonte:
CulturaCattolica.it
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In 80 mila alla Beatificazione di don Puglisi martire
Nello stesso giorno in cui si sono svolti i funerali di don Gallo, definito dai mass media “prete di strada”, la sagacia del Buon Dio ci ha donato un prete martire che in strada ha preso giovani per strapparli alla mafia educandoli e annunciando loro la libertà della fede.
In ottantamila hanno acclamato la Beatificazione di don Pino Puglisi, prete che ha combattuto la mafia con il Vangelo, cercando di salvare l’uomo. Al Foro Italico Umberto I di Palermo, il parroco di Brancaccio ucciso da Cosa nostra è stato elevato agli onori degli altari dal cardinale Salvatore De Giorgi, delegato del Papa. Seminatore di perdono e di riconciliazione, l’ha definito il porporato, leggendo la lettera apostolica e annunciando che la celebrazione della sua festa sarà il 21 ottobre di ogni anno. Grande la commozione della folla nel momento in cui è stata scoperta l’immagine del
Il cardinale Romeo ha poi consegnato ai presenti le durissime parole che Giovanni Paolo II pronunciò nel 1993 dalla Valle dei Templi":
"Nel nome di Cristo, di questo Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è la Via, Verità e Vita lo dico ai responsabili convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!. Beato martire Giuseppe, il tuo sangue continuerà a fecondare questa Chiesa!". (dPM)

India: la Vergine segno di armonia interreligiosa tra cristiani e islamici
C’é un simbolo, una figura della fede cristiana, la cui devozione viaggia da un culto a un altro senza confini, senza barriere di sorta, diventando un vero fenomeno di armonia interreligiosa. Si tratta della Vergine Maria, che unisce cattolici e musulmani e persone di ogni credo, al punto che in India l’80% dei pellegrini che visitano i Santuari mariani è costituito da non cattolici. In occasione della festa di ieri dedicata a Maria Ausiliatrice, AsiaNews ha parlato col gesuita e studioso di scritture, padre Errol Fernandes, per capire la natura di questa devozione.
Il Santuario di Nostra Signora di Velankanni a Chennai, Nostra Signora del Perpetuo Soccorso e Monte di Maria a Mumbai sono esempi impressionanti di questa venerazione. “Le persone – ha sottolineato padre Fernandes – riescono a vedere in Maria la figura di chi ascolterà le loro preghiere”.“Ho sentito la storia di molte persone che hanno fatto la Novena a Nostra Signora del Perpetuo Soccorso e poi hanno visto realizzarsi cose che credevano impossibili – ha continuato il padre Fernandes – come il concepimento di un figlio dopo molti anni, un posto di lavoro, la pacificazione di dispute familiari”. Il sacerdote ha poi spiegato perché non è strano vedere donne musulmane pregare la Vergine Maria. “Maria è l'unica donna menzionata esplicitamente nel Corano. Il Corano crede nell'Immacolata Concezione e anche nella verginità di Maria. Il terzo capitolo del Corano fa risalire genealogicamente la famiglia di Maria ad Abramo, Noè e Adamo. Il Corano ha anche versetti sull'Annunciazione e la Natività. Nel diciannovesimo capitolo, ci sono 41 versetti su Gesù e Maria”.“Credo che chi sia devoto alla Madonna – conclude padre Errol – sia sulla giusta via. Non si conosce persona che avendo chiesto la sua protezione, sia rimasta inascoltata”. Radio Vaticana 25 05

CENTRAFRICA - I cristiani vivono in un “regno del terrore”
I cristiani in Repubblica Centrafricana sono presi di mira dai militanti islamici: vengono legati, picchiati e costretti a consegnare i soldi per salvarsi la vita. La denuncia di un “un regno del terrore” contro i cristiani da parte dei ribelli Seleka che hanno acquisito il controllo del paese nel marzo scorso, giunge da un Pastore leder di una chiesa locale, che chiede l’anonimato per motivi di sicurezza. Già nei mesi scorsi un alcuni cristiani sono stati uccisi o feriti. I ribelli girano alla ricerca di sacerdoti e altri lavoratori cristiani, mentre luoghi di culto e proprietà private di cristiani vengono attaccate e saccheggiate. Molti cristiani – prosegue una nota pervenuta a Fides – hanno abbandonato le loro case in campagna e sono troppo spaventati per tornare. Oltre 200.000 persone sono sfollate, mentre 49.000 rifugiati sono stati registrati nei paesi limitrofi.
“La crisi del Centrafrica è ignorata dai mass media e la popolazione prevalentemente cristiana si sente abbandonata dalla comunità internazionale”, notano i leader cristiani locali.
Agenzia Fides 25/5/2013

CONGO - Sequestrate otto minorenni e due donne con i loro neonati
Nessuna notizia dei religiosi rapiti a Kivu, in Congo, mentre continuano i sequestri. Drammatica la testimonianza rilasciata all’Agenzia Misna a Mbau, nella diocesi di Butembo-Beni, nel Nord Kivu. Lì sono stati rapiti otto mesi fa tre religiosi Agostiniani dell’Assunzione, dei quali non si hanno ancora notizie. Una fonte religiosa, che per motivi di sicurezza è rimasta anonima, ha raccontato: “Ancora una volta, ieri, a pochi metri dalla Parrocchia di Nostra Signora dei Poveri dove erano stati sequestrati i nostri confratelli Jean-Pierre Ndulani, Anselme Wasinkundi ed Edmond Bamutute, altre quindici persone sono state rapite, a pochi passi dall’accampamento dei militari inviati per proteggerci”. Tra questi, ci sarebbero anche otto ragazze minorenni e due donne che avevano appena partorito, che sono state rapite insieme ai loro bambini appena nati. La fonte della Misna ha spiegato che una delle due donne era la cuoca dei Padri assunzionisti. Intanto, nella Parrocchia di Luofu, che si trova più a sud, altri religiosi Assunzionisti vivono accerchiati dalle milizie Interhamwe e da un gruppo di ribelli Mai. “Pregate per noi – ha chiesto la fonte religiosa anonima – e per questo popolo che lotta contro la violenza ma non desidera altro che la pace. Abbiamo bisogno di aiuto, è da troppo tempo che il conflitto va avanti, siamo sfiniti”.
Radio Vaticana 25 05

TANZANIA - “La Chiesa è oggetto di persecuzione ma il governo non interviene”
Il recente attentato all’inaugurazione della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore ad Arusha è solo l’ultimo di una serie di atti persecutori contro i cristiani in Tanzania. Lo ha denunciato Sua Ecc. Mons. Tarcisius Ngalalekumwta, Vescovo di Iringa e Presidente della Conferenza Episcopale della Tanzania, nell’omelia ai funerali delle tre vittime dell’attentato. Nel suo discorso, il cui testo solo ora è giunto all’attenzione dell’Agenzia Fides, si ricorda che “diversi segnali precursori avevano annunciato questi atti inumani, selvaggi, vergognosi e indegni per il nostro Paese. In aggiunta, vi sono state intimidazione contro la Chiesa e i suoi leader attraverso pubblicazioni, opuscoli, riviste, DVD, CD, radio. Minacce cui sono seguiti l'incendio di chiese, attacchi e omicidi di leader della Chiesa”.
Ricordiamo che a febbraio è stato ucciso a Zanzibar p. Evarist Mushi (vedi Fides 18/2/2013), mentre a Natale era stato gravemente ferito in un agguato un altro sacerdote cattolico, Ambrose Mkenda. Inoltre alcune chiese cristiane erano state saccheggiate. Mons. Ngalalekumwta denuncia in particolare la propaganda violenta da parte di alcuni leader estremisti musulmani nei confronti della Chiesa, ricordando ad esempio l’incontro tenutosi il 15 gennaio 2011 da parte di un gruppo di credenti nell'Islam presso il Diamond Jubilee Hall di Dar es Salaam, nel corso del quale si è affermato che la Tanzania è “governata in maniera cristiana”. Questo gruppo ha anche chiesto la chiusura della locale Nunziatura. “Il loro obiettivo, secondo le loro dichiarazioni e le loro pubblicazioni, è quello di sradicare il cristianesimo” afferma Mons. Ngalalekumwta
“Quello che è veramente triste per noi, è che il nostro governo non ha mai condannato le rivendicazioni e le accuse di queste persone, né le ha arrestate” sottolinea il Presidente della Conferenza Episcopale.
Mons. Ngalalekumwta dopo aver rammentato che gli estremisti non rappresentano la maggioranza dei musulmani tanzaniani, conclude sottolineando che il processo di costruzione della nazione è fondato sui sentimenti “di pace, di amore, di unità e di solidarietà che abbiamo ereditato dai padri fondatori della nazione”.
Agenzia Fides 22/5/2013

Spagna, vietato parlare di Natale nelle scuole delle Asturie
Il governo del Principato delle Asturie ha deciso di contribuire all’eliminazione delle radici culturali cristiane dalla Spagna. E in particolare, la Responsabile dell’Istruzione del governo regionale, Doña Ana González Rodríguez, ha emanato una circolare, inviata a tutte le scuole che ricadono sotto la sua giurisdizione, chiedendo che sopprimano la dicitura “Natale” e “Settimana Santa” dal calendario scolastico.
La signora Gonzalez impone che la vecchia dicitura, che ricorda la religione cristiana, venga sostituita con qualche cosa che possa essere accettabile per tutti, anche i non cristiani. Per esempio “Vacanze d’inverno” e “Vacanze del secondo trimestre”.
Il governo socialista asturiano imita d’altronde quello che sembra essere un tentativo di molti socialismi europei. In Belgio nelle settimane passate è stata forte la polemica contro una circolare ministeriale che proibiva di parlare di “Vacanze di Pasqua”, e cambiava quel nome con quello di “vacanze di primavera”. Anche in questo caso la giustificazione era quella della “laicità” delle istituzioni pubbliche che non devono “urtare” gli immigrati non cristiani.

Iran: chiusa dalla polizia una chiesa che celebrava liturgie in persiano
La chiesa “Assembra di Dio” a Teheran, la più grande chiesa cristiana di lingua persiana (“farsi”) in Iran, è stata chiusa dalle forze di sicurezza iraniane. Nei giorni scorsi il Pastore Robert Asseriyan, che guidava il culto nella chiesa, era stato arrestato. Secondo fonti locali, le pressioni per la chiusura della Chiesa erano già forti da almeno sei mesi. La polizia ha annunciato che chiunque cerchi di entrare in chiesa sarà arrestato. Come riferiscono all'agenzia Fides alcuni fedeli locali, la ragione principale per la chiusura è che le autorità di sicurezza iraniane, soprattutto un’ala delle Guardie della Rivoluzione, intende eliminare del tutto dal Paese i servizi di culto in farsi e limitarli alla lingua armena. Il divieto di usare la lingua persiana deriva dai timori che cittadini musulmani iraniani possano convertirsi al cristianesimo.
L’episodio potrebbe dare il via alla chiusura di tutte le altre chiese cristiane che celebrano liturgie in persiano sul territorio iraniano. Il Ministero iraniano dell'Intelligence e il Ministero della Guida Islamica monitorano da anni tutte le attività dei cristiani nelle diverse chiese e, per prevenire il diffondersi di servizi di culto e studi biblici in lingua farsi, hanno imposto ai leader cristiani di segnalare i nomi di tutti i cittadini iraniani partecipanti alle celebrazioni. In passato anche la comunità cristiana protestante “Emmanuel” aveva ricevuto l’ordine di interrompere tutti i suoi servizi liturgici in persiano.
Radio Vaticana 28 05

Uzbekistan: una cristiana condannata per possesso di Bibbie e materiale religioso
Dovrà scontare 18 mesi di lavori correttivi l’uzbeka Sharofat Allamova, cristiana protestante, trovata in possesso di Bibbie e materiale religioso, oltre a dover pagare una multa che si traduce nel versamento di parte del suo stipendio allo Stato. A darne notizia è l’agenzia AsiaNews. La donna, di Urgench, nel nordovest del Paese, è stata giudicata colpevole di "produzione illegale, archiviazione, importazione o distribuzione di materiale religioso". La condanna decisa dal giudice è di compiere lavori umili al servizio dello Stato, mentre buona parte del suo stipendio servirà a pagare la multa a suo carico. A questo si aggiunge che per i prossimi mesi la donna non potrà uscire dall’Uzbekistan. Oltre alla confisca della Bibbia e di altri testi religiosi, si teme che in autunno la donna cristiana possa essere mandata a lavorare nei campi di cotone. Si tratta di un lavoro massacrante, per il quale lo Stato utilizza i condannati. Pesanti multe sono state addebitate anche a un gruppo di persone che nella capitale Tashkent si erano riunite in una casa a pregare e leggere testi sacri. In Uzbekistan, i cristiani costituiscono l’8% della popolazione, contro l’88% di fede musulmana sunnita, e il governo limita fortemente la libertà confessionale.
Radio Vaticana 25 05