2012: situazione paradossale per i cristiani del Nord Sudan

Riceviamo dal Collegio Comboni di Khartoum la relazione annuale 2012
Autore:
Puttinato, padre Giuseppe
Fonte:
CulturaCattolica.it
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COLLEGIO COMBONI
Per Scienze e Tecnologie
Khartoum (Sudan)
Dal 2001

Lettera del 3 Agosto 2012

Dall’inizio del secondo semestre (luglio-ottobre 2012), gli studenti che attendono alle lezioni sono 354:
Sudanesi 112 (32 %)
Sud Sudanesi 69 (19 %)
Non Sudanesi 173 (49 %)
Una ventina non ha ottenuto il permesso di tornare (o ha scelto di non tornare) al Collegio dal Sud Sudan.
Una trentina ha sospeso o interrotto gli studi per varie ragioni, soprattutto per l’impossibilità a pagare le rette (sconti sono offerti dal Collegio, per meriti accademici e per situazioni familiari, ma nessuna esenzione totale è concessa, a meno che uno studente non abbia una borsa di studio completa).
Nonostante la Crisi e la diminuzione degli studenti, il Collegio finirà l’anno finanziario senza debiti. Siamo molto riconoscenti ai benefattori che sono stati - veramente! - più generosi degli anni scorsi.

Situazione Generale

In seguito alla separazione del Sud nel 2011, la percentuale dei cristiani (cattolici e non cattolici) nel Nord Sudan, su una popolazione di 30 milioni, è scesa a circa l’uno per cento.
La società sudanese, sia nel Nord che nel Sud Sudan, è da sempre una società pluralista sotto ogni aspetto (etnico, religioso e culturale). Con il colonialismo e l’evangelizzazione dei due ultimi secoli, il cristianesimo ha raggiunto una piccola ma significativa minoranza nel Nord e una buona maggioranza nel Sud.
La recente guerra civile tra Nord e Sud riversò nel Nord decine di migliaia di rifugiati del Sud per i quali la Chiesa aprì oltre 60 scuole alla periferia di Khartoum e di altre città del Nord.
Queste scuole, in maggioranza primarie, si aggiunsero a una quindicina di Scuole Comboni aperte in centro città - nella prima meta’ del secolo XX - non soltanto per i figli dei cristiani ma anche per i figli dei musulmani, che spesso hanno costituito e tuttora costituiscono la maggioranza degli alunni.
Ora gli estremisti musulmani ragionano così: le Scuole Comboni, sia quelle alla periferia che quelle al centro città sono scuole della Chiesa, scuole per cristiani: i cristiani hanno voluto l’indipendenza dal Nord, quindi non c’è più bisogno di Scuole Comboni al Nord.
Le parrocchie dell’Arcidiocesi di Khartoum, costituite in gran parte da sudisti, raggiunsero la trentina in anni recenti. Ora circa due terzi dei fedeli sono andati al Sud e quelli che rimangono al Nord sono ritenuti a tutti gli effetti cittadini stranieri – stranieri nel paese dove molti di loro sono nati e cresciuti.
La situazione di questi, in maggioranza studenti o giovani lavoratori, è al momento confusa e incerta. Il loro è uno dei grossi problemi che si spera arrivino presto a una soluzione soddisfacente. E si spera anche che il lavoro della Chiesa nel campo educativo, caratterizzato dal principio della pluralità etnica e religiosa, possa continuare e assicurare la presenza cristiana nel Nord.