2013 05 07 ITALIA: gesto blasfemo al concerto 1 maggio...

ITALIA: gesto blasfemo al concerto 1 maggio. AFRICA: chiesa profanata e esplosione inaugurazione chiesa cattolica. COLOMBIA: un altro sacerdote assassinato. SIRIA. COREA DEL NORD
Fonte:
CulturaCattolica.it
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ITALIA: Diocesi di Roma condanna il gesto blasfemo al concerto del primo maggio

“La diocesi di Roma condanna fermamente il gesto blasfemo compiuto durante il concerto del 1° maggio, l’iniziativa promossa dai sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil nel piazzale antistante la basilica di San Giovanni in Laterano (cattedrale di Roma). L’elevazione di un profilattico a mo’ di ostia con parole che ricordano quelle della consacrazione durante la Santa Messa, da parte di uno dei protagonisti del concerto, rivela una pochezza culturale senza eguali e manifesta la deriva dell’intelligenza cui la crisi morale in atto sta conducendo”. È quanto si legge in una nota diffusa dall’Ufficio stampa del Vicariato di Roma, ripresa dall'agenzia Sir. Il cardinale vicario Agostino Vallini, riferisce la nota, “facendosi anche eco dell’amarezza dei credenti”, “deplora fortemente l’accaduto” ed esprime “dolore per il fatto che simili esibizioni, animate da un’ostilità contro la religione e i sentimenti più vivi nel popolo, si inseriscano - afferma il cardinale - in una manifestazione musicale che da anni intende celebrare la festa dei lavoratori. È forse questo il modo di porgere la propria solidarietà a disoccupati e cassintegrati e di sottolineare la necessità di un rilancio delle politiche del lavoro nel nostro Paese?”. “Spiace constatare con amarezza - aggiunge il card. Vallini - questa nota stonata che sale dal palcoscenico di una manifestazione musicale, chiamata ad offrire soltanto esibizioni che elevano verso ciò che è nobile, nella consapevolezza che anche nella musica amata dai giovani si esprime l’anelito alla bellezza e all’assoluto. Così come addolora il fatto che ancora una volta la religione cristiana sia presa di mira con facilità, utilizzando le manifestazioni pubbliche e gli schermi televisivi”. Per il cardinale, “è intollerabile assistere a gesti che offendono la sensibilità di milioni di credenti, in ciò che hanno di più prezioso e caro, e che feriscono il senso più autentico del vivere comune. Ed è doloroso assistere al silenzio di conduttori e promotori delle manifestazioni che fanno da cornice a tale scempio dell’intelligenza, del buon gusto e del rispetto delle persone”. Radio Vaticana 03.05.2013

CENTRAFRICA - Continuano i saccheggi dei ribelli, un’altra chiesa profanata

“I saccheggi sono un po’ diminuiti e si cerca di riportare la calma ma fino a 10 giorni fa la situazione era terribile” riferiscono all’Agenzia Fides fonti locali dalla Repubblica Centrafricana, dove bande legate ai ribelli della coalizione Seleka imperversano su tutto il territorio, dopo aver conquistato a fine marzo la capitale Bangui, costringendo alla fuga l’ex Presidente François Bozizé. Secondo quanto risulta all’Agenzia Fides nel villaggio di Ouango (sul fiume Oubangui al confine con la Repubblica Democratica del Congo) qualche giorno fa i ribelli hanno bruciato 400 case, ucciso 9 persone a colpi di armi da fuoco e di machete, hanno saccheggiato la chiesa cattolica e profanato il tabernacolo.
“La popolazione non ama di certo i ribelli, che continuano a tormentarla. Molti di questi non sono neppure centrafricani, provengono dal Ciad o da altri Paesi, non parlano la lingua locale né il francese o l’inglese, solo l’arabo” dicono le nostre fonti. “I ribelli colpiscono soprattutto i cristiani e alcuni commercianti musulmani approfittano della situazione e rivendono nei loro negozi gli oggetti saccheggiati dai guerriglieri”. “Ma attenzione a non generalizzare- avvertono le nostre fonti- diversi musulmani sono veramente dispiaciuti della situazione e tentano di mediare per far cessare le violenze e i saccheggi”.
(Agenzia Fides 3/5/2013)

TANZANIA: esplosione in una chiesa cattolica, almeno 30 feriti

“Attendiamo di avere elementi precisi prima di esprimerci su quello che è accaduto, perché la situazione è molto delicata” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale dalla Tanzania, dove domenica 5 maggio ad Arusha in un attentato esplosivo alla cerimonia di inaugurazione di una parrocchia cattolica, sono morte almeno due persone mentre i feriti sono diverse decine.
Alla cerimonia era presente Sua Ecc. Mons. Francisco M. Padilla, Nunzio Apostolico in Tanzania, che è rimasto illeso.
Secondo quanto risulta all’Agenzia Fides Mons. Padilla si trova ancora ad Arusha dove è in riunione con il clero locale.
“È vero che negli ultimi mesi abbiamo assistito ad episodi di violenza con probabili motivazioni religiose, ma al momento finché non abbiamo elementi sicuri al riguardo non possiamo esprimerci in questo senso” dicono le nostre fonti. “In linea generale possiamo dire che la leadership musulmana locale è contro la violenza, e che chi commette gli attentati sono in maggioranza gruppi estremisti che vengono da fuori della Tanzania”. (Agenzia Fides 6/5/2013)

SIRIA: Il vescovo Audo: la Pasqua nel pianto dei nostri fratelli ortodossi

“Hanno cantato 'Cristo è risorto', e mentre ripetevano quelle parole di giubilo e vittoria, avevano tutti le lacrime agli occhi. Tutte le loro preghiere si confondevano con il loro pianto”. Con quest'immagine il vescovo caldeo di Aleppo Antoine Audo sintetizza all'agenzia Fides la Pasqua appena celebrata anche in Siria dalle comunità cristiane orientali che seguono il calendario giuliano. Alle sofferenze che la guerra civile infligge a tutto il popolo, per le comunità cristiane aleppine si aggiunge anche l'apprensione per i pastori finiti nelle mani di sequestratori non identificati. Due sacerdoti sono stati rapiti ormai da tre mesi, e sono trascorse due settimane del sequestro di Mar Gregorios Yohannna Ibrahim e di Boulos al-Yazigi, i vescovi siro-ortodosso e greco ortodosso di Aleppo. “Tutta la gente” riferisce a Fides mons. Audo “continua a parlare di loro. Tutti si domandano cosa ne sarà dei vescovi, dei sacerdoti e di se stessi. Il tempo che passa non è buon segno”. La lotta quotidiana per la sopravvivenza impedisce anche di avere una chiara percezione d'insieme riguardo all'andamento del conflitto, alle conseguenze dei raid aerei israeliani e ai pericoli di contagio su scala regionale. “Siamo spesso senza elettricità, manca l'acqua, è difficile vedere la televisione o trovare il tempo per informarsi. Come presidente della Caritas passo tutto il tempo a ricevere persone in cerca di aiuto. E ho dovuto cancellare anche ogni spostamento fuori da Aleppo, perché ogni movimento è diventato pericoloso”. Radio Vaticana 06.05.2013

AMERICA/COLOMBIA - Assassinato un altro sacerdote

Un altro sacerdote è stato ucciso in Colombia. Si tratta del padre José Antonio Bayona Valle, di 48 anni, sacerdote diocesano dell'arcidiocesi di Barranquilla (Colombia) ucciso ieri sera con 18 coltellate. Il sacerdote è stato trovato su un sentiero nella zona del villaggio di Juan Mina.
L'arcidiocesi di Barranquilla ha riferito a Fides che il sacerdote era stato ordinato il 20 dicembre 1998 e ha lavorato come parroco della parrocchia di Cristo Re nel sud-ovest di Barranquilla nel quartiere chiamato Lipaya. Nella testimonianza fatta a Fides dall'arcidiocesi si sottolinea la violenza rivolta contro il sacerdote. La comunità cattolica è molto colpita di questo fatto e le autorità sono già al lavoro per chiarire questo brutale omicidio.
In Colombia nel 2012 è stato ucciso un sacerdote; nel 2011 sono stati uccisi 6 sacerdoti e 1 laico; nel 2010 hanno trovato la morte 3 sacerdoti ed un religioso; nel 2009 sono morti violentemente 5 sacerdoti ed 1 laico. Nel 2013 sono ormai 4 i sacerdoti colombiani uccisi.
(Agenzia Fides, 07/05/2013)

NORD COREA: condannato a 15 anni di lager un cristiano americano

La Corte Suprema della Corea del Nord ha condannato questa mattina a 15 anni di lavori forzati il cittadino statunitense Kenneth Bae - identificato dalle autorità del regime con il nome coreano Pae Jun-ho - con l'accusa di "aver commesso crimini contro lo Stato". Lo ha riferito l'agenzia ufficiale del governo, la Kcna, che non spiega quali siano questi crimini. Bae, un operatore turistico coreano, ma con cittadinanza americana, era stato arrestato a novembre mentre si trovava insieme a cinque turisti che erano entrati in Corea del Nord attraverso il porto nord-orientale di Rajin. Bae è definito da alcune fonti un "devoto cristiano" che, nei suoi viaggi al Nord, ha portato avanti un'opera missionaria che potrebbe aver attirato l'attenzione delle autorità e provocato l'arresto e la condanna. In Corea del Nord non esiste libertà religiosa e i fedeli sono all'ultimo posto nella scala gerarchica della società. La sentenza è la più dura mai emessa dalle autorità giudiziarie del Nord contro un cittadino straniero. Di solito ai lavori forzati vengono condannati i colpevoli di omicidio, stupro o rapina, oppure i fedeli di qualche religione che non si piegano al controllo e all'ateismo di Stato. Secondo alcuni analisti, questa decisione dimostra la "disperazione" del regime, guidato dal giovane Kim Jong-un, che sta cercando di tornare al tavolo dei colloqui con la comunità internazionale dopo l'escalation di tensione degli ultimi mesi. Radio Vaticana 02.03.2013