2013 05 22 Ecumenismo da martirio: GIORDANIA; NIGERIA. Attentato chiesa: LIBIA. Persecuzione dovuta a conversione: INDIA. Libertà religiosa: MYANMAR.

Fonte:
CulturaCattolica.it
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GIORDANIA - Una marcia silenziosa dei cristiani per invocare la liberazione dei vescovi siriani rapiti

Martedì 21 maggio i cristiani di Amman daranno vita a una marcia silenziosa con le candele per chiedere la liberazione dei due vescovi di Aleppo Mar Gregorios Yohanna Ibrahim (siro ortodosso) e Boulos al-Yazigi (greco ortodosso) a un mese dal loro rapimento per mano di sequestratori ignoti. “Alla marcia” spiega all'agenzia Fides l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme “hanno aderito tutte le Chiese cristiane. Partiremo dalla cattedrale ortodossa di Amman per giungere a quella siriaca, passando per la cattedrale cattolica di rito latino. In questo modo anche i cristiani di Amman e della Giordania vogliono unirsi alla preghiera che sale da tutti i cristiani del mondo arabo, affinché vengano presto rilasciati i nostri fratelli vescovi e tutte le altre vittime dei rapimenti”.
La marcia silenziosa è stata convocata dall'Assemblea dei capi delle Chiese in Giordania. Già nel gennaio 2009 una marcia analoga era stata organizzata a Amman per chiedere la fine della campagna militare “Piombo Fuso” sferrata dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza.
(Agenzia Fides 15/5/2013).

NIGERIA - Ucciso il Segretario della Associazione Cristiana di Borno, poco dopo la proclamazione dello stato d’emergenza

Il Segretario della Christian Association of Nigeria (CAN, associazione che riunisce le principali confessioni cristiane nigeriane tra le quali la Chiesa cattolica) nello Stato di Borno (nel nord-est della Nigeria), il reverendo pentecostale Faye Pama Musa, è stato ucciso nel capoluogo, Maiduguri, da membri della setta islamista Boko Haram, poco dopo che il Presidente Goodluck Jonathan aveva proclamato lo stato d’emergenza a Borno, Yobe e Adamawa.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti gli assassini sono entrati nell’abitazione del leader religioso e lo hanno ucciso di fronte ai familiari.
Nel frattempo sono in corso di dispiegamento nelle aree interessate dallo stato d’emergenza di nuove truppe. È stato pure segnalato lo spostamento nel nord-est di aerei da combattimento, il che induce a pensare che l’aeronautica nigeriana si appresti a colpire bersagli sul suo stesso territorio.
A Maiduguri l’afflusso di nuovi rinforzi militari è stato accolto in un clima di tensione, con scuole e diversi esercizi commerciali chiusi.
Secondo il Presidente Nazionale del Peoples Democratic Party (PDP, il partito al potere), Alhaji Bamanga Tukur, la decisione di imporre lo stato d’emergenza è stata presa per impedire che “i terroristi” proclamassero la secessione del nord- est e la creazione di un loro Stato.
(Agenzia Fides 516/5/2013)

INDIA - Convertite a Cristo dall’induismo: due famiglie perseguitate in Orissa

Perseguitati perché convertiti. Mohan Soren del villaggio di Dengabahali, e Rabi Narayan Marandi, del villaggio di Bhalu Tanggaro, entrambi nel distretto di Dhenkanal, nello stato di Orissa sono due cittadini indiani che si sono convertiti liberamente al cristianesimo, insieme con le loro rispettive famiglie, a febbraio 2013. Come riferiscono a Fides fonti locali, entrambe le famiglie hanno dunque smesso di partecipare ai riti “puja” del loro villaggio (i riti tradizionali indù di omaggio e offerta alle divinità, ndr) e hanno smesso di dare il loro contributo al tempio. Per questo gli abitanti dei villaggi, adirati, hanno avviato ritorsioni per emarginarle e punirle. Nei giorni scorsi, una folla inferocita è entrata in casa di Monah Soren, derubandolo di tutto e saccheggiano l’abitazione. Rabi Narayan Marandi è stato invece percosso e la folla ha intimato a entrambe le famiglie di lasciare immediatamente i villaggi. Impauriti, i cristiani so no fuggiti e hanno trovato provvisoria ospitalità in alcune famiglie di villaggi vicini.
Nei giorni successivi i cristiani hanno informato la polizia locale dell’accaduto, ma la polizia non ha intrapreso alcuna azione. Le due famiglie temono ulteriori attacchi. Le comunità cristiane locali stanno mostrando loro solidarietà con aiuti concreti e con la preghiera.
(Agenzia Fides 15/5/2013)

LIBIA - Attentato nei pressi della chiesa cattolica di Bengasi

Un attentato ha preso di mira la chiesa cattolica dell’Immacolata di Bengasi (Libia), nella notte del 17 maggio.
“Hanno messo una bomba all’entrata del corridoio che porta al cortile dove si affaccia la porta della chiesa. La chiesa dunque non è stata toccata direttamente ma l’attentato è un segnale non positivo che ci offende” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli.
Mons. Martinelli sottolinea la difficile situazione nella quale vive la piccola comunità cristiana nel capoluogo della Cirenaica a causa dell’estremismo islamico. “La Chiesa in Libia è in sofferenza. A Bengasi è stato colpita la chiesa copta, è stato ucciso il loro cappellano ed ora viene colpita la chiesa cattolica” dice il Vicario Apostolico di Tripoli. “Come ho riferito in altre occasioni, in Cirenaica diversi istituti religiosi femminili sono stati costretti a chiudere i battenti, a Tobruk, Derna, Beida, Barce, oltre che a Bengasi. Le suore che sono state costrette a partire hanno servito la popolazione con generosità” continua Mons. Martinelli.
“ Però devo aggiungere che ieri, domenica di Pentecoste, a Bengasi nonostante l’attentato, alla Messa hanno partecipato diverse persone, soprattutto libici che hanno voluto portare la loro solidarietà ai sacerdoti e alle poche suore rimaste” sottolinea il Vicario Apostolico.
“Basta con questa violenza che non ha senso, soprattutto di fronte alla volontà di dialogo che c’è sempre stata da parte nostra. Ho però fiducia nella buona volontà del popolo libico, che ci ama” conclude Mons. Martinelli.
(Agenzia Fides 20/5/2013)
ASIA/MYANMAR - Gravi abusi dei diritti umani e della libertà religiosa

Nonostante i segnali positivi di cambiamento e di apertura, in Myanmar “si registrano tuttora gravi abusi dei diritti umani e delle libertà religiosa”: è quanto afferma un nuovo Rapporto elaborato dall’Ong di ispirazione cristiana “Christian Solidarity Worldwide” (CSW), impegnata a livello internazionale a difendere i diritti umani, la giustizia, la libertà religiosa. Il Rapporto, inviato all’Agenzia Fides, è frutto di una missione di indagine svolta in Myanmar per un mese da esperti e membri di CSW. Il team di CSW, oltre a visitare le città principali come Naypidaw e Yangon, ha visitato lo Stato Kachin, nel Nord del paese, dove il conflitto civile fra i gruppi locali kachin e l’esercito prosegue da due anni, con 100.000 civili sfollati. Mentre a Yangon e nelle città si respira “un nuovo clima di apertura” che lascia ben sperare – nota il Rapporto – nella aree di conflitto con le minoranze etniche “si riscontrano brutali violazioni dei diritti umani sui civili”.
Un uomo di etnia kachin, detenuto dall’esercito e poi rilasciato, ha descritto al team di CSW le torture subite: appeso a testa in giù, malmenato e ferito con coltelli, sodomizzato, minacciato con una bomba a mano posta nella sua bocca. Dato che era cristiano, racconta CSW, i militari “lo hanno lasciato per ore su pietre taglienti, con le braccia aperte, come Cristo”.
(Agenzia Fides 15/5/2013)