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IRC >> Domande e Risposte
Aspettativa
Autore: Incampo, Nicola
Fonte: CulturaCattolica.it E-mail: nicola.incampo@culturacattolica.it
martedì 7 agosto 2012 DomandaCarissimo Nicola,Per problemi familiari, molto probabilmente quest'anno dovrò chiedere periodi di aspettativa. Cosa comporta la fruizione di un periodo di aspettativa (oltre, naturalmente, alla perdita dello stipendio) ai fini pensionistici? L'interruzione del servizio che si viene a creare come influisce sul computo finale della pensione? Si rischia di "ritardare" la quiescenza perché, anche solo per pochi giorni, non si raggiungono gli anni previsti o viene solamente decurtato l'importo della pensione in modo proporzionale al periodo di aspettativa fruito per cui, tutto sommato, il danno non è così grave? Ti ringrazio anticipatamente e ti saluto. RispostaE’ bene chiarire che è possibile riscattare il periodo di aspettativa non retribuita, ma solo ai fini pensionistici e non ai fini della ricostruzione di carriera.Infatti l’articolo 5 del Decreto Legislativo del 16 settembre 1996, prevede che, a domanda, il lavoratore può riscattare, nel limite massimo di tre anni, i periodi di assenza dal servizio non retribuiti fruiti dopo il 31.12.1996 solo ai fini pensionistici con contributi volontari. Ai fini del trattamento economico il personale a tempo part-time, è retribuito, se è con incarico a tempo indeterminato, in misura proporzionale all’orario di lavoro (non inferiore al 50% dell’orario cattedra, di norma) e fino al termine dell’anno scolastico.Follow @NicolaIncampo1 Archivio
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