"Lontano dal pianeta silenzioso" 4 - Il giudizio di Oyarsa

In un viaggio irto di difficoltà tra creature misteriose, il protagonista Ransom scopre la natura della propria missione su Malacandra

In cammino verso Oyarsa
A questo punto gli hrossa convincono Ransom – pure spaventato da questa prospettiva - a obbedire al richiamo per cui era stato trasportato su Malacandra: mettersi in cammino verso Meldilorn, la sede di Oyarsa. Il terrestre si trova di nuovo in viaggio in un mondo sconosciuto, ma stavolta ben presto con una guida amica: Augray, uno dei sorn. Nella sua caverna sull’altopiano questi accoglie Ransom, lo introduce a comprendere la natura degli eldila e di Oyarsa. Poi lo fa salire sulla propria spalla e lo conduce a Meldilorn. Ransom si trova su un’isola deliziosa, tiepida, immersa nel profumo dei fiori, dove gli eldila fremono come entità luminose impercettibili, e fa la conoscenza dei pfifltriggi, la terza razza intelligente di Malacandra: abili tecnici e scultori. Un viale di monoliti istoriati gli racconta le vicende del “Campo di Arbol” (il Sistema solare): il terzo pianeta (la Terra) anziché essere contraddistinto dalla fiamma di un Oyarsa ha una scheggiatura rovinosa, quasi una ferita. La Terra è il pianeta silenzioso. Dopo una notte passata tra hrossa, sorn e pfifltriggi, Ransom viene chiamato a conferire da Oyarsa, “un purissimo soffio di luce”.

Il giudizio di Oyarsa
Nel dialogo con l’Entità misteriosa, si sciolgono tutti i nodi della storia: Ransom viene rimproverato per non aver voluto recarsi prima a Meldilorn: il suo viaggio era stato voluto da Oyarsa per poter avere da un terrestre informazioni su Thulcandra, il pianeta silenzioso. Oyarsa racconta della ribellione dell’ “angelo” della Terra, diventato il Maligno, e delle terribili conseguenze di questo fatto su tutto il Sistema solare. Nessuna notizia giunge più agli altri pianeti da parte della Terra. L’Oyarsa racconta anche dei primi contatti avvenuti con Weston e Devine, quest’ultimo bramoso di portare via “sangue di sole”, ossia oro. Una inattesa processione conduce davanti a Oyarsa gli altri due terrestri, catturati dagli hrossa dopo aver ucciso tre componenti della loro specie. A questo punto il giudizio assume caratteristiche drammatiche: Weston si comporta in modo grottesco trattando gli hnau di Malacandra come selvaggi, poi in uno sproloquio ridicolo tenta di spiegare i propri intenti umanitari: portare a tutti i costi gli umani su altri pianeti, per consentire loro di vivere in eterno disseminati nel cosmo. Oyarsa gli mostra un altro punto di vista: una obbedienza al Creatore e una accettazione armoniosa e gioiosa delle sue leggi. Poi lo giudica severamente, svelando tutta la sua meschinità. Weston urla di preferire il Maligno a Maleldil il creatore, poi Oyarsa espelle i terrestri da Malacandra organizzando il rischioso viaggio di ritorno della sfera sulla Terra; dopo novanta giorni l’astronave si dissolverà. I tre viaggiatori spaziali affrontando pericoli e peripezie di ogni genere riescono finalmente ad approdare nella campagna inglese, e puntualmente l’aeronave si volatilizza.