Sudan: ormai prossimo il referendum su unità o separazione

Per capirci qualcosa nella complessa vicenda sudanese pubblichiamo una scheda di Padre Beppino Puttinato, comboniano del Collegio Comboni di Khartoum
Autore:
Puttinato, Padre Beppino
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Chiesa nel mondo"

UNITÀ O SEPARAZIONE?

Il 9 gennaio 2011 il Sud Sudan andrà alle urne per un referendum popolare sull’unità del Paese oppure sulla separazione del Sud dal Nord. I sudisti a quanto sembra non pongono la domanda a sé stessi: sembrano sicuri che la maggioranza voterà per la separazione. La domanda invece è rivolta a me continuamente in questi giorni: “Tu sei per l’unità o per la separazione?”

Le persone che si ritengono equilibrate proclamano la loro neutralità. Io mi ritengo equilibrato e proclamo la mia neutralità. Sono Sudanese del Nord (mi è stata regalata la nazionalità) e penso che resterò nel Nord, a meno che il Padre non mi chiami subito altrove, nella “sua casa”, come si dice.

L’unità, parola positiva, sarebbe per sé da preferirsi alla separazione, parola negativa. Ma se andiamo subito alla parola “indipendenza”, ci sono certamente molte ragioni valide per questa: grandi differenze razziali, linguistiche, culturali, religiose, ecc., tra Nord e Sud. Non ritengo valida la ragione della vendetta: “Siamo stati discriminati, siamo stati trattati male, abbiamo sofferto tanto, ora soffrano loro, quelli del Nord: noi abbiamo risorse immense, noi saremo ricchi, loro saranno poveri.”

L’indipendenza è un valore, ed è un diritto; ma una separazione che porti all’indipendenza politica ed economica immediata, secondo me, causerà grandi sofferenze immediate al Sud, forse più grandi di quelle sofferte recentemente. Sinceramente auguro al Sud pace e prosperità. Ma nessuno penso può ignorare i grossi problemi che bisogna risolvere quanto prima: l’impreparazione della classe dirigente, la corruzione, le lotte tribali, i confini non definiti, la mancanza di accesso al mare (per il trasporto del petrolio), ecc.
Nella Santa Messa si prega tanto per la pace e l’unità. Lì si tratta ovviamente della pace e dell’unità del Regno di Dio (pace con sé stessi, pace con gli altri e pace con Dio, e unità della Chiesa). In questo momento così delicato, vogliamo pregare anche per la pace civile tra Nord e Sud Sudan e per l’unità interna nelle due parti del Paese.

LA CHIESA IN SUDAN
Prima dell’eventuale separazione del Sud

Nord Sudan

Abitanti 28.000.000
Cattolici 1.176.000 4 %
Altri Cristiani 224.000 0.8 %
Parrocchie 41
Sacerdoti 85

Musulmani 22.400.000 80 %
Tradizionalisti 4.200.000 15 %

Sud Sudan

Abitanti 14.000.000
Cattolici 6.020.000 43 %
Altri Cristiani 1.5 %
Parrocchie 211
Sacerdoti 195

Musulmani 2.380.000 17 %
Tradizionalisti 5.390.000 38.5 %

CINQUE GROSSI PROBLEMI DEL PAESE

che restano da risolvere, prima o dopo l’eventuale
separazione del Sud dal Nord:

• La demarcazione dei confini tra Nord e Sud.
• La spartizione del petrolio.
• La spartizione delle acque del Nilo.
• Il debito con l’estero.
• La cittadinanza dei Sudisti al Nord.

Nel caso che il Paese resti unito, resta da risolvere il problema dell’eguaglianza di tutti i cittadini, musulmani e cristiani, di fronte alla Legge, attualmente Legge Islamica (Sharia).

N.B. L’85 % delle risorse petrolifere sono attualmente nel Sud. Non sono noti i giacimenti di petrolio che si trovano al Nord e non sono ancora stati aperti.

Due dei tre oleodotti del Paese partono dal Sud e attraversano il Nord per portare il grezzo al deposito di Port Sudan, da dove il petrolio va ad essere raffinato all’estero.

L’ 80 % del reddito nazionale del Nord e il 98.5 % di quello del Sud proviene attualmente dalla vendita del petrolio.