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Letteratura >> Fantasy >> Cronache di Thomas Covenant
Thomas Covenant: il contagio della colpa - 13
Autore: Platania, sr. Marzia Curatore: Leonardi, Enrico
Fonte: CulturaCattolica.it
Il contagio della colpa E' il nome sempre ricorrente di Kevin il Distruttore a costituire il paradigma della strategia del Sire Immondo. Infatti la Distruzione, pur avendo momentaneamente fermato lo Spregiatore, è stata una sua grande vittoria, la fine di molte bellezze della Landa, l'indebolimento definitivo dei Signori. Ad essa si è arrivati perché il Sire Immondo è riuscito a far cadere Kevin nella disperazione, fino a fargli giudicare meglio distruggere la Landa piuttosto che lasciarla cadere in mano al suo odiato nemico. In questo modo lo Spregiatore ha costretto il proprio nemico ad essere suo complice, tanto che il Rituale della Distruzione è stato proclamato dai due insieme. Anche i diversi protagonisti della lotta fanno esperienza di questa invadenza del male, che sembra nascere proprio dall'attaccamento al bene. Emblematico è il caso del Gigante Salcuore Seguischiuma, perché, a differenza di Troy, egli si accorge fin dall'inizio di ciò che gli sta accadendo. Dalla battaglia del Silvano delle Nubi, egli è preso dall'odio verso l'esercito dell'Immondo, e diventa un feroce combattente, che prova una gioia perversa nell'uccidere i nemici, suscitando il sospetto perfino tra gli amici. Mentre sta accompagnando Covenant verso il nemico, incontrano Bannor, ex Guardia del Sangue (le Guardie del Sangue si sono autosciolte quando alcune di esse sono state corrotte dallo Spregiatore, infrangendo il Voto) che si è unito ai Ramani. Non vengono però accolti come alleati, ma guardati con sospetto, perché i tempi sono molto cupi, ed il tradimento ha già colpito molto spesso. In particolare a Salcuore Seguischiuma viene chiesta una prova della sua fedeltà alla Landa.
Malgrado la capacità di vedere la sanità morale tipica della Landa, gli amici sono in dubbio di fronte a questa bramosia di uccidere. Anche Covenant ne rimane sconvolto, quando la constata di persona, avendo conosciuto Seguischiuma come un amico generoso e un cuore grande, e vedendolo gioire con crudeltà dopo l'uccisione di alcuni Coboldi che impedivano loro il passaggio nel viaggio verso il Nido Immondo.
Di fronte al potere che il male mostra di avere, la disperazione porta i suoi avversari a condividere il suo punto di partenza, la certezza che il bene è solo illusorio.
Questa è la vera vittoria dello Spregiatore. Dalla colpa iniziale della violenza fatta a Lena, è un crescendo di colpe che aggravano la coscienza di Covenant.
A fronte di queste colpe, non c'è redenzione possibile. Esse permangono, anche nelle loro conseguenze, e causano sempre nuovi mali. Quando Covenant prende coscienza del male fatto a Lena cerca di rimediare usando il suo potere di Portatore dell'anello con i ranyhyn, chiedendo loro di andare una volta l'anno a trovarla, dal momento che vederli era un suo grande sogno. La bambina nata dallo stupro, Elena, condivide una cerimonia magica dei cavalli e ne nasce in lei un odio pericoloso per lo Spregiatore, e la convinzione che la disperazione possa essere una forza. Questa convinzione la spinge ad usare un immenso potere, scoperto grazie a Covenant, per richiamare in vita Kevin, convinta che la sua disperazione lo renda invincibile. Invece, il morto Kevin diventa immediatamente schiavo dello Spregiatore e la uccide. Inoltre, l'impegno preso con Covenant impedisce ai grandi cavalli di fuggire al riparo dall'esercito dello Spregiatore finché Covenant, compresolo, non li libera. Atiaran muore nel tentativo di richiamare Covenant, non si sa se nella speranza che salvi la Landa, o che venga infine punito del male fatto. Trell, suo marito, cade preda della disperazione fino al punto di cercare di distruggere la Rocca delle Celebrazioni durante il suo assedio.
Il perdono di Triock consiste nella convinzione che Covenant, malgrado le colpe commesse, non sia del tutto malvagio. In caso contrario, se cioè fosse persuaso che egli è uno strumento dello Spregiatore, chiamarlo nella Landa sarebbe un tradimento. Tuttavia, a fronte del male che Covenant ha compiuto e permesso, questo perdono è per lui estremamente faticoso, tanto che Covenant stesso, colpito dal prezzo che il Giuramento di Pace ha per quest'uomo semplice e buono, gli dà quasi il permesso di odiarlo.
Quando il gruppetto è costretto a dividersi per fronteggiare i nemici, e Triock deve rinunciare ad affrontare lo Spregiatore come era suo desiderio, Salcuore Seguischiuma lo consola:
Dopo drammatiche vicende, i tre si incontrano di nuovo, e insieme affrontano il fantasma di Elena, che lo Spregiatore ha richiamato dalla morte e asservito, dandole il compito di sostenere da lontano l'esercito guidato da Pugno del Maligno con un innaturale inverno e di distruggere il Colosso, pietra dotata di potere, seppure dormiente dalla distruzione della foresta. Triock aveva fatto da padre ad Elena, pur essendo figlia della violenza che Covenant aveva fatto alla sua promessa sposa Lena, e Covenant l'aveva conosciuta ed amata, ma Elena, dominata dal potere dello Spregiatore, colpisce a morte Triock. Covenant invoca, con il potere del suo anello, l'aiuto del Forestale, ed egli risveglia il Colosso, presso il quale si trovano, che reagisce annientandola. In punto di morte Triock porta a compimento la sua fedeltà al Giuramento di Pace, arrivando al punto di cercare di consolare Covenant, togliendogli la responsabilità di quanto è stato costretto a fare. Ma ancora una volta non è possibile evitare il peso di ciò che si è compiuto:
Il perdono è concretamente la rinuncia alla vendetta, a rispondere al male con il male. Seguischiuma è caduto suo malgrado nella trappola del desiderio di vendetta. Il duro, intransigente Bannor riesce ad evitarla, ma solo dopo che il tradimento di Korik, una Guardia del Sangue caduta sotto il controllo del Sire Immondo, ha definitivamente infranto la purezza del Voto. Prima, Bannor diffidava di tutto, tranne che di se stesso e della capacità delle Guardie del Sangue di fare fronte agli impegni assunti. Più volte si è difeso freddamente dal sospetto che il Voto fosse stato diminuito quando le Guardie, obbedendo a Kevin, lo lasciarono solo ed egli cadde.
Il dubbio sempre respinto ha poi vinto davanti all'evidenza del tradimento di Korik.
Solo nel momento in cui non crede più alla propria rettitudine, Bannor incomincia a capire Covenant e sfugge alla trappola della vendetta.
In conclusione, soltanto nella verità di sé, cioè nella consapevolezza della propria colpa, ci può essere una possibilità, per quanto remota e labile, di riscatto.
Questa possibilità sembra comunque sempre destinata allo scacco. Il perdono di Triock, la fiducia di Mhoram hanno la conseguenza di rimettere sempre di nuovo i protagonisti nella condizione di agire, ma la via dell'azione rimane ambigua, e la colpa non può mai venire cancellata. Al limite, neppure dall'uccisione del colpevole, fosse pure il Posseduto Parricida.
In queste parole che il posseduto rivolge a Seguischiuma, appare ancora una volta la costante strategia dello Spregiatore: incolpare le proprie vittime del male da lui stesso compiuto; farle sentire in colpa per non essere riuscite a impedirlo, condurle a disperare di poter lottare contro il male.
Un atteggiamento del genere è sicuramente frutto della non banalizzazione del male, di una presa di coscienza rigorosa delle proprie responsabilità, tuttavia rischia di allontanare dalla verità. Covenant e l'Immondo non sono uguali:
Non si può certo dire che lo Spregiatore compia il male per ignoranza. La cattiva volontà di Covenant è una debolezza, un difetto; la cattiva volontà dello Spregiatore è una consapevole volontà di fare il male. Ci vuole l'estrema lucidità e l'estremo realismo di Covenant per capire l'altro corno del dilemma.
Ignorare il proprio male conduce a non vedere le trame dello Spregiatore. Fissare lo sguardo sul proprio male conduce invece alla paralisi. Note [1] AR, pag. 141. [2] AR, pag. 258. [3] AR, pag. 193. Triock in questo momento è in balia di un Posseduto, non è questo il suo pensiero. [4] AR, pag. 154. [5] AR, pag. 74. [6] AR, pag. 88. [7] AR, pag. 102. [8] AR, pag. 232. [9] CS, pag. 224. [10] AR, pag. 236-237. [11] AR, pag.238-241. [12] AR, pag. 236. [13] AR, pag. 272. [14] AR, pag. 151. [15] AR, pag. 143. [16] AR, pag 192.Follow @EnricoLeonardi1 Cronache di Thomas Covenant
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